Atlante Archeologico
Museo Nazionale
Il Museo della Magna Grecia: la storia delle colonie greche in Calabria.
Località attuale
Reggio di Calabria
Nome nell’Antichità
N.D.
Notizie
L’istituzione museale reggina nacque nel 1882 con la formazione del Museo Civico ospitato nel Palazzo Arcivescovile, costituito dalle sezioni etnologica, di arte medievale e moderna, risorgimentale, numismatica. Dopo il disastroso terremoto del 1908 si pensò di creare una sede museale unica, fondendo le raccolte del Museo Civico con i reperti magnogreci degli scavi statali nella regione. La nuova sede venne inaugurata nel 1932, ma presto dovette essere chiusa a causa degli eventi bellici, che imposero il trasferimento del materiale in altri siti più sicuri. Solo nel 1954 venne definitivamente sancita la fusione dei due musei (Civico e Nazionale), con tutto il materiale in un’unica sede. Negli anni sessanta vennero inaugurate le sezioni pre-protostorica e locrese, il lapidario e la pinacoteca, mentre nel 1973 si aprì la sezione numismatica. Nel 1981 venne allestita la sezione di archeologia sottomarina, istituita all’indomani dell’importantissimo recupero dei bronzi di Riace, dedicata alla memoria del Soprintendente Giuseppe Foti, scomparso poco prima dell’inaugurazione; un solo anno dopo venne riordinata la sezione delle colonie e subcolonie ioniche e tirreniche, al primo piano dell’edificio. Attualmente si prevede di spostare la pinacoteca d’arte medievale e moderna (ora al secondo piano) in altra sede, per fare posto a altre collezioni tematiche archeologiche che si è costretti ad esporre a rotazione. L’odierno allestimento consta di sei sezioni (più la pinacoteca) disposte in quattro piani, con un ordine cronologico e topografico.
Descrizione
La prima sezione, quella preistorica, contiene preziosi reperti da stazioni, ripari e grotte dalla prima età della pietra. Il materiale più antico è rappresentato da ciottoli scheggiati del paleolitico inferiore (600.000 anni fa), rinvenuti da Caselle di Maida. Seguono industrie litiche del paleolitico medio e superiore, fino alle ceramiche impresse del neolitico medio e finale (ceramica monocroma con anse a rocchetto) e dell’eneolitico (ceraica levigata o con scanalature contigue) dalla grotta della Madonna di Praia a Mare, che registra una presenza umana praticamente ininterrotta per più di 10.000 anni. E’ inoltre ricostruito l’interno della grotta del Romito di Papasidero, contenente graffiti raffiguranti tori e resti scheletrici. Del neolitico sono le ceramiche ingubbiate decorate con motivi in rosso, mentre nell’età del Bronzo compaiono vasi con grosse anse a piastra sopraelevata, di cultura appenninica. Da segnalare due belle daghe bronzee di tipo europeo e due asce a margini rialzati sicuramente provenienti dal centro Europa. Del X sec. a.C. sono invece i vasi cinerari biconici che attestano influenze villanoviane nella regione. Primi contatti con popolazioni greche si hanno già dal VIII sec. a.C. (vaso in argilla figulina con decorazione dipinta). La sezione dedicata alle colonia di Locri Epizefiri presenta reperti dalle necropoli della zona: dalla contrada Lucifero un aryballos protocorinzio della metà del VII sec. a.C., manici di specchio bronzei a forma di statuette femminili e maschili del VI sec., ceramica attica a figure nere (lekythos con corteo dionisiaco) e rosse (frammento di cratere del pittore dei Niobidi) del V sec, situle (pittore di Maron) e crateri a calice (pittore di Locri) a figure rosse del IV sec., fino a una coppa megarese del II sec. a.C.; dal santuario di Persefone in contrada Mannella aryballoi corinzi, anfore a figure nere (cerchia di Exexias), statuette fittili votive femminili e vasi configurati (a forma di lepre morta) del VI sec. a.C.; pinakes locresi del V sec. a.C. Sono anche visibili elementi architettonici dei santuari di Atena e di casa Marafioti (geisa, sima con gocciolatoi a protomi leonine, gruppo acroteriale con cavaliere e sfinge); il prezioso archivio del santuario di Zeus Olimpo ritrovato sotto una teca di pietra, consistente in tavolette bronzee del IV-III sec. a.C. attestanti prestiti di denaro alla polis, di grandissimo interesse storico e epigrafico. Il teatro di Locri ha restituito numerose statuette ellenistiche, mentre il santuario di contrada Marasà restituisce gruppi in marmo con dioscuri facenti parte della decorazione frontale del tempio ionico, e lastre in terracotta dal rivestimento della cella del tempio arcaico. Interessanti anche i reperti del santuario di grotta Caruso (probabilmente dedicato a Afrodite), con statuette del tipo tanagrino (ellenistico) e modellini di grotta-ninfeo. L’itinerario prosegue nel piano superiore con la sezione dedicata alle colonie greche Calabre. Reggio è rappresentata da oinochoai con decorazioni geometriche del VIII sec. a.C., di fabbricazione locale, reperti dal santuario del fondo di Griso-Laboccetta (lastre fittili, maschere votive del VI sec., bei frammenti di kylikes attiche a figure rosse della fine del VI sec., coperchio detto "delle Leucippidi" calcidiese a figure nere; un cratere laconico del VI-V sec, statuette di tanagrina fittili del IV sec. Interessanti anche i reperti dalle necropoli ellenistiche cittadine (olle e askoi conformate a animale del II sec. a.C., il curioso sarcofago a forma di piede calzato del III sec. a.C.). Seguono, nella stessa sezione, nuclei dedicati a Matauros (produzioni greco-orientali del VII sec., anfore attiche e calcidiesi del VI sec.), Medma (statuette in terracotta di divinità del VI e V sec. e un prezioso manico di specchio in bronzo con satiro che accarezza un efebo dormiente, del IV sec.), Laos (diadema in lamina d’oro del IV sec., numerose ceramiche apule a figure rosse della cerchia del pittore di Dario, del IV sec. e parti di armature bronzee dalla tomba A della necropoli locale), Kaulonia (bellissime sima con doccioni a testa leonina dal tempio della Passoliera, del V sec., arule e antefisse del VI sec. dall’abitato), Crimisa (interessanti reperti bronzei e aurei dal santuario di Punta Alice, del V-IV sec.). La sezione epigrafica contiene reperti di epoca romana, consistenti in iscrizioni funerarie onorarie da varie località della regione (da segnalare quella che commemora il restauro delle terme e l’ampliamento della basilica di Reggio nel 374 d.C.), mentre quella numismatica espone monete dalle zecche sicule e magnogreche tra il VI sec. a.C. (da Kaulonia, Crotone, Metaponto e Sibari, in argento) e il VI sec. a.C. (aureo bizantino di Giustiniano I). La sezione di archeologia subacquea, oltre a numerosi ceppi e contromarre d’ancora in piombo e anfore vinarie corinzie (arcaiche) e imperiali africane (III sec. d.C.), ospita i famosi reperti del relitto di Porticello, una nave da carico della fine del V sec. a.C. contenente numerose anfore (interessanti quelle puniche dalla Sicilia), attrezzi di bordo (pesi in piombo, rocchetto di legno per pescare, un mortaio, una pentola, due lucerne, qualche coppa) e i frammenti di tre statue bronzee, dei quali importantissima è la cosiddetta "testa di filosofo", ritratto maschile barbato di datazione controversa (V o IV-III sec. a.C.) che potrebbe anche non essere pertinente al relitto. In questa sezione sono infine esposti i famosissimi bronzi di Riace, rinvenuti nel 1972 nelle acque antistanti l’omonima località. Sono due statue di dimensioni superiori al naturale raffiguranti due personaggi maschili stanti in nudità eroica, caratterizzati come guerrieri armati, databili tra il 460-450 a.C. (statua A, di passaggio tra stile severo e stile classico) e 430-420 a.C. (statua B, di influenza policletea), probabilmente destinate a ricchi personaggi di Roma in età repubblicana o primo-imperiale.
Approfondimenti
- G. Custodero, Antichi popoli del Sud: Apuli, Bruzii, Lucani, Messapi, Sanniti e Greci prima della conquista romana, Lecce 2000
- M. Cardosa, I Pinakes di Locri Epizefiri: musei di Reggio Calabria e di Locri, Roma 1999
- M. Gulli, I bronzi di Riace e il Museo nazionale di Reggio Calabria, Catanzaro, 1997
- S. Dragone (a cura di), Le citta magnogreche della Calabria: Sibari, Crotone, Reggio, Locri, Laos, Skilletion, Medma, Cauloniaa, Catanzaro Lido 1995
- E. Greco, Magna Grecia, Guide Archeologiche Laterza, Bari 1995
- G. Tagliamonte, I figli di Marte: mobilità, mercenari e mercenariato italici in Magna Grecia e Sicilia, Roma 1994
- F. Taverniti, I Bronzi di Riace nel museo nazionale di Reggio Calabria, Reggio Calabria 1991
- M.A. Mastelloni, Museo nazionale di Reggio Calabria. Ripostigli di denari repubblicani, 1983
- C. Turano, La Calabria antica, Reggio Calabria 1977
Indirizzo
Via Torrione, 37
Orari
N.D.AVVISO: Il Museo rimarrà chiuso per lavori di restauro dal 01/11/2009 fino a marzo 2011
Contatti
0965/898272; fax 813008