Atlante Archeologico

Museo Nazionale di Locri Epizefiri

Caratteristiche le pinakes dei santuari locresi.

Località attuale

Locri (RC)

Nome nell’Antichità

N.D.

Notizie

Posto all’interno dell’area archeologica della città magnogreca, il museo sorge nei pressi di un deposito votivo dedicato a Zeus fulminante, e conserva i reperti dei più recenti scavi della zona (quelli dei primi scavi sono invece esposti a Reggio Calabria). Inaugurato nel 1971, il museo ha lo scopo di illustrare quanto è stato portato alla luce nella città di Locri Epizefiri. E’ in corso un riordinamento del materiale, attualmente allestito su due piani dell’edificio.

Descrizione

Al primo piano sono riuniti i reperti dalle necropoli e dalle zone contigue alla polis. Nella prima sala corredi tombali provenienti dalla necropoli di Lucifero, databili tra il VI e il IV sec. a.C., consistenti soprattutto in ceramica attica a figure nere, coppe ioniche, arule locresi, askos zoomorfe, specchi e strigili bronzei,ceramiche a figure rosse di artisti italioti (cratere del pittore di Locri) nelle tombe di IV sec.). La sala seguente conserva materiali dal santuario di Persefone di contrada Mannella. Tipiche ed interessanti le pinakes votive (tavolette di argilla a rilievo bassissimo, spesso colorate), oltre alle statuette della dea o di fanciulle offerenti, ceramiche corinzie, rodie, laconiche e calcidiesi, ma soprattutto attiche dal VI sec. a.C. in poi. Si prosegue con reperti dagli scavi di Centocamere, sempre pertinenti alla polis locrese: sono esposti vari materiali di diverso genere (antefisse a palmetta, a gorgoneion e a testa di sileno, un sostegno di braciere a forma di sileno, arule raffiguranti una pantera che azzanna un toro) oltre a oggetti dalla stoà: statuette di terracotta e frammento di skyphos a vernice nera con dedica ad Afrodite. Ancora da scavi della polis: terrecotte figurate databili tra il VI e il IV sec. a.C., pinakes, matrici di statuette di terracotta e scarti di produzione dalle botteghe artigianali; dal santuario delle Ninfe: un modello fittile di grotta, bambole, piccole erme con le tre teste e il toro. In un’altra sala sono invece sistemati i materiali dal tempio ionico di contrada Marasà: alcuni oggetti provengono dalla stipe votiva dedicata a Zeus fulminante, altri consistono in terrecotte architettoniche provenienti da edifici adiacenti. Sono presenti anche oggetti dal teatro (antefisse a maschera silenica del VI e del IV sec. a.C., e a palmetta di età ellenistica). Il secondo piano è invece dedicato a reperti precedenti l’arrivo dei coloni greci (corredi tombali dell’età del Ferro consistenti in fibule ad arco o a sanguisuga, gioielli, armi, ceramiche d’impasto, askoi e i tipici pesi da telaio con incisioni a labirinto), ad alcuni oggetti di epoca ellenistica e romana (elmo bronzeo del IV sec., oggetti votivi e da ville rustiche romane) e alla raccolta numismatica, che documenta in particolare i conii locresi di IV-III sec. a.C.

Approfondimenti

Indirizzo

Contrada Marasà

Orari

09,00-19,00 (1° e 3° lun del mese, chiuso)

Contatti

0964/390023

Competenza

Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Calabria

Indice