Atlante Archeologico

Museo Archeologico Prenestino

Interessantissima raccolta di sculture ed epigrafi romane. Celebre il mosaico nilotico.

Località attuale

Palestrina (RM), Palazzo Colonna Barberini

Nome nell’Antichità

N.D.

Notizie

Nucleo originario del museo sono le raccolte della famiglia Barberini. I reperti rinvenuti negli scavi ottocenteschi delle loro tenute prenestine vennero esposti in alcune sale del loro palazzo di Palestrina, costruito presso un preesistente teatro romano facente parte di un santuario dedicato alla dea Fortuna Primigenia, a partire dal 1913. Successive integrazioni con pezzi provenienti dal Museo Etrusco di Villa Giulia e dai restauri del santuario dopo i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale, diedero vita al museo statale nel 1956. Recentemente, dopo il ritrovamento di numerosissimo materiale presso il santuario di Ercole e dopo la donazione della collezione Pietro Giuseppe Tomassi, il museo è stato ulteriormente riordinato con criteri cronologici e topografici, in sedici sale disposte su tre piani, e inaugurato nel 1998.

Descrizione

Il percorso ha inizio dal primo piano, dove in otto sale viene esposta la statuaria romana proveniente dai luoghi di culto prenestini, inquadrata nel periodo II sec. a.C. - III sec. d.C. Nella prima sala alcune sculture dedicate al culto della dea Fortuna; fra le altre una statua colossale in marmo bigio, raffigurante probabilmente Iside, ma precedentemente attribuita alla dea Fortuna Primigenia, datata alla fine del II sec. a.C, e considerata un originale tardo-ellenistico. Nella sala successiva altra statuaria ellenistica testimonia il contatto culturale ed economico fra i mercanti prenestini e la Grecia nel II e I sec. a.C., e il conseguente richiamo di artisti ellenici a Preneste. Da segnalare, fra le altre, una statuetta femminile acefala (originale ellenistica) in marmo greco, vestita di chitone e himation. La terza sala ospita esempi di ritrattistica ispirata ai modelli ellenistici del realismo. Notevole la statua loricata del I sec. d.C. Nella quarta sala è sistemata l’importantissima "Triade capitolina", scultura raffigurante Giove, Giunone e Minerva, rinvenuta durante un recente scavo abusivo presso Guidonia e recuperata in seguito dalle forze dell’ordine. La scultura è l’unico esemplare in eccellenti condizioni, con tutte le tre statue intatte. Seguono due sale dedicate alla statuaria in età imperiale: la prima sala contiene sculture del periodo augusteo (il cosiddetto "Rilievo Grimani", raffigurante una cinghialessa che allatta i suoi piccoli, facente parte della decorazione di una fontana), mentre la seconda contiene reperti più recenti (II sec. d.C.), come, per esempio il rilievo raffigurante il trionfo partico di Traiano, ed altri ritratti femminili dalle complesse acconciature. La sala VII è dedicata alle epigrafi, rinvenute in grande quantità a Preneste, tutte risalenti a un periodo compreso tra II sec. a.C. e II sec. d.C. Interessanti le dediche dei "collegia" dei mestieri prenestini alle divinità. L’ultima sala del primo piano mostra reperti di monumenti dedicati ad altri culti religiosi (Ercole, Giove Ottimo Massimo, Atena). Non mancano i culti esotici del II-III sec. d.C., con sculture raffiguranti Mitra tauroctono e Serapide. Al secondo piano la visita prosegue con materiali provenienti dalle necropoli prenestine, in particolare quella di Colombella, la più grande. Vengono mostrati corredi più antichi del periodo orientalizzante (VII sec. a.C.), pertinenti a tombe scavate nel XIX sec., nella prima sala, mentre cippi e segnacoli dell’epoca romana, provenienti da Colombella, sono esposti nella sala seguente (cippi a pigna con foglie d’acanto, busti-ritratto risalenti al IV sec. a.C.). Nella sala XI si prosegue con corredi funerari del V sec. caratterizzati da ciste bronzee, contenitori nuziali di oggetti da toeletta, di forma cilindrica, decorati con scene mitologiche o di vita quotidiana. La sala XII ospita mostre temporanee e contiene tre mosaici pavimentali di età repubblicana e imperiale. Nelle due sale seguenti vengono esposti reperti provenienti dall’importante santuario di Ercole, rinvenuto nella parte bassa della città, probabilmente connesso con la transumanza delle greggi verso l’Abruzzo. Terrecotte architettoniche e altro materiale fittile permettono di stabilire una frequentazione del tempio a partire dal VI sec fino al II sec. a.C. Numerosissime le terrecotte votive di varia tipologia. L’ultima sala del piano presenta una peculiare tipologia di terrecotte architettoniche nell’area prenestina: gli spioventi frontonali (sime) dell’area prenestina, nel V sec. a.C., sono più alti del normale e contengono un elemento decorativo che rappresenta il trionfo del capo aristocratico. Gli esemplari esposti provengono da santuari della zona. Al terzo piano un’unica sala ospita il grande ed importantissimo mosaico nilotico dell’80 a.C., proveniente dal pavimento dell’abside che si apriva sui fondo dell’aula prospiciente il Foro prenestino. Si tratta del più grande mosaico ellenistico esistente, insieme a quello di Alessandro il Grande nel museo di Napoli. L’opera mostra, con molti dettagli di carattere naturalistico, l’idea esotica che i romani avevano dell’egitto ellenistico. E’ anche, dunque, un interessantissimo documento culturale dell’epoca.

Approfondimenti

Indirizzo

Piazza della Cortina

Orari

09.00 - 1h prima del tramonto

Contatti

06/9538100

Competenza

Soprintendenza per i Beni Archeologici per il Lazio

Indice