Atlante Archeologico
Area archeologica di Paestum
L’evoluzione dello stile dorico nell’antica colonia di Posidonia
Località attuale
Ascea (SA), foce dell’Alento, a Nord del Golfo di Policastro
Nome nell’antichità
Yela, Elea, Velia
Notizie
Velia, città della Magna Grecia, fu fondata dai Focesi provenienti da Alalia (Corsica) dopo che furono sconfitti (540 a. C.) dalle flotte degli Etruschi e dei Cartaginesi. Acquistò importanza dopo la distruzione di Sibari (colonia greca sul golfo ionico) e ospitò i filosofi Parmenide e Zenone (il primo fondò a Velia la scuola filosofica che fu detta Eleatica). La città combatté con la vicina Posidonia, con i Lucani e nel 389 a. C. entrò a far parte della Lega Italiota. Fornì poi aiuti a Roma contro Annibale. Dopo la guerra sociale Velia fu municipio. Venne distrutta dai Saraceni fra l’VIII e il IX secolo d. C. Nel medioevo la parte bassa della città fu abbandonata, mentre restò abitata l’acropoli.
Descrizione
L’area occupata dall’antica città si estende su un promontorio che un tempo lambiva il mare. Lo sviluppo del centro interessò in seguito la pianura a sud e a nord dello stesso promontorio, dove furono edificati due quartieri con cerchie murarie indipendenti che si uniscono a quella che cinge l’acropoli. Tali quartieri sono attraversati da una strada che corre in direzione nord-sud e termina con due porte: Porta Marina Nord e Porta Marina Sud. Il quartiere meridionale è il più antico. Le mura presentano resti di VI e di IV secolo a. C. Si possono ammirare resti di abitazioni disposte su terrazze ed edificate con blocchi di arenaria di forma poligonale. Sul promontorio sorgevano edifici pubblici e sacri; rimangono resti di un tempio ionico e del teatro di III secolo a. C. poggiante sul muro di terrazzamento del tempio; a sud si trovano resti di un edificio a pianta rettangolare e di una strada pavimentata; alle pendici meridionali era l’agorà di IV-III secolo a. C. Si possono ammirare inoltre resti di monumenti funerari romani e di un edificio termale. Il più importante monumento è la Porta Rosa, un arco a tutto sesto costruito con blocchi parallelepipedi giustapposti avente funzione di sottopasso: risalente al IV secolo a. C., l’opera costituisce uno dei più antichi esempi di arco in occidente. Dalla città provengono numerose iscrizioni greche e latine, nonché statue di medici della scuola veliana che si possono ammirare nella chiesetta all’interno dell’area archeologica.
Approfondimenti
- P.G. Guzzo, Le città scomparse della Magna Grecia, Roma 1990
- E. Greco, Magna Grecia, Guide Archeologiche Laterza, Roma-Bari 1980
Indirizzo
Contrada Piano di Velia
Orari
N.D.
Contatti
0974/971409
Competenza
Soprintendenza per i Beni Archeologici per le provincie di Salerno e Avellino