Atlante Archeologico
Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide
Il museo della fase arcaica della Sibaritide: Enotri e Greci
Località attuale
Cassano allo Ionio (Fraz. Sibari, località Casa Bianca)
Nome nell’Antichità
Sybaris - Thurium
Notizie
Il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide si trova ad Est dell’area archeologica, verso la riva del Mar Ionio. Vi sono conservati ed esposti i principali reperti d’epoca arcaica provenienti dai luoghi di culto del comprensorio sibaritico: terrecotte, rilievi, materiali metallici provenienti da Sibari e da Francavilla Marittima (loc. Timpone della Motta).
Descrizione
Il sito di Francavilla Marittima da cui proviene la quasi totalità dei materiali conservati nel museo è di fatto estremamente interessante in quanto uno dei più importanti insediamenti indigeni (enotri) precoloniali, dalla vita fiorente, con una ricca necropoli (loc. Macchiabate) che ha fornito un gran numero di oggetti di bronzo di ornamento personale indossati dai defunti, ed addirittura una coppa bronzea fenicia della prima metà dell’VIII sec. a.C., testimone forse dei contatti tra quelle genti (o forse, però, portata dai Greci). La brusca interruzione della vita nel villaggio (loc. Timpone della Motta) e la distruzione dello stesso intorno al 730 a.C. è quanto induce a credere che l’arrivo dei coloni greci fondatori di Sibari abbia comportato la riduzione dei locali in stato di servitù; e del resto rivelatrice in tal senso risulta l’edificazione di un tempio ad Atena sui resti del distrutto villaggio del Timpone della Motta. Tale santuario di Atena, tra l’altro, più della città arcaica, di cui per le note vicende non rimangono che poche tracce, è di fatto il principale testimone sulla fase arcaica della presenza greca nella zona, ed ha restituito la maggior parte del materiale di tal epoca riconducibile a Sibari conservato nel Museo. Spiccano tra i materiali un ex-voto in terracotta del VII sec. a.C. raffigurante una figura femminile con veste riccamente ricamata su cui sono raffigurate scene mitologiche; frammenti di ceramica fina d’importazione da vari centri greci; numerosi vasi protocorinzi; bronzetti di guerriero e fanciulla; una lamina bronzea da affissione del VI sec. a.C. recante la dedica ex voto di un’edicola ad Atena da parte di "Kleombrotos figlio di Dexilawos" vincitore ad Olimpia, come recita il testo.
Approfondimenti
- G. Custodero, Antichi popoli del Sud: Apuli, Bruzii, Lucani, Messapi, Sanniti e Greci prima della conquista romana, Lecce 2000
- Guida Archeologica della Calabria (a cura di M.C. Parra ), Bari 1998, 23 e ss.
- G. Tagliamonte, I figli di Marte: mobilità, mercenari e mercenariato italici in Magna Grecia e Sicilia, Roma 1994
- E. De Juliis, Magna Grecia. L’Italia meridionale dalle origini leggendarie alla conquista romana, Bari 1996, 80 e ss., 155 e ss., 177 e ss., 231 e ss.
- E. Greco, Magna Grecia, Bari 1980, pp. 100, 106 e ss.
Indirizzo
SS 106 Ionica, km.24
Orari
N.D.
Contatti
0981/794869; prenotazioni 0981/79166