Atlante Archeologico

Parco Archeologico di Sibari

Sibari e Turi: le due città magno-greche sovrapposte.

Località attuale

Cassano allo Ionio (CS), Fraz. Sibari, contrada Casa Bianca, località Parco del Cavallo

Nome nell’Antichità

Sybaris - Thurium

Notizie

La civiltà enotria che ebbe la massima fioritura nella Sibaritide nell’Età del Ferro fu spazzata via dall’arrivo dei coloni greci dall’Acaia verso il 730/720 a.C., che assoggettarono e ridussero in schiavitù i locali e fondarono la città di Sibari, destinata ad essere una delle più ricche e potenti della Magna Grecia ed il principale polo commerciale dell’area nei traffici con l’Asia Minore e Mileto in particolare. Il destino della città, la cui ricchezza divenne un luogo comune nell’antichità, fu segnato dai rapporti di politica estera con le altre città magno-greche: dopo aver partecipato in alleanza con Crotone e Metaponto alla vittoriosa guerra contro Siris, la città entra in conflitto contro la confinante ed anch’essa potentissima Crotone. Le cause della guerra non sono ben note, ma senza dubbio da ricondursi ad interessi commerciali; e lo scontro armato decisivo, che ebbe luogo nel 510 a.C. sulle rive del Traente (od. Trionto), volse in favore dei Crotoniati, che strinsero d’assedio Sibari, la presero in 70 giorni e la rasero al suolo, deviando il corso del fiume Crati in modo tale che passasse sopra le rovine. I Sibariti superstiti ripararono nel territorio ed ottennero infine l’aiuto di Atene, che fondò nel 444 a.C. una nuova colonia sullo stesso sito della distrutta Sibari. La nuova città, il cui impianto fu realizzato dal celebre architetto e urbanista Ippodamo di Mileto, fu chiamata Turi e vide l’arrivo accanto ai vecchi Sibariti di nuovi coloni ateniesi. Convivenza che, però, si rivelò molto difficile, e provocò una serie di conflitti interni che si risolsero con la cacciata dei Sibariti.

Descrizione

Degli insediamenti protostorici precedenti l’arrivo dei coloni greci restano tracce nel territorio (Castiglione di Paludi, ove affiorano i resti di una necropoli dell’Età del Ferro: IX-VIII sec. a.C.). I resti della città magno-greca furono scoperti nel 1932 e scavati soprattutto a partire dal 1969. Ad oggi sono aperti vari cantieri, che hanno restituito varie parti della città realizzata da Ippodamo di Mileto secondo il canone del celebre impianto ortogonale. Poco si conosce, invece, della struttura della città precedente, la cui distruzione ha impedito che potesse condizionare il successivo impianto ippodameo. Il cantiere forse più importante è quello del "Parco del Cavallo", ove si possono vedere monumenti d’età romana: un quartiere organizzato in due grandi plateiai ed il teatro romano. Altro cantiere importante, oltre a quello noto come "Prolungamento Strada", che è la continuazione del "Parco del Cavallo", è quello della "Casa Bianca", che conserva una zona edificata nel IV sec. a.C., in cui spicca una torre circolare dello stesso periodo. Il cantiere di "Stombi" si presenta molto interessante per la conoscenza di Sibari, perché si tratta di una zona urbana riedificata solo parzialmente dopo il 510 a.C.: si possono vedere allora edifici e monumenti della città d’età arcaica, come le fondazioni di un modesto edificio, pozzi, fornaci.

Approfondimenti

Indirizzo

SS 106 Ionica, Km 24

Orari

9.00-1h prima del tramonto; 1° e 3° del mese chiuso

Contatti

0981/794869; 0981/79166

Competenza

Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Calabria

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