Atlante Archeologico

Museo Nazionale Archeologico

Il famoso Guerriero di Capestrano è una delle più importanti testimonianze della civiltà italica in Abruzzo.

Località attuale

Chieti
(Palazzo Frigeri)

Notizie

La sede del Museo è, dal 1959, l’ottocentesca villa del barone Frigeri. L’ultimo allestimento, iniziato nel 1984, divide il museo in due grandi sezioni cronologico-culturali: al piano terra reperti di età romana (soprattutto scultura), al piano superiore rinvenimenti della civiltà italica. Alcune sale del primo piano sono in corso di allestimento ed ospiteranno reperti da antichi luoghi di culto della regione.

Descrizione

Il percorso inizia al primo piano con importantissimi e celebri esempi di scultura italica: le stele funerarie da Penna Sant’Andrea, con iscrizioni in lingua medioadriatica (sala 1), e il famoso Guerriero da Capestrano (sala 2, simbolo del museo stesso), insieme ad altre statue rinvenute nella regione, appartenenti allo stesso ambito culturale e datate intorno al VI sec. Da notare che mentre la statua del guerriero rimanda a un’entità monarchica, le stele di Penna Sant’Andrea, di uno o due secoli più recenti, indicano già un assetto politico di tipo repubblicano in quel periodo anche presso i popoli italici. Nelle due sale seguenti vengono esposti i corredi funerari delle necropoli abruzzesi dal IX sec. a.C. al IV sec. a. C. (vasellame, armi in bronzo), che permettono fra l’altro di stabilire il livello sociale degli inumati e l’entità dei contatti commerciali e quindi culturali con altri popoli. Interessanti i dischi-corazza uguali a quelli scolpiti sulla statua del Guerriero di Capestrano. La sala 5 (Sala Antropologica) illustra con pannelli esplicativi, lo studio scientifico che si compie sui resti degli inumati, e che permette di risalire ad alcuni dati molto importanti per l’archeologo (stato di salute, sesso ed età alla morte, regime alimentare, ecc). Nelle quattro sale seguenti verranno allestiti spazi dedicati a vari luoghi di culto della regione; attualmente sono visibili i reperti provenienti dal Santuario di Ercole Curino del Monte Morrone presso Sulmona, del quale viene presentata una interessante ricostruzione interattiva al piano terra. Il pezzo più rappresentativo è costituito dalla splendida statuetta bronzea dell’Ercole in riposo, considerata da alcuni studiosi un originale di Lisippo. Nelle ultime due sale del piano viene esposta la collezione Pansa (avvocato e studioso di Sulmona), che, tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, raccoglie oltre cinquecento oggetti di arte minore di età romana; viene proposto un campionario di vetri, bronzetti, avori, oreficerie. Al piano terra l’itinerario prosegue con la suggestiva ricostruzione in scala reale del sacello di Ercole Curino del Monte Morrone (vedi piano superiore) con affreschi riproducenti i mosaici policromi delle pareti dell’ambiente. Segue la collezione numismatica che presenta una piccola parte delle oltre 15.000 monete facenti parte la raccolta. Essa comprende un larghissimo arco di tempo, dal IV sec. a.C. al XIX sec. Da segnalare un rarissimo aureo dell’imperatore Galba, del quale sono conosciuti solo altri due esemplari al mondo. Nell’ultima sala del museo, infine, sono presenti esempi di statuaria e ritrattistica romana databili tra il I sec. a.C. e il III sec. d.C., rinvenute nella regione, rappresentanti anche personaggi di rilievo nella vita pubblica dei luoghi di provenienza.

Approfondimenti

Indirizzo

Villa Comunale, 2

Orari

09,00-19,30

Contatti

0871/331668 - 0871/330955

Competenza

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo

Indice