L'Europa in Italia. Giornata di incontro sulla collaborazione nel settore archeologico con riferimento alle attivitą degli Istituti stranieri

Jeannette Papadopoulos

L'iniziativa, che rientrava nell'ambito di quelle organizzate in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea, si è svolta a Roma, nella sede di Palazzo Altemps del Museo Nazionale Romano, il 17 settembre 2014. Già su questo sito fu annunciata e presentata attraverso un editoriale.

L’incontro, promosso dalla Direzione Generale per le Antichità, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ha permesso di delineare un bilancio e di riflettere sulle prospettive della importante presenza a Roma e in Italia di tanti Istituti di ricerca, europei ed extra europei, che svolgono attività nel settore archeologico, individuando come interlocutore privilegiato l’Unione Internazionale degli Istituti di archeologia, storia e storia dell'arte in Roma.

Fondata a Roma nell'immediato dopoguerra (1946), l’Unione Internazionale ha avuto un ruolo determinante nella ripresa di positivi rapporti di collaborazione tra gli Stati sul piano della ricerca scientifica e degli studi di antichità. L’archeologia non è l’unica dimensione di questa vasta cooperazione culturale di lunga tradizione, grazie all’apertura dimostrata dall’Italia alle collaborazioni esterne; l’archeologia, tuttavia, possiede più di altre discipline un impatto diretto e concreto sul territorio italiano e sul patrimonio culturale nella sua organicità.

Ad oggi tale apertura agli stranieri ha prodotto centinaia di scavi, un primo bilancio dei quali, relativo agli anni 1975-2000, è stato pubblicato dal Ministero con i volumi speciali del Bollettino di Archeologia che evidenziano come Università straniere e Università italiane contribuiscano, anche con équipes miste, alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico italiano, a fianco delle Soprintendenze.

Uno degli obiettivi dell’incontro del 17 settembre è stato proprio l’interesse a rafforzare una strategia condivisa tra autorità italiane e istituti di ricerca, affinché, in tempi di crisi, la formazione di tanti studiosi attraverso lo studio e lo scavo del patrimonio italiano possa costituire una ricchezza non solo per i Paesi di provenienza, dove essi riportano i saperi indispensabili per chiunque operi a qualunque titolo sul patrimonio culturale, ma anche una forza in più per le attività istituzionali del Ministero: surveys e scavi archeologici in accordo con la programmazione delle Soprintendenze, studio e pubblicazione di scavi eseguiti in passato e rimasti inediti, catalogazione di materiali immagazzinati nel tempo.

L’incontro ha inteso superare la logica del resoconto delle attività del singolo Paese o del singolo ente, attraverso una visione trasversale delle tematiche principali individuate (surveys, scavi, archivi digitali e tecnologie applicate, pubblicazioni), confermando la ricchezza dell’apporto di tante professionalità di diversa provenienza.

La Tavola Rotonda, ha evidenziato alcuni aspetti prioritari (la ricerca intesa in tutti i segmenti di attività, dallo scavo alla pubblicazione; la necessità di una tutela che rispetti e valorizzi i contesti originari; l’importanza della comunicazione e della formazione dei cittadini; la necessità di rafforzare una dimensione etica e deontologica della disciplina); si è concentrata, inoltre, sulle strategie e sulle prospettive future, anche sulla base di iniziative già sperimentate, con particolare attenzione a tematiche particolarmente attuali quali la mobilità degli studiosi e la reciprocità delle collaborazioni.

L’Italia, insieme all’Unione Internazionale degli Istituti di archeologia, storia e storia dell'arte in Roma, può svolgere un ruolo di riferimento anche in ambito europeo, per il riconosciuto carattere di laboratorio di esperienze e di confronto costruttivo, stante l’indiscussa ricchezza e unicità del proprio patrimonio archeologico.

Si è infatti ipotizzata la possibilità di individuare percorsi condivisi e risorse dedicate a livello europeo, vista la forte valenza di tali attività di ricerca a livello di formazione specialistica e di management del patrimonio culturale nel suo più ampio significato.

Infine, sono state affrontate tematiche trasversali e interdisciplinari, che riguardano la capacità di cooperazione tra Paesi nel settore della ricerca scientifica, l’alta formazione, che vede la centralità indiscussa dell’Italia in materia di patrimonio archeologico, ma anche la collaborazione tra Stati Membri per la salvaguardia e la conoscenza del patrimonio culturale, ambito certamente di diretto interesse nazionale ma anche una delle aree prioritarie del Work Plan 2015-2018, per la quale peraltro l’Unione Europea ha “un ruolo di incoraggiamento ad una cooperazione in vista della protezione del patrimonio culturale di interesse europeo”, secondo quanto enunciato anche nelle premesse del testo della Direttiva sulle restituzioni (ora 2014/60/EU).

 

In attesa di poter disporre di più ampio materiale, si inizia la pubblicazione delle prime slides messe a disposizione dagli autori, relative ai loro interventi, nell'ordine previsto dal programma.

Temi

1. Luigi Malnati, Dalle concessioni di scavo ai progetti congiunti

Luigi Malnati

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2. Christopher Smith, L'Unione internazionale degli Istituti di archeologia, storia e storia dell'arte a Roma

Christopher Smith

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3. Relazioni sulle linee di ricerca degli Istituti stranieri in Italia

Jeremia Pegrom, Ortwin Dally, Jane Thompson, Kimberly Bowes, Elizabeth Fentress, (coord.) Stéphane Bourdin

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4. Michel Gras, Intervento alla Tavola rotonda

Michel Gras

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