Oscilla e altri reperti. Opere di Giuseppe Pirozzi

Oscillum di Giuseppe Pirozzi
Regione
Campania
Comune/i interessato/i
Napoli
Istituto
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Responsabile
Marco De Gemmis
Anno inizio
2011
Anno fine
2012
Date
Dal 27 dicembre 2011 al 22 gennaio 2012
Destinatari
Pubblici indistinti

Musei / Siti / Monumenti interessati

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Descrizione

In occasione di uno dei «Martedì in Arte» si è inaugurata la mostra di opere recenti dello scultore napoletano Giuseppe Pirozzi, con la quale si svolge un discorso da tempo avviato nel Museo Archeologico di Napoli, che frequentemente propone ai suoi visitatori, per iniziativa del Servizio Educativo della Soprintendenza, il lavoro di artisti contemporanei che almeno per un tratto del loro percorso di ricerca abbiano scelto di confrontarsi con le innumerevoli e diffuse tracce dell’arte e della storia antiche.

Il titolo della mostra – «Oscilla e altri reperti» – si  riferisce appunto all’oscillum, diminutivo derivato dalla parola latina ‘os’, volto, uno dei soggetti ricorrenti negli oscilla. Tali piccole sculture, quasi sempre rilievi, venivano legate presso i templi ad alberi o ad elementi architettonici, quali doni, in modo che fossero mosse dal vento (e infatti da oscillum deriva il verbo latino oscillare), ed erano anche largamente utilizzate nelle abitazioni, e in particolar modo nei giardini, come elementi decorativi. Gli oscilla, per lo più circolari e rettangolari, erano realizzati in marmo, pietra, terracotta e qualche volta in pasta vitrea.

I raffinati oscilla di Pirozzi proposti nella mostra, sono rilievi in terracotta di forma circolare o quadrata. Sono «reperti» in quanto costituiscono e contengono i «ritrovamenti» effettuati dallo scultore scavando nella propria affollata memoria o semplicemente lasciando affiorare da essa le cose e le forme più spesso frequentate lungo il suo percorso creativo. Negli oscilla, che ci sorprendono con la loro sapienza compositiva, i segni ricorrenti del repertorio figurativo dell’artista – volti, oggetti, animali, lettere dell’alfabeto, numeri – convivono nel poco spazio a disposizione come nella memoria del loro autore, e sembrano talvolta contendersi quello spazio, sovrapponendosi l’uno all’altro per emergere.

Metodologie e strumenti utilizzati

Installazioni