Landscapes of Memory. Paesaggi della memoria di Christian Leperino.

Napoli, MANN, Landscapes of Memory: locandina
Regione
Campania
Comune/i interessato/i
Napoli
Istituto
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Cooperazioni / Collaborazioni
Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura e al Turismo Paparo Edizioni Fonderia d'Arte 2000 MN Metropolitana di Napoli SpA Tirreno Power IPSCT Isabella d'Este Pigrecoemme Scuola di Cinema, Televisione, Fotografia Costantinopoli 104 Cantine Astroni Al Paladino - Pasticceri dal 1969 Eduardo Tene Allestimenti Mazzocca - Laboratorio d'innovazioni Metronapoli S.p.A.
Responsabile
Marco De Gemmis
Anno inizio
2012
Anno fine
2012
Date
Dal 21 giugno al 21 luglio 2012
Destinatari
Pubblici indistinti

Musei / Siti / Monumenti interessati

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Descrizione

Il progetto espositivo di Christian Leperino si è articolato in due installazioni site specific, una nella Sala del Toro Farnese (21 – 2 luglio), l'altra nello Spazio Mostre del Servizio Educativo (21 giugno - 21 luglio).

 

Sala del Toro Farnese
All’origine dell'installazione – nata dalla riflessione sulla celebre affermazione di Sallustio, riferita ai miti greci, «Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre» – è l’idea di far rivivere il mito di Dirce e la tensione drammatica del gruppo marmoreo del Toro Farnese nello scenario di una periferia contemporanea, attraverso un grande dipinto rappresentante un paesaggio urbano, che ricopre l'intera parete alle spalle della “montagna di marmo”.
L’intento dell'artista è stato di far dialogare archeologia classica e archeologia della metropoli, “sfondando” lo spazio chiuso della sala museale tramite la fuga prospettica dell’immagine dipinta.
Se il paesaggio urbano diventa così il luogo in cui il complesso scultoreo e la memoria del mito si caricano di una nuova e ambigua vitalità, di converso, il confronto con la scultura antica e il suo carico secolare di memorie stratificate rende evidente la natura autentica di quel desolato paesaggio contemporaneo e il suo essere innanzitutto un paesaggio della memoria.

Spazio Mostre Servizio Educativo
Anche il progetto per lo Spazio Mostre ha tratto origine dalla riflessione sulla memoria, e in particolare dall’intreccio tra archeologia classica, archeologia industriale e “archeologia privata”.
Punto di partenza per l'artista è stato il fascino evocativo dei depositi del Museo, luogo deputato a custodire e trasmettere al futuro la memoria collettiva, con quegli ambienti sotterranei dall'organizzazione articolata e rigorosa: centinaia di scaffali e cassette con reperti ordinati e catalogati, tracce materiali della storia e della storia della produzione artistica dell'umanità.
Un altro luogo della memoria è stato per l’artista la periferia Est di Napoli, dove, nei pressi del porto di Vigliena, c’è una grande e storica centrale termoelettrica dismessa. All’interno di quest’affascinante architettura industriale, macchinari, mobilio e utensili vari, ai quali la polvere del tempo e il carico di memorie hanno conferito quasi un alone di sacralità, restano a testimoniare una trascorsa civiltà del lavoro. Un tempo luoghi e oggetti produttivi, oggi sospesi nel silenzio dell’abbandono, questi documenti di archeologia industriale vivono anch’essi come reperti.
Perciò l’artista ha deciso di portare al Museo Archeologico – grazie alla collaborazione della Tirreno Power – alcuni frammenti di quei luoghi, dei quali ha sentito forte il legame con la vita della città, con il suo recente passato, con la sua memoria collettiva, immaginando un'installazione artistica che fosse un possibile “interno” dei suoi dipinti di metropoli. E dentro alcuni degli arredi provenienti dalla centrale dismessa ha deciso di sigillare pezzi del suo archivio della memoria personale: oggetti che non ha mai mostrato, confronti con la materia e con le tecniche, tentativi ed esperimenti che sono serviti a tracciare una strada, a mettere a fuoco progressivamente e con fatica un linguaggio e una poetica. Appunti, schizzi, disegni, fotografie, fotocopie, filmati, audio: l'impalcatura della sua memoria e le fondamenta della sua identità.
Dentro, la memoria individuale, celata. Fuori, quella della città, esibita.

Metodologie e strumenti utilizzati

Installazioni

Informazioni

http://youtu.be/-AF3qfnh_dA?hd=1

Prodotti realizzati

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