Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo

 Tivoli, Villa Adriana, 9 aprile – 2 novembre 2014

 

In fondo che cos’è una mostra se non una narrazione per immagini, lo strumento in grado di raccontarci la storia (e, nella storia, gli ambiti culturali, le abitudini di vita, i gusti, il pensiero…) in modo immediato, affascinante e comprensibile a tutti?
Questa esposizione, che ripropone con ottica nuova una materia apparentemente ben nota, l’amore di Adriano per la grecità, ci consente di comprendere, quale fosse il pensiero dell’imperatore, il suo concetto di “Grecia”. La possibilità di ammirare, una accanto all’altra, le opere d’arte originali e le loro riproduzioni, inserite nella cornice della villa, luogo privilegiato nel quale Adriano ha potuto liberamente esprimere il suo gusto per il bello, dà a ciascuno di noi la capacità di verificare qual è il filtro culturale ed estetico adottato nella rielaborazione dei modelli greci.
E alla fine del percorso, segno che la mostra è veramente riuscita, ci sembra di conoscere un po’ più a fondo questa figura complessa di uomo e di imperatore.

Luigi Malnati

 

 

La coincidenza che vede alla presidenza europea la Grecia nel primo e l'Italia nel secondo semestre del 2014 ha offerto lo spunto per una mostra, peraltro in pectore da tempo, che affronta il rapporto fra Adriano e la Grecia, riguardata sotto la particolare angolazione prestata da Villa Adriana.

Tivoli (RM), Villa Adriana: mostra L'intento dell'esposizione è proprio quello di analizzare come la villa di Tivoli rispecchi la Grecia come la vede e la conosce Adriano, ripercorrendo il poliedrico gioco di specchi fra le testimonianze presenti in Grecia e le rielaborazioni che Adriano propone di esse nella villa di Tivoli. Questa è infatti il manifesto più eloquente della propaganda adrianea, e si presta dunque, pur nella sua parzialità, a fungere da laboratorio ideale per ritrovare nei luoghi, nei contesti e nelle opere, la memoria storica ma anche il presente intellettuale di cui Adriano intesse la propria opera politica, improntata a tutte le grecità possibili, a partire da Atene per comprendere Alessandria, l'Oriente e l'Egitto.

Di questo percorso la mostra intende rendere conto grazie a numerosi prestiti di opere d'arte dai musei greci, molte delle quali ne escono per la prima volta, a comporre un quadro unitario esemplato sulla volontà di Adriano.

L'esposizione si proietta dunque su uno sfondo internazionale, sulla scia di quella, assai fortunata, dello scorso anno, "Marguerite Yourcenar. Adriano, l'antichità immaginata", che, anche con la gravissima crisi economica, ha ottenuto un ampio consenso, nonostante la sua natura più letteraria che archeologica. L'apertura della Villa all'estero continua quest'anno, tra l'altro con la pubblicazione di un'agevole guida in italiano e in inglese, novità assoluta almeno a Villa Adriana, per attrarre in modo permanente il pubblico non parlante italiano, al quale sinora era stata dedicata solo la parte didattica in mostra, tradotta in inglese già nelle precedenti edizioni.

Un'iniziativa come questa, oggi, in una fase storica di implosione, è certamente una sfida, ma vuole essere non estemporanea, e anzi connotarsi prima di tutto come operazione culturale con una ricaduta a lungo termine: per chi visita la Villa per la prima volta, e la legge attraverso la Grecia; per chi già la conosce, e ne coglie un'angolazione nuova; per chi sarà invogliato dalla mostra ad andare a visitare la Grecia, da cui molte delle opere provengono. L'incisività a lungo termine, infatti, dovrebbe essere l'obiettivo di tutte le manifestazioni di durata limitata, con la missione di lasciare un'impronta nella cultura individuale e nella memoria collettiva.

 

Elena Calandra
Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio