Progetto Archeomar

Già dal 2004 la Direzione Generale ha avviato il Progetto Archeomar, destinato a censire, posizionare e documentare i beni archeologici presenti nei fondali marini delle regioni del meridione del Paese dove i beni culturali sono nella competenza dell'amministrazione statale (Basilicata, Calabria, Campania e Puglia). Ciò, anche al fine di contribuire a migliorare la gestione e la valorizzazione dei siti sommersi.

Il progetto, condotto per la parte tecnica da un consorzio d'imprese, è svolto in collaborazione con le Soprintendenze per i beni archeologici delle regioni interessate e con le Forze di Polizia preposte alla tutela del patrimonio culturale. Prevede quattro fasi:

  • la ricerca di fonti edite ed inedite, la creazione di una banca-dati e di un primo GIS;
  • le campagne d'indagine in mare, condotte da tre navi oceanografiche;
  • la classificazione e valutazione dei dati, sotto la direzione di un team internazionale, con apposita formazione del personale delle Soprintendenze;
  • la divulgazione dei risultati, che vedrà varie iniziative e la pubblicazione di manuali, atlanti, supporti informatici e di un'enciclopedia in cinque volumi sull'archeologia marina delle regioni interessate: inoltre, la creazione di un GIS completo e interattivo, che sia di supporto alla gestione, valorizzazione e protezione del patrimonio archeologico subacqueo, e la distribuzione alle Forze di Polizia di SD-Card, nuovo strumento di controllo e monitoraggio per la protezione dei siti archeologici sommersi.

Il sito web dà conto diffusamente del progetto e offre un Atlante dei siti con schede descrittive.