ArcheoMetro 2. Una porta sul Bisagno

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Genere
Topografico
Data inizio
22/12/2012
Luogo
Genova
Sede
Stazione Metropolitana di Brignole

Curatori

P. Melli, SBAL

Progetto scientifico

Il 22 dicembre 2012 è stata inaugurata a Genova la nuova Stazione della Metropolitana di Brignole, che contiene al suo interno l’allestimento permanente “ArcheoMetro2. Una porta sul Bisagno”.

L’area che costeggia la foce del torrente Bisagno, compresa tra le colline di Mortedo (o Zerbino) e Carignano, è stata di recente oggetto – dopo una serie di casuali ritrovamenti a partire già dall’800 – di indagini scientifiche, condotte prevalentemente nei cantieri della tratta Metropolitana, con scoperte che hanno rivoluzionato la storia della città.

La fascia urbana presa in esame è rimasta fuori del centro abitato fino alla costruzione della settima cinta muraria del 1626, ed era caratterizzata da un panorama agreste, il cui aspetto è stato modificato solo con i grandi interventi urbanistici ottocenteschi.

L’allestimento offre l’occasione di presentare, attraverso fotografie, ricostruzioni e la ricollocazione di due manufatti di particolare rilievo, l’evoluzione dell’area nei secoli attraverso gli importanti risultati delle indagini archeologiche, analogamente a quanto già realizzato per la storia del Porto Antico con l’allestimento “ArcheoMetro. Una porta sul mare” nella stazione Darsena.

Sono visibili all’interno della Stazione una poderosa struttura muraria in pietra (fig.1) del Bronzo Antico (circa 2200-1900 a.C.), messa in luce nel cantiere di piazza Brignole alla profondità di circa 5 m dal piano di calpestio (m 9,5 slm) ed un tratto di pavimentazione a mosaico in ciottoli bianchi e neri con motivi geometrici e figure di pesci (XVI secolo), scoperto nel corso dei lavori per la realizzazione della stazione ed attribuito al sagrato della chiesa di Santa Maria degli Incrociati (fig.2).

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Archeometro_2

Figg. 1-2 L'allestimento

Entrambi i manufatti, che ben testimoniano la ricchezza della stratificazione storica del sottosuolo genovese, sono stati smontati, con autorizzazione ministeriale, non potendo essere conservati in situ.

Il Progetto ArcheoMetro, messo a punto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria in collaborazione con il Comune di Genova, Ansaldo Trasporti e altri soggetti pubblici, prevede l’allestimento delle stazioni della Metropolitana con esposizioni dedicate alle scoperte archeologiche avvenute nel corso della realizzazione delle stesse stazioni e costituisce l’ossatura portante del “Museo Archeologico Diffuso di Genova”, un circuito di visita della città in continua evoluzione, che permette di acquisire informazioni sulla storia dei luoghi dal punto di vista dell’archeologia e apprezzare i pochi resti archeologici salvati alla distruzione dei secoli, inseriti nel contesto di cui facevano parte.

                                                                                                    Piera Melli