Devozioni millenarie. Dai riti pagani di Oricola agli ex voto dell'Abruzzo medievale e moderno

Mostra "Devozioni millenarie" - Testa di statua virile in terracotta (III-II sec. a.C.)
Genere
Tematico
Data inizio
08/03/2013
Data fine
23/06/2013
Luogo
Francavilla al Mare (CH)
Sede
Museo Michetti

Curatori

Sandra Lapenna, Cinzia Cavallari (SBAA), Lucia Arbace, Antonella Lopardi (SBSAE)

Progetto scientifico

La devozione popolare tributata in Abruzzo alle divinità pagane prima, e cristiane poi, si manifesta nei diversi santuari della regione principalmente attraverso gli ex voto, pegno dell'alleanza tra fedele e dio. La mostra evidenzia l'ideale continuità tra i votivi di III-II sec. a.C. rinvenuti nello scavo del santuario suburbano di Carsioli (Civita di Oricola - AQ) e alcune particolari tipologie di offerte di età moderna. Il percorso espositivo si sviluppa in sequenza diacronica dall'età romana all'età moderna, attraverso la selezione di reperti significativi del rapporto di reciprocità che si stabilisce tra dedicante e Dio, passando dai doni simbolici del santuario di Oricola (statue, parti del corpo umano, animali, frutti e oggetti d'uso quotidiano) alle attestazioni popolari degli ex voto pittorici e anatomici di età moderna (XVIII-XX secolo), ai manufatti della cereria De Rosa di Lanciano (CH), alle sculture di santi particolarmente venerati, fino all'espressione artistica di matrice aulica di un'icona della Vergine in trono con Bambino. Completano questo suggestivo itinerario i gioielli tradizionali, collocati a coronamento della sala in cui sono esposte le grandiose tele di Francesco Paolo Michetti, “Gli storpi” e “Le serpi” (1900), che ci conducono idealmente al passaggio dalla supplica individuale al rito collettivo, caratteristico delle cerimonie che agli inizi del Novecento si svolgevano a Casalbordino (CH) e a Cocullo (AQ). L'atmosfera di aspirazione al trascendente che pervade la mostra è ricostruita grazie alle suggestioni visive e sonore delle multivisioni, in cui, attraverso la rappresentazione di alcune tradizioni popolari, tuttora praticate, viene ricreata un'eco delle celebrazioni liturgiche dell'antichità.

 

Sezione archeologica

“Alla ricerca del tempio perduto”

 

Fig. 1 (in alto nella scheda: cliccare per ingrandire) - Testa di statua virile in terracotta (III-II sec. a.C.)

Dopo i primi interventi condotti nel 1987 e nel 1989, in seguito, tra il 2006 e il 2009, grazie a fondi CIPE della Regione Abruzzo e al cofinanziamento del Comune di Oricola (AQ), si è svolta e conclusa l'indagine archeologica del santuario suburbano della colonia latina di Carsioli (frazione di Civita di Oricola). Le ricerche hanno consentito di individuare alcuni lacerti di un imponente sistema di sostruzioni e di terrazzamenti riconducibili ipoteticamente a uno o più santuari, indiziati dal rinvenimento di terrecotte architettoniche; degli edifici templari, infatti, non è stata scoperta alcuna traccia, molto probabilmente a causa della sistematica opera (durata fin quasi ai giorni nostri) di spoliazione e di riutilizzo dei materiali lapidei, in parte rifusi e trasformati in calce negli impianti produttivi delle ultime fasi di vita del sito, di cui è nota solo una sporadica frequentazione fino all’età romana imperiale. Il rinvenimento più significativo dell'area sacra di Oricola è costituito da uno scarico di votivi, interpretabile come pratica rituale per evitare il riutilizzo e la profanazione di oggetti ritenuti di indiscussa proprietà degli dei, così come avveniva in altri contesti in occasione dell'abbandono di edifici di culto. 

Anche nel sito di Carsioli la ricerca archeologica consente di entrare in contatto con le componenti emotive e spirituali che accompagnavano nell'antico Abruzzo il rapporto delle popolazioni con il soprannaturale. Il dialogo tra la divinità e i fedeli si fondava essenzialmente sull'ideologia del dono, basato a sua volta sul principio della reciprocità: l'atto di offerta, infatti, costituiva una strategia per coinvolgere l'interlocutore in un patto di vicendevolezza, creando una sorta di aspettativa di ritorno. Le richieste dei fedeli venivano espresse attraverso una ritualità ricca di elementi simbolici connessi con le esigenze essenziali dell’esistenza: salute, protezione, prosperità, fecondità, fortuna nelle attività lavorative e commerciali e auspici per il ritorno da un'impresa o da un viaggio ritenuti pericolosi. Non sono noti i promotori di tale complesso templare, così come non è possibile identificare con certezza la divinità venerata, alla quale sono sicuramente attribuibili poteri nella sfera delle virtù terapeutiche.

Mostra Nella sezione archeologica della mostra, dopo un accurato restauro, vengono esposti - per la prima volta - votivi in gran parte realizzati in terracotta e alcuni reperti in bronzo: doni simbolici (frutti, animali e pesi), monete, porzioni di statue di piccole e grandi dimensioni di devoti, mani e teste velate (a simboleggiare il fedele in preghiera), vasellame (inteso come contenitore di offerte) e soprattutto reperti legati alla sfera terapeutica (occhi, orecchie, placchette poliviscerali, arti superiori e inferiori) e a quella riproduttiva e della fertilità (organi sessuali maschili, uteri, mammelle e l'unica attestazione individuata finora a Oricola di un bambino in fasce). La cronologia dei materiali recuperati (ascrivibili per tipologia ai complessi votivi di tipo “etrusco-laziale-campano”) si colloca tra il III e il II sec. a.C.; tipologicamente si tratta di oggetti realizzati appositamente per essere dedicati (statue, teste e reperti riproducenti parti anatomiche), oppure creati con un'altra destinazione d'uso e successivamente offerti nel tempio (monete e pesi).

 

Fig. 2 - Mano fittile (III-II sec. a.C.)

 

 

 

Tale consuetudine evidenzia come il passaggio dell'oggetto dalla sfera profana a quella sacra necessiti di un preciso rituale: la trasformazione delle caratteristiche fisiche dei votivi (esposti negli edifici di culto o spezzati e defunzionalizzati nelle stipi votive, e, conseguentemente, sottratti per sempre all'uso quotidiano) o il rito collettivo delle processioni - idealmente richiamate dalle grandiose tele del Michetti - durante le quali venivano dedicate le offerte nei santuari.

 

Cinzia Cavallari

 

Mostra

 

 

 

 

 

Fig. 3 - Statuetta di bovino in terracotta (III-II sec. a.C.)

 

 

 

 

 

Mostra

 

 

 

 

 

Fig. 4 - Statuetta di suino in terracotta (III-II sec. a.C.)

 

 

 

 

Mostra

 

 

 

 

 

 

Fig. 5 - Mammella in terracotta (III-II sec. a.C.)

 

 

 

 

 

Mostra

 

 

 

 

 

Fig. 6 - Fallo in bronzo (III-II sec. a.C.)

Orario

da martedì a venerdì

ore 10,00-13,00 (su prenotazione) e 16,00-20,00

sabato e domenica

ore 10,00-13,00 e 16,00-20,00

lunedì chiuso

Biglietti

ingresso gratuito

Vernissage

Inaugurazione: 8 marzo 2013, ore 18:00

Ufficio stampa

info: ufficio Cultura (Comune di Francavilla al Mare 085-4920300)

IAT 085 817169

 

Per info sulla sezione archeologica:

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo

via degli Agostiniani, n. 14

66100 Chieti

sandra.lapenna@beniculturali.it

tel. 08713295230

e

cinzia.cavallari@beniculturali.it

tel. 08713295263

Contatti

Indirizzo

Piazza San Domenico

Francavilla al Mare (CH)

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