I tempi del sacro. Testimonianze della religiosità nel Sannio attraverso i secoli.

Isernia, mostra "I tempi del sacro". Un settore della mostra.
Genere
Tematico
Data inizio
14/04/2012
Data fine
30/09/2012
Luogo
Isernia
Sede
Museo Archeologico, ex Monastero di Santa Maria delle Monache

Curatori

Stefania Capini, Angela Di Niro – Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise (per la parte archeologica)

Progetto scientifico

Nell’ambito delle iniziative della XIV Settimana della Cultura la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise, con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Molise, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise, nel restaurato salone dell’ex Convento di Santa Maria delle Monache a Isernia ha proposto una mostra che, attraverso l’esposizione di una serie di reperti archeologici e di opere d’arte, ripercorre i luoghi sacri e le forme della religiosità in Molise dall’epoca sannitica a quella barocca. La sezione della mostra dedicata all'archeologia, che è la più estesa sia per numero di reperti (circa 150, presentati in 23 espositori) che per cronologia dei temi trattati,  ripercorre il cammino della religiosità dall'epoca sannitica a quella tardo antica. Del santuario di Pietrabbondante, centro della religiosità dei Sanniti Pentri e santuario dell’esercito, oltre a una serie di ex voto molto significativi rappresentati da elementi delle armature, sono esposti le sculture e i cippi votivi – tra cui un simulacro antichissimo di divinità costituito semplicemente da una colonnina sormontata da una sfera – allineati su un doppio terrazzo di un edificio porticato.Isernia, mostra

Isernia, mostra

             

               Fig. 2 - Pietrabbondante, corredi da sepolture di V-IV sec. a.C.

                     Fig. 3 - Pietrabbondante, cippi votivi dall’edificio porticato

Ercole presso i Sanniti Pentri fu titolare dell’importante santuario presso Campochiaro ai piedi del Matese,  nel quale si manifesta il particolare legame dell’eroe con il mondo naturale e, in questo caso, con la montagna stessa del Matese. Il dio ricevette una assidua e profonda venerazione presso tutti gli strati della popolazione, come testimoniano le innumerevoli statuette di bronzo alcune delle quali sono esposte in mostra.

Isernia, mostra



Fig. 4 - Sepino, ex voto in oro e terracotta dal santuario di Mefite (IV-III sec. a.C.); copia della “Tavola di Agnone”;  Bojano, thymiaterion  (III sec. a.C.)

Di Cerere, altra divinità molto cara alle popolazioni italiche, è ben noto il culto che si praticava a Fonte del Romito a Capracotta: la cosiddetta “Tavola di Agnone”, una lastra di bronzo incisa sulle due facce conservata nel British Museum, è esposta in mostra in una copia bronzea insieme ad altre testimonianze significative del culto verso questa divinità agraria. Particolarmente cara al mondo italico è Mefite, anch’essa collegata al mondo agrario, cui era dedicato un imponente santuario presso Sepino; da questo luogo sacro provengono votivi di ogni genere, tra i quali, oltre a bruciaprofumi, teste e statuette di offerenti in terracotta, è esposta l’eccezionale statuetta di bronzo, con dedica, raffigurante la dea venerata nel santuario.

Isernia, mostra

        


        Fig. 5 - Sepino, statuetta di Mefite (III sec. a.C.)

Il culto dei Dioscuri si affermò nel Sannio già nel V secolo a.C. in concomitanza con importanti trasformazioni politiche e sociali che videro il tramonto delle monarchie e il sorgere di magistrature elettive, la formazione di ceti sociali nati dall’affermarsi della proprietà agraria, e, infine, l’introduzione della cavalleria nell’esercito, destinata a svolgere un ruolo di primissimo piano nel conflitto con Roma. Relativi ai Dioscuri sono statuette in calcare provenienti da Agnone e da Trivento, i cospicui frammenti di una grossaa statua da San Biase e, infine una laminetta d’argento dal santuario di Ercole a Campochiaro. Particolarmente significative sono due sepolture da Guglionesi, entrambe esposte in mostra, eccezionali perché conservano, oltre al cinturone di bronzo, anche le tracce della corta tunica e del mantello indossati dai cavalieri. I voti i anatomici chiudono la sezione sannitica.

Isernia, mostra



Fig. 6 - Larino, sime con leone-capro (I sec. d.C.)

Dei culti praticati in epoca romana imperiale ricorrono quelli domestici attraverso statuette di bronzo Lari, Mercurio, Fortuna), una serie di lucerne figurate con immagini di divinità, da Giove a Diana a Vittoria e così via. A chiusura della mostra si presentano alcune decorazioni architettoniche – antefisse – con Ercole, Gorgonie, Scilla. A chiusura dell’esposizione sono due reperti eccezionali, provenienti dalla città romana di Larinum: si tratta di una sima su cui è raffigurato, a rilievo, il leone-capro, animale fantastico che accompagna Sandas, divinità orientale dal terribile carattere.

Orario

Feriale: 9,00-19,00

Sabato: 9,00-13.30

Domenica chiuso

Biglietti

intero € 2,00

ridotto € 1,00

Contatti

Indirizzo

Corso Marcelli, 40

86170 - ISERNIA

Telefono

0865 910500