L'oggetto del desiderio. Europa torna a Sant'Agata

Cratere a calice raffigurante il ratto d'Europa, detto "di Assteas"
Genere
Tematico
Data inizio
18/12/2014
Data fine
17/05/2015
Luogo
Sant'Agata de' Goti (BN)
Sede
Chiesa di San Francesco d'Assisi

Curatori

Luigina Tomay, per la Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta

Progetto scientifico

La mostra ospitata nella chiesa di San Francesco in Sant’Agata de’ Goti (BN) verte su un eccezionale reperto che ha subito vicissitudini complesse e che ora, per la prima volta, torna nei luoghi dove, nell’antichità, fu in uso.

Si tratta di un vaso, un cratere a calice a figure rosse di produzione pestana, trafugato da una tomba dell’antica Saticula (attuale Sant’Agata dei Goti) sul finire degli anni ’60 del secolo scorso che è stato restituito all’Italia nel 2007 dal John Paul Getty Museum di Malibu (USA), il quale ne risultava in possesso da prima del 1983, come esito di una complessa indagine svolta da parte italiana.

Fu già esposto al Quirinale, a Parigi nel Palazzo dell’UNESCO, e in varie altre mostre.

Il cratere presenta sul lato principale la raffigurazione del “Ratto d’Europa”. La principessa fenicia è in groppa al toro bianco che, al galoppo, sta attraversando il mare, simboleggiato da Scilla, Tritone e da pesci e altre creature marine. Sopra la testa di Europa è in volo Pothos, il desiderio amoroso, nell’atto di aspergere profumi sul capo del toro con un ramoscello fiorito. Nei triangoli in alto sono raffigurati: a sinistra, Zeus , la personificazione dell’isola di Creta ed Hermes; a destra, Afrodite, Adone e un erote.

Sul lato secondario è raffigurato Dioniso tra satiri e menadi.

Tutti i personaggi sono riconoscibili dalla presenza del nome al di sopra di ciascuno di essi.

La firma del ceramografo (Assteas egraphe) lo fa conoscere come “il cratere di Assteas”.

 

La città di Sant'Agata dè Goti, le cui origini sono sicuramente sannite, si erge su di una propaggine tufacea tra il Martorano ed il Riello, due affluenti del fiume Isclero. Gli storici concordano sull'ipotesi che l'attuale abitato sorga sul territorio dove un tempo si estendeva l'antica città caudina di Saticula, protagonista assoluta delle omonime guerre e dedotta come colonia nel 314 a.C., da parte dei Romani.

Da sempre la realtà storica di questa terra si fonde con le sue tradizioni culturali e la connota di certo come meta di turismo internazionale. E' una città che si racconta attraverso le sue strade, i suoi palazzi, le sue botteghe, i suoi monumenti, le sue chiese, i suoi chiostri, i suoi scorci e racconta storia vera di Sanniti, Romani, Goti, Longobardi e Normanni. Racconta, inoltre, sogni, miti, misteri e suggestioni come quelle natalizie evocate da S. Alfonso dei Liguori o quelle irresistibili che vengono dallo stupendo sepolcro di Ludovico Artus collocato nella chiesa di San Francesco. Questo profilo storico ed emozionale, tanto gradito ai numerosi visitatori, impone di perseguire il percorso della promozione e valorizzazione dell'intero patrimonio storico, artistico ed archeologico di Sant'Agata. Infatti, il successo delle iniziative "Sulle tracce di Saticula" e "Sotterranea", sintetizza e racchiude il senso della proposta progettuale dell'allestimento in mostra presso la Chiesa di S.Francesco d'Assisi, del Cratere di Assteas, raffigurante "Il ratto di Europa".

 

Proposta progettuale

L'idea progetto nasce dalla profonda volontà dell’ amministrazione comunale di restituire, seppure in maniera temporanea, un pezzo di storia alla sua città. Il cratere di Assteas infatti, fu trafugato dal territorio limitrofo al centro cittadino di Sant'Agata sul finire degli anni '60. Attraverso canali clandestini approdò oltre oceano e nel 2009 grazie ad un'operazione congiunta da parte del Ministero dei Beni Culturali e del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri fece ritorno in Italia e fu esposto presso il Palazzo del Quirinale a Roma in occasione nel 50° anniversario della costituzione della Comunità Europea.

Dal 2009 la città di Sant'Agata dè Goti ha intrapreso un percorso culturale volto alla valorizzazione e alla promozione del proprio patrimonio storico, artistico e soprattutto archeologico attraverso l'allestimento, nel dicembre 2012, della mostra "Sulle tracce di Saticula" e ospitando, nell'aprile 2013, i cosiddetti Stati Generali dell'Archeologia, in occasione dei quali fu allestita la mostra "Sotterranea". Eventi e manifestazioni che hanno suscitato molta attenzione negli animi dei cittadini ed enorme gradimento presso i visitatori.

La mostra sul cratere di Assteas, prevede un percorso espositivo molto suggestivo dove mediante videoproiezioni, appositamente studiate e realizzate, si approfondisce la tematica del cratere, le relative vicissitudini, l'inquadramento archeologico, storico e artistico.
 

Il percorso di visita nella chiesa di San Francesco, che prevede gruppi di massimo 20 persone, guidati da personale opportunamente formato, ha una durata di circa 30 minuti con partenze ogni 15, ed è così articolato.

Saticula: in un primo ambiente, su uno schermo una prima proiezione introduce all'antica Saticula, al suo significato storico ed alla sua localizzazione nei dintorni della moderna Sant'Agata de Goti.

Assteas: al centro della navata della Chiesa di San Francesco, illuminata ad hoc per meglio evidenziarne bellezza e particolari architettonici, su un grande schermo davanti all'altare una proiezione su Assteas ne inquadra la produzione, la relativa concentrazione di ritrovamenti nella valle Caudina, la tipicità del tratto e dell'interpretazione figurata dei diversi miti oggetto della sua produzione. Infine la grande dispersione derivante dagli scavi clandestini.

Passione: al centro del coro ligneo è esposto il cratere raffigurante il mito di Europa. La narrazione parte dalla doppia simbologia rappresentata dal vaso, di cui una moderna, rapportata al significato del ritorno in patria, in termini di crescita civica e di valore comune, un'altra di significato del mito, che nell'interpretazione di Assteas diviene rappresentazione di una realtà riflessa in se stessa e a sua volta nella realtà, che si risolve nella passione di Zeus verso Europa, di Europa verso il toro Zeus.

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