Colonna (RM). Necropoli di Pian Quintino

Colonna. Vista dell’area di Colonna e di Pian Quintino.
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - necropoli
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Colonna
Localizzazione specifica
Pian Quintino
Nome antico del sito
Labicum?
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2005-2011
Responsabile di cantiere
Pamela Cerino
Responsabile scientifico
Micaela Angle
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Link ad altra scheda/ambito cronologico

http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/142/scavi/scaviarcheologici_4e048966cfa3a/247

Descrizione campagne

Gli scavi nella zona di Pian Quintino hanno interessato attualmente un’area di circa 8500 mq. (fig. 1).

Fig. 1 – Colonna. Vista dell’area di Colonna e di Pian Quintino.

Durante le ricerche, limitate ai lotti destinati all’edilizia ed ai servizi, è stata messa in luce un’ampia porzione di una delle necropoli dell’età del Ferro che faceva riferimento all’insediamento protostorico; fino ad oggi, sono state rinvenute circa 170 tombe (fig. 2) di diversa cronologia (dagli inizi dell’età del Ferro fino al periodo arcaico- repubblicano e imperiale) e tipologia strutturale.

Fig. 2 – Colonna. Localizzazione delle sepolture della necropoli di Pian Quintino.
La necropoli appare divisa in due grandi settori, separati tra loro dalla via Labicana, che potrebbe ricalcare una precedente percorrenza ai margini della quale era collocata l’area funeraria (fig. 3).

Fig. 3 – Colonna. Vista aerea della necropoli di Pian Quintino (2006).
Del gruppo che si trova a monte della via Labicana fanno parte 122 tombe ad inumazione in fossa attribuibili all’orientalizzante medio ed avanzato; sei tombe in pozzetto, riferibili all’orientalizzante medio, una sepoltura in cassone monolitico, deposto in una pseudocamera con piccolo dromos di accesso a gradini; una sepoltura del tipo a cappuccina; un mausoleo con sarcofago in marmo (II-III sec. d.C.). Un secondo nucleo è costituito da 32 sepolture fra cui tre incinerazioni in pozzetto ellissoidale (fig. 4).

Fig. 4 - Colonna. Pianta di un settore della necropoli di Pian Quintino.

Nel gruppo di sepolture si individuano venti tombe ad inumazione in fossa, attribuibili alle diverse fasi dell’orientalizzante; un piccolo tumulo in pietrame che comprendeva tre inumazioni databili dalla fase IIB alla fase III; quattro sepolture databili al IV sec. a.C.; una deposizione in cista litica; una sepoltura arcaica con tegole ed arcosolio.  
Le tre tombe ad incinerazione di questo secondo nucleo, di seguito descritte, si collocano nel settore centrale dell’area.
La tomba XLII. La sepoltura XLII (figg. 5, 6) è contenuta in un pozzetto, con base ellissoidale, orientato in direzione NNE-SSO.

Fig. 5 – Colonna. Tomba XLII. Pianta e sezione.

Fig. 6 – Colonna. Tomba XLII. In corso di scavo.

Il riempimento era costituito essenzialmente da terra mista a pietre di medie e grandi dimensioni, disposte caoticamente. All’interno del riempimento furono rinvenuti frammenti ceramici di impasto bruno-rossiccio, probabilmente appartenenti ad uno stesso vaso di grandi dimensioni, non ricostruibile. La fossa aveva pareti leggermente rastremate verso il fondo, la profondità conservata era di circa 1 m, il pozzetto si presentava foderato di pietrame basaltico nella parte inferiore della fossa. Alla base della fossa, all’estremità SW, era collocata un’olla globulare, contenente le ceneri, e chiusa dal suo coperchio, posizionato capovolto sulla bocca del cinerario; a lato era il corredo vascolare miniaturizzato. Questo era composto da: un orciolo di forma globulare chiuso con una ciotolina troncoconica, anche questa posta con la base sulla bocca dell’orciolo, un bicchiere capovolto; infine, all’estremità opposta, due ollette a rete, di cui una ricaduta su una scodellina troncoconica (figg. 7-10).

Fig. 7 – Colonna. Tomba XLII. Corredo.

Fig. 8 – Colonna. Tomba XLII. Cinerario con coperchio.

Fig. 9 – Colonna. Tomba XLII. Corredo vascolare.

Fig. 10 – Colonna. Tomba LIV. Corredo. Oggetti in bronzo dalla incinerazioni.
Non è stata riconosciuta la presenza di terra di rogo all’interno del riempimento della struttura funeraria. Il corredo vascolare si è ben conservato, risultando quasi integro; ad una prima osservazione autoptica gli impasti che compongono i diversi oggetti sembrano simili; anche la manifattura presenta caratteristiche analoghe, soprattutto la tecnica esecutiva ed i motivi della decorazione scelta, confermando la produzione unitaria del contesto.
La tomba XLIII. La sepoltura era contenuta in una struttura a pozzetto, di forma ellissoidale, orientato in direzione NW-SE (figg. 5, 11).

Fig. 11A – Colonna. Tomba XLIII. In corso di scavo.

Fig. 11B – Colonna. Tomba XLIII. In corso di scavo.

La copertura era realizzata con pietre di medie e grandi dimensioni, frammiste a terra. Durante lo scavo per la rimozione della copertura, si rinvenne una grande pietra triangolare con la punta rivolta in basso, forse un segnacolo scivolato all’interno della fossa. Della fossa si conserva un alzato di circa un metro a partire dalla copertura in pietrame, conservato dal piano di frequentazione individuato. La deposizione era costituita da un’urna cineraria, a forma di capanna (figg. 13, 14), posta a NW del pozzetto, il corredo miniaturistico era composto da due ollette con cordone a tacche, poste davanti al portello dell’urna; una brocca biconica, posta al centro della fossa, al di sotto del quale erano una ciotolina troncoconica ed una emisferica.

Fig. 13 – Colonna. Tomba XLIII. Urna a capanna.

Fig. 14 – Colonna. Tomba XLIII. Urna a capanna

A Sud, allineate, erano un’anforetta globulare, una ciotolina troncoconica, ed un boccaletto con ansa a nastro (figg. 12, 15).

Fig. 12 – Colonna. Tomba XLIII. Corredo.

Fig. 15 – Colonna. Tomba XLIII. Corredo vascolare.

Anche in questo caso il corredo vascolare sembra prodotto unitariamente, come è possibile constatare dall’osservazione dell’impasto, della cottura, delle tecniche di modellazione e delle peculiarità della decorazione plastica. Da questa uniformità si distacca l’urna a capanna, che presenta caratteristiche strutturali accuratamente riprodotte e, forse, una cottura distinta rispetto il restante vasellame.

Micaela Angle

Bibliografia / Cartografia

  • ANGLE M. - ROLFO M.F. - BOZZATO S. - MENGARELLI C. 2005: “Colonna and its territory in protohistoric times”, in ATTEMA P. - NIJBOER A. - ZIFFERERO A. (eds.), Communities and Settlements from the Neolithic to the Early Medieval Period, Papers in Italian Archaeology, VI, (Proceedings of the 6th Conference of Italian Archaeology), BAR International Series n. 1452 (II), 689-698.
  • ANGLE M. - CERINO P. - MANCINI D. - ROLFO M. F. 2007: “Neve aurum addito: la necropoli della Chimera a Pian Quintino (Colonna, RM), Lazio & Sabina 4, 169-180.