Frosinone (FR). Insediamento arcaico in località De Matthaeis

Frosinone_Veduta da Ovest della capanna H in fase di scavo, con resti dell’acciottolato superiore (US 23) e, addossati alla parete O della fossa, del basso muretto a secco realizzato in ciottoli di calcare (US 162), che doveva servire a sostegno dell
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villaggio
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Frosinone
Comune
Frosinone
Localizzazione specifica
De Matthaeis
Coordinate geografiche
41°38’43.97” N - 13°20’46.63” E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Fondi privati
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Manuela Cerqua, Emmanuela Caserta
Responsabile scientifico
Sandra Gatti
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Il sito è ubicato nel settore centro-occidentale del centro urbano di Frosinone, e si estende su un’area pianeggiante di ca. 12.000 mq, compresa tra via G. De Matthaeis, via T. Landolfi e la Villa Comunale, alla quota di ca. 182 m s.l.m.
L’area è stata oggetto di un’indagine archeologica preventiva che ha portato all’individuazione di un insediamento di epoca arcaica. Lo scavo archeologico è stato eseguito sistematicamente in modo estensivo, rendendo così possibile la ricostruzione di un quadro abbastanza completo di una vasta porzione del villaggio (fig. 1).

Fig. 1 – Planimetria dell’area di scavo.
Sono state individuate ca. 20 capanne, il cui fondo risulta scavato all’interno del banco naturale, con piante e misure diversificate ma abbastanza standardizzate. Le capanne più piccole presentano pianta circolare (diam. max. 2 m, prof. max. 50 cm); quelle di forma subcircolare e subovoidale, risultano profonde ca. 1,20 e larghe ca. 4,30 m; nelle capanne più grandi, di forma irregolare o sub-ellissoidale, lunghe fino a 6 m, il fondo risulta spesso articolato su due livelli.
I buchi fuori dalle capanne potrebbero essere relativi ai pali di supporto per i tetti; medesima funzione potrebbe avere l’incavo scavato sul fondo in posizione centrale, o decentrata nel caso di quelle sub-ellissoidali; spesso all’interno dei buchi frammenti di tufo o travertino servivano a rinforzare il palo. Almeno in 3 casi (cap. H, L, 25) le pareti, impostate sopra un basso muretto costruito a secco con ciottoli di calcare e frammenti di travertino, dovevano sostenere il tetto senza l’uso dei pali (figg. 2-3).

Fig. 2 – Veduta da Ovest della capanna H in fase di scavo, con resti dell’acciottolato superiore (US 23) e, addossati alla parete O della fossa, del basso muretto a secco realizzato in ciottoli di calcare (US 162), che doveva servire a sostegno delle pare

Fig. 3 – Fasi di scavo della capanna 25; a-c: US 232; d: US 300.

Indicazione per la ricostruzione delle pareti derivano dai numerosi frammenti di argilla con impronte di canne e rami. Per le coperture erano impiegate le tegole, rinvenute negli strati di crollo all’interno delle capanne.
I depositi archeologici appaiono caratterizzati da una fitta stratificazione di livelli di frequentazione, intercalati ad altri, più sottili, poveri o del tutto privi di materiali, indicativi di un momento di abbandono delle capanne e della successiva risistemazione delle stesse in vista di una nuova occupazione (figg. 4-5).

Fig. 4 – Capanna LL, livello di frequentazione con resti di vasi frammentati in situ (US 272).

Fig. 5 – Capanna L, livello di frequentazione con resti di vasi frammentati in situ (US 210).

In alcuni casi i piani di calpestio presentano un acciottolato più o meno accurato (cap. B, H, S, N, CC, HH, 25), generalmente ricorrente nei livelli superiori (fig. 2, 6).

Fig. 6 – Capanna HH, livello superiore con resti dell’acciottolato (US 179).

L’uso abitativo delle capanne è provato dalla presenza nei livelli di frequentazione di uno o più focolari e dalle fogge ceramiche di uso domestico: fornelli, olle da cucina, teglie, suppellettili in ceramica fine da mensa, ecc. Negli stessi livelli si rinvengono abbondanti ossa animali, spesso con tracce di combustione, evidenti resti di pasto sparsi nello strato o accumulati in un angolo della capanna. Un’indicazione delle attività produttive svolte in ambito domestico viene dai frammenti di macine in pietra lavica, di bollitoi, e dalla ricorrenza di pesi da telaio e fusaiole. Le sporadiche scorie di ferro trovate all’interno delle capanne potrebbero indicare l’esistenza di attività produttive più complesse. Non mancano i rinvenimenti di ornamenti personali (fibule e anellini in bronzo ed un pendaglio in osso).
Accanto alle strutture ad uso abitativo, ne sono state individuate altre – sempre scavate nel banco, di forme e dimensioni variabili – adibite a funzioni di servizio, ad es. per la conservazione delle derrate, come evidenzia il rinvenimento di numerosi frammenti di dolii e grandi olle nella capanna N (fig. 7); due pozzi assicuravano l’approvvigionamento idrico del villaggio.

Fig. 7 – Capanna N, accumulo di frammenti ceramici pertinenti a dolii e grandi olle per la conservazione delle derrate (US 147).
La stratificazione dei livelli di frequentazione e di abbandono delle capanne dimostrerebbe un uso saltuario delle stesse. Tuttavia, la frequenza di strumenti legati alla filatura e alla tessitura, la presenza di strutture e dolii per la conservazione di derrate, la standardizzazione delle forme ceramiche e la quantità di resti faunistici – anche di maiali – lascerebbe pensare ad un uso permanente del sito. Un’ulteriore indicazione in questo senso viene dal rinvenimento di frammenti di ceramica d’importazione.
Poiché lo studio sui materiali ceramici è ancora in corso, non è possibile fornire per ora un’indicazione cronologica precisa dei momenti di costruzione e di abbandono del villaggio, che si pone certamente in un periodo compreso tra il VI e il V sec. a.C.
Nella stessa area, accanto alle capanne, è stata individuata una decina di tombe a fossa rettangolare scavate nel banco, contenenti sepolture ad inumazione di adulti e infanti, accompagnate da un corredo di vasi fittili, fibule e armille in metallo (bronzo e ferro) che le datano alla medesima fase di frequentazione del villaggio (fig. 8).

Fig. 8 – Sepolture ad inumazione pertinenti a due adulti rinvenute nei pressi delle capanne; a: tomba 8; b: tomba 10.

Sandra Gatti

Bibliografia / Cartografia

Foglio I.G.M. 159 “Frosinone” I NE in scala 1 : 25.000.
Sezione n. 390130 della Carta Tecnica Regionale del Lazio in scala 1 : 10.000.
Particelle Catastali nn. 128 e 159 del Foglio 58 del Comune di Frosinone.