Ardea (RM). Sito archeologico del Fosso dell’Incastro “Castrum Inui”

Ardea_Fig. 4
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Ardea
Localizzazione specifica
Foce del Fosso dell’incastro, loc. “Le Salzare”
Nome antico del sito
Castrum Inui
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Gioco del Lotto 2010; Ordinario 2010
Entità finanziamento
Euro 350.000,00
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Francesco Di Mario
Responsabile scientifico
Francesco Di Mario
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Nell’ambito delle attività svolte in questi ultimi anni dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio nel territorio di Ardea, è di particolare rilievo la scoperta, effettuata presso il tratto finale del Fosso dell’Incastro, di un insediamento portuale con un’ampia area sacra (fig. 1), identificato con lo “scomparso” Castrum Inui.

Fig. 1

Gli scavi sinora effettuati hanno mostrato la presenza di occupazioni cronologicamente e funzionalmente diverse, che sembrano essersi sviluppate in zone aeralmente differenti e solo con limitate sovrapposizioni:
- una statio maritima, situata nell’area prospiciente il corso del Fosso dell’Incastro, e che dall’età augustea si protrae nel tempo sino al IV-V secolo d.C.
- un’area sacra posizionata nella parte più interna del sito.
Quest’ultima (fig. 2) è per il momento caratterizzata dalla presenza di tre principali strutture sacre.

Fig. 2

Procedendo in ordine cronologico, in essa sono presenti:
-  il cosiddetto tempio “B”, il più grande sinora rinvenuto e con diverse principali fasi, di cui sicuramente una arcaica di VI secolo a.C., una tardo-arcaica, databile intorno al 480-470 a.C., una medio-repubblicana e infine una ultima tardo-repubblicana;
- un tempio di dimensioni minori denominato “A”, la cui fase iniziale è collocabile nella metà del II secolo a.C.;
- un sacello di prima età imperiale dedicato al dio Esculapio.
L’intera area sacra fu circondata e protetta, presumibilmente nel IV secolo a.C., da una cinta fortificata, di cui è stata ritrovata anche una porta di accesso posizionata in direzione del vicino mare.
Gli scavi archeologici degli ultimi anni sono stati concentrati tutte nell’area del tempio “B” e in quella immediatamente circostante. Si tratta di un tempio su podio (fig. 3), in antis, con alae laterali e cella centrale, orientato lungo l’asse E.E.N. - O.O.S., largo ca. 14,60 m. e lungo 22 m., a cui si accede tramite una scalinata di 5 gradini.

Fig. 3

Davanti quest’ultima si trova una piazza pavimentata con lastroni di tufo su cui sono presenti due altari in peperino databili all’età medio-repubblicana: uno di essi, in antis, chiaramente diretto verso oriente, l’altro, rettangolare verso occidente.
Nella sua prima fase di vita, all’incirca tra il 480 e il 470 a.C. il tetto era decorato da un acroterio centrale e da lastre poste a rivestimento del columen e dei mutuli su cui era rappresentata una Amazzonomachia.
Il proseguimento degli scavi all’interno della cella del tempio “B”, ha rivelato l’esistenza di una struttura sacra più antica: un tempio arcaico (fig. 4).

Fig. 4

I frammenti della decorazione architettonica rinvenuti nel riempimento sono databili attorno al 530 a.C., e tra di essi sono presenti frammenti relativi a due volute acroteriali, antefisse a testa femminile, e lastre con scena di corsa verso sinistra di coppie di cavalieri finemente realizzate anche con accuratezza cromatica.
Sono stati rinvenuti resti pertinenti ad una seconda fase databile intorno al 500 a.C., tra cui un probabile piccolo acroterio: una testa a tuttotondo (fig. 5), alta ca. cm 10, rappresentante un guerriero barbato con elmo, coperto da pelle bovina con corna, con lophos trasversale e paragnatidi rigide.

Fig. 5

Il reperto è di fattura particolarmente accurata e l’iconografia dell’elmo ricorda quella delle antefisse a testa di Iuno Sospita di Satricum  datate al 500 a.C. Si potrebbe ipotizzare che si tratti di una raffigurazione, l’unica sinora ritrovata, del dio Inuo.
Intorno alla metà del II secolo a.C. nell’area antistante il tempio “B” fu edificato un piccolo tempio ad una unica cella in antis (fig. 6), con due colonne sulla fronte, orientato lungo l’asse N.E.-S.O.

Fig. 6

La fronte del tempio, con scalinata di cinque gradini, è preceduta da un’area rettangolare, pavimentata con lastre di tufo, al cui margine esterno è posto un altare in peperino e, quasi totalmente al di fuori di essa, un thesaurus in travertino. Alla base della scalinata, e in sua stretta prossimità, sono state ritrovate la maggior parte delle decorazioni architettoniche del frontone (del tipo semichiuso)
Tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del successivo fu edificata la terza struttura sacra sinora rinvenuta. Un piccolo ambiente di forma rettangolare e con pavimentazione in mosaico, al cui interno è stata rinvenuta una statua di marmo, di dimensioni minori del vero, raffigurante il dio Esculapio avvolto nell’himation e con il torso scoperto, sorretto da un bastone attorno al quale è avvolto un serpente. Al sacello sono pertinenti lastre “Campana” con rappresentazioni di teorie di Arimaspi che abbeverano grifi, datati al primo quarto del I secolo d.C.

Francesco Di Mario