Badia Polesine (RO). Fornace di La Buora

Badia Polesine_Area della fornace
Tipologia bene scavato
Luogo di attività produttiva - Fornace
Regione / Stato estero
Veneto
Provincia
Rovigo
Comune
Badia Polesine
Localizzazione specifica
La Buora, via Dozza
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Alberto Vigoni ( Dedalo s.n.c.)
Responsabile scientifico
Gianni de Zuccato
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Le indagini archeologiche preliminari alla realizzazione di un impianto fotovoltaico, realizzate nel 2011 in Comune di Badia Polesine (RO), località La Buora, in via Dozza (fig. 1), hanno permesso di evidenziare alcuni manufatti identificabili come strutture probabilmente pertinenti ad un modesto impianto per la produzione di laterizi: una fornace, un pozzo, due canalette.

Fig. 1 Localizzazione del sito

Assai residuali sono i resti attribuibili alla fornace: probabile avanzo della camera di combustione è una piattaforma subrettangolare in argilla rubefatta (fig. 2), con alcuni frammenti di mattoni in superficie, allettata su una stesura di preparazione spessa qualche centimetro, in matrice sabbiosa fine, pulita, arricchita con noduli di caranto; labili tracce di un praefurnium possono esser riconoscibili nella sagomatura settentrionale della medesima struttura.

Fig. 2 Area della fornace

Il pozzo (figg. 3-4) è rivestito con frammenti di laterizi, per la maggior parte tegole, pochi coppi e rari pezzi di mattone, legati da argilla e posti in opera in modo da formare una superficie liscia verso l’interno; le caratteristiche costruttive ne consentono l’attribuzione ad un orizzonte cronologico compreso tra la seconda metà del I sec. a.C. e il II sec. d.C.

Fig. 3 Il pozzo

Fig. 4 Il pozzo

Riferibili all’impianto sono probabilmente anche due canalette a sezione semicircolare (fig. 5), che non hanno però restituito materiali utili ad una loro datazione.

Fig. 5 Canaletta in corso di scavo

L’asportazione di una consistente porzione superficiale del terreno, causata dalle arature e da interventi di sistemazione agraria, con la conseguente distruzione di gran parte dei depositi archeologici, non permette di contestualizzare meglio l’impianto, la cui produzione poteva esser riservata ad una villa rustica situata nelle vicinanze, in un territorio marcato dalla diffusa presenza di insediamenti rurali di epoca romana (cfr. CAV, p. 140).

Gianni de Zuccato

Bibliografia / Cartografia

  • L. Capuis, G. Leonardi, S. Pesavento Mattioli, G. Rosada (curr.), Carta Archeologica del Veneto, III, Modena 1992.