Udine, contesto archeologico sottostante la Biblioteca civica “V. Joppi” (2)

Udine, Biblioteca civica “V. Joppi”: particolare del muro di terrazzamento di età bassomedievale-rinascimentale (XV-XVI secolo) che si sovrappone alla defunzionalizzazione del pozzetto silos (foto A. Borzacconi).
Tipologia bene scavato
Infrastruttura di contenimento
Regione / Stato estero
Friuli-Venezia Giulia
Provincia
Udine
Comune
Udine
Localizzazione specifica
piazza Marconi
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli-Venezia Giulia
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Sponsor
Comune di Udine
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Angela Borzacconi (Arχé s.n.c. Trieste)
Responsabile scientifico
Roberto Micheli (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia)
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A
1493 - 1900

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Udine (UD), Biblioteca civica “V. Joppi” (1)

Descrizione campagne

La realizzazione di un nuovo deposito librario a S del Palazzo Bartolini, attuale sede della Biblioteca Civica “V. Joppi” nel pieno centro di Udine, ha consentito di mettere in luce un contesto pluristratificato. Il sito si trova, infatti, in un’area sensibile alle pendici O del colle che domina la città dove sorge il castello di Udine. In questa zona sono state attestate le tracce più antiche di frequentazione risalenti all’età protostorica, romana e altomedievale; l’area costituì inoltre il cuore del successivo sviluppo urbano della città in epoca postmedievale.

Le indagini, finanziate dal Comune di Udine sulla base del D.Lgs. 163/2006, sono state organizzate in due momenti: sorveglianza archeologica dei lavori di scavo necessari a realizzare le fondazioni dell’edificio sede degli archivi della biblioteca; scavo delle strutture antiche di particolare rilievo. Prima dell’avvio dei lavori, l’area si presentava come un giardino incolto sorto sopra un terrazzamento sostenuto da un poderoso muro ottocentesco.

Le ricerche hanno fornito un quadro connotato da una frequentazione molto articolata, non sempre di facile lettura, a causa del particolare sviluppo della stratigrafia nella quasi totalità dei casi obliqua: i livelli suborizzontali sono, infatti, molto rari. Inoltre, la gestione del cantiere è risultata difficile a causa delle molteplici difficoltà logistiche (fig. 1) – presenza e circolazione dei mezzi meccanici in uno spazio limitato, gestione della terra di risulta, consolidamento strutturale delle sezioni esposte con predisposizione di micropali – aumentate anche dal fatto che il deposito archeologico aveva un’accentuata pendenza con salti di quota conseguenti alla sistemazione dei terrazzi di età storica.

Fig. 1. Udine, Biblioteca civica “V. Joppi”: l’area del cantiere con in primo piano il vano del XVI-XVII secolo e in secondo piano uno dei muri di terrazzamento di età basso medievale-rinascimentale (foto A. Borzacconi).

La frequentazione più antica protostorica e di età romana è documentata solo da strati colluviali contenenti materiali fittili, mentre molto più complessa e articolata risulta quella delle fasi successive.

Al margine SO dell’area di scavo è stata messa in luce una struttura circolare in ciottoli a secco interpretata come silos. Si tratta di un apprestamento, forse riconducibile all’età altomedievale/medievale (comunque precedente al XIV secolo), che doveva avere una parete in legno e poteva essere legato a qualche struttura abitativa ubicata nelle immediate adiacenze, sempre sullo stesso terrazzo. In relazione a questo tipo di sistemazione concorre anche una massicciata in ciottoli e pietrame di grandi dimensioni, oltre che alcuni livelli di limi grigi con carbone e cenere, da riferire ad una frequentazione coeva. Alla medesima fase potrebbero essere riferite anche delle gradonature in pietra e terra, nonché tracce di palificate lignee.

A un momento successivo, riconducibile a un orizzonte di età bassomedievale (XIV-XV secolo), sono riferibili due muri di terrazzamento che attestano una sistemazione più solida del versante, forse avvenuta a seguito di qualche cedimento. La prima di queste strutture interseca, obliterandolo definitivamente, la struttura silos (fig. 2); sono stati documentati inoltre ripetuti consolidamenti del versante, sia con palizzate in legno sia con strutturazioni in ciottoli.

Fig. 2. Udine, Biblioteca civica “V. Joppi”: particolare del muro di terrazzamento di età bassomedievale-rinascimentale (XV-XVI secolo) che si sovrappone alla defunzionalizzazione del pozzetto silos (foto A. Borzacconi).

Una nuova fase di frequentazione databile a prima del XVI secolo è rappresentata da un sistema di murature con diverse riprese delle costruzioni; tali strutture furono successivamente reimpiegate nelle murature di un edificio a pianta rettangolare, databile tra il XVI e il XVII secolo, e dotato di due piani di cui uno, quello inferiore interrato, con il soffitto a volta. Questo fabbricato era forse legato agli ambienti di servizio del vicino Palazzo Bartolini  (ghiacciaia, cantina, deposito); esso ebbe una vita prolungata fino all’Ottocento, quando fu colmato da materiali ceramici di scarico che portarono al suo riempimento segnandone la definitiva obliterazione (fig. 3).

Fig. 3. Udine, Biblioteca civica “V. Joppi”: particolare della sezione interna del deposito di riempimento del vano interrato (foto A. Borzacconi).