Udine (UD), contesto archeologico sottostante la Biblioteca civica “V. Joppi” (1)

Udine_Biblioteca civica V. Joppi_il deposito archeologico caratterizzato da un forte pendenza determinata dalle opere di terrazzamento di età bassomedievale-rinascimentale e moderna. In secondo piano la sezione S con la stratigrafia
Tipologia bene scavato
Area di materiale mobile - Area di frammenti fittili
Regione / Stato estero
Friuli-Venezia Giulia
Provincia
Udine
Comune
Udine
Localizzazione specifica
Piazza Marconi
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli-Venezia Giulia
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Sponsor
Comune di Udine
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Angela Borzacconi
Responsabile scientifico
Roberto Micheli
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

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Udine (UD), Biblioteca civica “V. Joppi” (2)

Descrizione campagne

La realizzazione di un nuovo deposito librario a S del Palazzo Bartolini, attuale sede della Biblioteca Civica “V. Joppi” nel pieno centro di Udine, ha consentito di mettere in luce un contesto pluristratificato. Il sito si trova, infatti, in un’area sensibile alle pendici O del colle che domina la città dove sorge il castello di Udine. In questa zona sono state attestate le tracce più antiche di frequentazione risalenti all’età protostorica, romana e altomedievale; l’area costituì inoltre il cuore del successivo sviluppo urbano della città in epoca postmedievale.

Le indagini, finanziate dal Comune di Udine sulla base del D.Lgs. 163/2006, sono state organizzate in due momenti: sorveglianza archeologica dei lavori di scavo necessari a realizzare le fondazioni dell’edificio sede degli archivi della biblioteca; scavo delle strutture antiche di particolare rilievo. Prima dell’avvio dei lavori, l’area si presentava come un giardino incolto sorto sopra un terrazzamento sostenuto da un poderoso muro ottocentesco.

Le ricerche hanno fornito un quadro connotato da una frequentazione molto articolata, non sempre di facile lettura, a causa del particolare sviluppo della stratigrafia nella quasi totalità dei casi obliqua (fig. 1): i livelli suborizzontali sono, infatti, molto rari.

Fig. 1. Udine, Biblioteca civica “V. Joppi”: il deposito archeologico caratterizzato da un forte pendenza determinata dalle opere di terrazzamento di età bassomedievale-rinascimentale e moderna. In secondo piano la sezione S con la stratigrafia

Inoltre, la gestione del cantiere è risultata difficile a causa delle molteplici difficoltà logistiche – presenza e circolazione dei mezzi meccanici in uno spazio limitato, gestione della terra di risulta, consolidamento strutturale delle sezioni esposte con predisposizione di micropali – aumentate anche dal fatto che il deposito archeologico aveva un’accentuata pendenza con salti di quota conseguenti alla sistemazione dei terrazzi di età storica.

Le evidenze più antiche sono riferibili all’età del Bronzo finale e del Ferro, attestate dalla circolazione di una gran quantità di frammenti ceramici in giacitura secondaria negli strati colluviali. Tuttavia, è stato possibile individuare per questa fase anche una serie di fosse scavate nelle ghiaie naturali e riempite di materiale fittile, la cui interpretazione risulta comunque non semplice. La frequentazione di età romana è documentata, invece, solo da materiali a livello residuale in strati colluviali contenenti resti anche di epoca più recente. Molto più complesso e articolato risulta invece il deposito delle fasi successive nel corso delle quali si realizzano opere di terrazzamento di tipo agrario e di consolidamento che modificano in modo significativo l’andamento naturale del pendio del colle.

Roberto Micheli