Aquileia (UD). Foro romano

Aquileia, foro romano, settore occidentale: veduta generale da Ovest della fascia settentrionale, in primo piano i basamenti dei pilastri del portico, quindi la platea con le lastre residue e la preparazione in mattoni; a destra (Sud) il settore
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Foro
Regione / Stato estero
Friuli-Venezia Giulia
Provincia
Udine
Comune
Aquileia
Localizzazione specifica
Scavi di Aquileia
Coordinate geografiche
45°46'24"N 13°21'57"E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli-Venezia Giulia
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Cap. 7433/2, e.f. 2009
Entità finanziamento
Euro 125.000,00
Anno campagna di scavo
2010, 2011
Responsabile di cantiere
Cristiano Mazzoni (Cooperativa Archeologia FI)
Responsabile scientifico
Paola Ventura
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel corso del 2011 è stata condotta dalla Soprintendenza una nuova campagna di indagini nel Foro romano di Aquileia: il monumento, collocato in posizione centrale rispetto alla città antica ed ora diviso longitudinalmente dalla S.R. 252, fu localizzato con certezza negli anni '30 da G. Brusin, che diede inizio allo scavo, ed al contestuale restauro ed anastilosi, della sua parte orientale, dove operò anche L. Bertacchi nel secondo dopoguerra.

La parte occidentale è stata invece indagata dal 1989 da F. Maselli Scotti, a partire dal limite meridionale verso Nord, consentendo di riconoscerne la sequenza stratigrafica – dati che si incrociano con la ricostruzione delle fasi, basata sul riesame dell'apparato decorativo – e procedendo in parallelo con il restauro delle strutture.

I lavori appena ultimati (che hanno interessato una superficie di 320 mq), hanno consentito di raggiungere il limite settentrionale della platea anche in questa metà occidentale (fig. 1), riportando in vista la pavimentazione in lastre calcaree, ove conservate, ovvero la sottostante preparazione in mattoni sesquipedali (si ricorda che la prima monumentalizzazione risale al I sec. d.C., occupando tuttavia lo stesso sito del foro repubblicano).

Fig. 1 - Aquileia, foro romano, settore occidentale: veduta da Sud, all'avvio delle ultime indagini; è in corso lo scavo dell'ultima fascia settentrionale.

Lungo il lato Ovest prosegue il porticato, cui si accedeva da due gradini, alla base dei quali corre una canaletta (fig. 2): da notare che questa non era presente sul lato Nord (dove appare direttamente il primo gradino del portico), sicché il deflusso era assicurato dalla lieve pendenza Nord-Sud, oltreché dall'asse centrale della piazza verso i lati.

Fig. 2 -  Aquileia, foro romano, settore occidentale: veduta generale da Ovest della fascia settentrionale, in primo piano i basamenti dei pilastri del portico, quindi la platea con le lastre residue e la preparazione in mattoni; a destra (Sud) il settore

Del porticato si sono messi in luce quattro basamenti in mattoni, l'ultimo dei quali verso settentrione di dimensioni più che doppie (1,5 x 4,35 m) rispetto agli altri (1,5 x 1,5 m): ciò, unitamente alla conformazione del muro su cui poggiano le basi, che poco più a Nord presenta una sporgenza sagomata verso Ovest, induce ad ipotizzare la presenza di un ingresso marcato da contrafforti, che metteva in comunicazione quest'angolo del foro con gli importanti edifici pubblici che sorgevano sul lato breve del foro e nella fascia immediatamente adiacente (curia, comitium, macellum).

Allo scavo si è accompagnato anche in questa occasione il restauro del monumento: eseguiti i drenaggi necessari, le lacune della pavimentazione sono state colmate da riporti di ghiaia, inoltre si è effettuata la sostituzione della scarpata inerbita, sottostante la strada moderna, con un paramento in blocchi di tufo. La conseguente verticalizzazione della parete è stata motivo di una nuova importante acquisizione: sul lastricato così riscoperto è apparsa la parte finale di un'iscrizione pavimentale (la parte iniziale potrebbe essere ancora celata dalla strada), di cui restano gli incavi per le lettere bronzee (con gli incassi per saldarle alla pietra)        [---]AVIT (fig. 3).

Fig. 3 -  Aquileia, foro romano, settore occidentale: lastra della pavimentazione, al di sotto della scarpata stradale, con parte finale di iscrizione in lettere bronzee di cui restano il solco ed i fori di incasso  [---]AVIT.

Da confronti con casi analoghi (Terracina, Sepino, in Italia settentrionale il foro di Veleia), si può ipotizzare trattarsi del ricordo di un'opera evergetica da parte di un magistrato, molto verosimilmente la pavimentazione della piazza, indicata dal termine [STR]AVIT.

Non si registrano significative novità, rispetto a quanto già noto, relativamente alle fasi di abbandono e spoliazione del foro (che ebbe un'ultima serie di importanti interventi agli inizi del IV sec. d.C. e venne abbandonato a partire dal successivo): si è riconosciuto anche in questa occasione (sebbene con spessori più ridotti) lo strato torboso, che denuncia il progressivo impaludamento dell'area, naturalmente depressa; lo ricoprono i consueti livelli di distruzione, con potenti accumuli di scaglie e materiale di scarto. Un successivo utilizzo del suolo, non meglio precisabile, è denunciato dalla presenza di canali e fosse.

La generale scarsità di materiale ceramico non consente ulteriori precisazioni cronologiche rispetto alla sequenza precedentemente accertata; a questa in compenso è possibile rifarsi per la correlazione delle unità ora indagate, delle quali si è proceduto per la prima volta al campionamento per analisi paleobotaniche, a partire dai livelli sterili precedenti all'impianto del foro fino a quelli di abbandono: i risultati, in corso di elaborazione, potranno fornire quindi un quadro dell'ambiente e segnatamente della vegetazione nell'area circostante nella sua evoluzione diacronica.

Paola Ventura

Bibliografia / Cartografia

  • L. Bertacchi, Il Foro romano di Aquileia. Gli studi, gli interventi e le principali scoperte fino al marzo 1989, in AquilNost, 60, 1989, cc. 33-112
  • P.P. Casari, Iuppiter Ammon e Medusa nell'Adriatico nordorientale. Simbologia imperiale nella decorazione architettonica forense, Roma, 2004
  • F. Maselli Scotti, L. Mandruzzato, C. Tiussi, Primo impianto coloniario di Aquileia: l'area tra foro e macellum, in Forme e tempi dell'urbanizzazione nella Cisalpina (II secolo a.C.-I secolo d.C.), Atti delle Giornate di Studio (Torino, 4-6 maggio 2006), Firenze, 2007, pp. 35-40
  • F. Maselli Scotti, M. Rubinich, I monumenti pubblici, in Moenibus et portu celeberrima. Aquileia: storia di una città, a cura di F. Ghedini, M. Bueno, M. Novello, Roma 2009. pp. 93-110, in part. pp. 93-100