Guastalla (RE), loc. Pieve, Via Solarolo. Edificio rustico

Guastalla - Solarolo_Inquadratura generale dell’area di scavo vista dall’alto
Tipologia bene scavato
Struttura abitativa - Abitazione
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Reggio Emilia
Comune
Guastalla
Localizzazione specifica
Loc. Pieve
Coordinate geografiche
44° 54’ 45.03” N 10° 39’ 50.30” E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2010, 2011
Responsabile di cantiere
Massimo Brutti - AR/S Archeosistemi Villa Sesso (RE)
Responsabile scientifico
Anna Rita Marchi
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nell’area in oggetto, durante i lavori per la realizzazione di un edificio all’interno del piano particolareggiato di iniziativa privata P.P.4 Lotti 1,2,3, alla profondità di 3 m dal piano di campagna, è stata individuata una porzione di un edificio rustico di età romana, la cui costruzione si colloca tra il I sec.a.C. e il I sec. d.C. (fig. 1).

Fig. 1 Inquadratura generale dell’area di scavo vista dall’alto

Lo scavo ha interessato un settore che comprende una parte dell’area cortilizia, una del deambulacro, un grande ambiente con pilastri ed una zona esterna dell’edificio. Attualmente non è  possibile ipotizzare la reale estensione dell’edificio (Fig. 2).

Fig.2 Panoramica del deambulacro

Le differenti fasi individuate ci consentono di ipotizzare che esso fu abitato almeno fino al III sec. d.C. Dopo il suo abbandono le strutture murarie vennero sigillate da un deposito alluvionale poco consistente, sopra al quale si impostò un’ultima fase di frequentazione collocabile tra il IV ed il V sec. d.C., coperta a sua volta da una serie di alluvioni dello spessore complessivo di oltre 3 m.

Fase 1

Si tratta del periodo più antico dell’insediamento. E’ stato possibile identificare alcune aree con piattaforme di combustione e scarichi di materiale concotto. Queste strutture sono probabilmente da riferirsi ad un’area produttiva esterna all’impianto insediativo. I materiali ceramici sono databili tra il I sec. a.C. ed  il I sec. d.C.

Fase 2

Rappresenta il momento della costruzione di un grande edificio civile, probabilmente da riferirsi al I sec. d.C.

Di esso è stato possibile  identificare  un grande ambiente, probabilmente un magazzino, con contrafforti interni posti a distanza regolare,  parte del cortile interno dotato di pozzo, alcuni pilastri che dovevano sorreggere un porticato con la funzione di collegare l’area cortilizia agli ambienti veri e propri.

Fase 3

E’ la fase di massima espansione dell’edificio. E’ caratterizzata dalla  costruzione di un avancorpo nel settore esterno sud e da abbondanti riporti di materiale stabilizzante con funzione drenante in ogni settore. I materiali ceramici sono databili al I-II sec.d.C.

Fase 4

Durante il II sec. d.C. l’edificio subisce alcune importanti modifiche, tra cui si  nota la defunzionalizzazione di alcuni pilastri in favore della costruzione di altri, da intendersi di supporto a nuove coperture.

Fase 4

Questa è l’ultima fase di vita dell’insediamento. Le strutture murarie e le stratigrafie relative ai livelli di frequentazione non subiscono variazioni di rilievo rispetto alla fase precedente. Il fattore maggiormente caratterizzante è la presenza all’interno dell’area cortilizia di una serie di focolari e di alcuni  scarichi di materiale combusto, indicativi dello svolgimento di attività produttive.

Fase 5

Dopo l’abbandono, avvenuto probabilmente alla fine del III sec. d.C., le strutture murarie subiscono alcune spoliazioni funzionali all’approvvigionamento di materiale laterizio.

Successivamente il sito viene sigillato da un deposito di origine alluvionale, sopra il quale si imposta l’ultima fase di frequentazione databile al IV-V sec. d.C.

 Anna Rita Marchi