Ravenna (RA). Domus in piazza Anita Garibaldi

Ravenna, piazza Anita Garibaldi_fotoricostruzione degli ambienti mosaicati
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Ravenna
Comune
Ravenna
Localizzazione specifica
Piazza Anita Garibaldi
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2011-2012
Responsabile di cantiere
Federica Lelli
Responsabile scientifico
Chiara Guarnieri
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A
477 d.C. - 1492

Descrizione campagne

Si tratta di due interventi finalizzati alla posa in opera di due isole ecologiche interrate (scavo m 5 x 10); le indagini si sono svolte fin dall’inizio alla vista dei cittadini e sono state illustrate da cartelloni esplicativi posti ai margini dello scavo.

Il primo intervento, realizzato tra via di Roma e piazza Anita Garibaldi, ha portato in luce un tratto di pavimentazione stradale ed alcuni muri di abitazioni databili tra il XVI e il XVII secolo, che s'impostavano su terreni incoerenti, privi di stratificazioni archeologiche consistenti.

A pochi metri dal primo è stato aperto un secondo scavo (piazza A.Garibaldi) in cui sono venuti in luce un tratto di muro in laterizi databile attorno al VI secolo d.C. che venne costruito al di sopra dei resti di una domus o di una villa suburbana. Nella fattispecie sono stati individuati un cortile pavimentato a tessere bianche che ospitava una piccola vasca rettangolare, su cui affacciavano quattro ambienti mosaicati. Sul lato occidentale si trovano due ambienti a  pianta quadrangolare, uno decorato con un motivo a tappeto di esagoni contenenti fiori a sei petali (ambiente A), l’altro con un motivo decorativo ad emblema centrale (ambiente B); sul lato orientale si trovano altri due ambienti di più ampie dimensioni, uno (ambiente D) con tappeto a decorazione geometrica a stelle ed esagoni, l’altro (ambiente E) con una soglia decorata a girali vegetali ed un tappeto a scacchiera. I mosaici sono databili tra la fine I e la prima metà del II sec. d.C. Si tratta di una tipologia decorativa ampiamente diffusa in Italia settentrionale nella prima età imperiale e che trova confronti sia con pavimentazioni scoperte in passato a Ravenna che con i pavimenti della villa romana di Russi (RA)

Fig. 1 Ravenna, piazza Anita Garibaldi, fotoricostruzione degli ambienti mosaicati

Fig. 2 Ravenna, piazza Anita Garibaldi, particolare del mosaico dell’ambiente A

Quanto venuto in luce nello scavo di piazza Anita Garibaldi è di un  certo interesse  perché a Ravenna, data l'estrema profondità di giacitura, sono piuttosto rari i rinvenimenti riferibili a fasi di età imperiale. Un ulteriore motivo d'interesse è dato dalla sua collocazione urbana; nell’area indagata, marginale alla città romana, si ipotizzava infatti si trovasse la Fossa Augusta, un ampio canale che metteva in comunicazione il centro urbano al porto. Una serie di sondaggi penetrometrici  realizzati negli anni ’60 del secolo scorso proprio sotto il Liceo Classico Dante Alighieri (posizionato lungo il fianco sud del secondo scavo) avevano consentito di individuare un’imponente struttura con andamento N-S da taluni studiosi connessa appunto con la sponda orientale della Fossa Augusta, da altri interpretata come un’infrastruttura a difesa della battigia. La Fossa Augusta venne presumibilmente chiusa alla fine del V secolo d.C., quando sul suo corso fu realizzata la Platea Maior, la strada principale di epoca bizantina.

I nuovi rinvenimenti impongono ora una revisione delle ipotesi finora proposte per quest’area della città.