Copparo (FE), Coccanile di Copparo. "Il Viarolo"

Il Viarolo, Coccanile di Copparo (FE) 2010. Foto zenitale del Settore A1. Strutture e vasca di lavorazione.
Tipologia bene scavato
Insediamento - Azienda agricola
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Ferrara
Comune
Copparo
Localizzazione specifica
Il Viarolo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Sponsor
Comune di Ro (FE); Agire Sociale - Centro Servizi del Volontariato di Ferrara
Tipologia finanziamento
Comune di Ro (FE): contributo di E. 1600 per scavo archeologico; Agire Sociale - Centro Servizi del Volontariato di Ferrara E. 1500, per rimborso spese agli archeologi, acquisto viveri e per la fase di formazione iniziale dei volontari.
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Maurizio Molinari
Responsabile scientifico
Caterina Cornelio Cassai, Valentino Nizzo
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Il progetto ha previsto in via preliminare due fasi: la prima con due incontri preparatori con i volontari, la seconda con ricognizioni di superficie sul sito. Le indagini archeologiche nel sito sono state eseguite nell’area tra il canale Andio e il suo fosso adduttore attraverso l’esecuzione di una trincea - fino alla testa dei depositi archeologici in parte intaccati dalle arature - lunga m 123, larga m 1,50 e orientata da S a N (Trincea A) (fig. 1).

Fig. 1 - Il Viarolo, Coccanile di Copparo (FE) 2010 Trincea A vista da sud

Altre tre trincee sono state eseguite ad iniziare da questa in senso ortogonale, lunghe rispettivamente poco più di una quarantina di metri e larghe sempre m 1,50 (fig. 2).     

Fig. 2 - Il Viarolo, Coccanile di Copparo (FE) 2010. Trincee D e B viste da E.

Si segnala anche l’esecuzione di pozzetti di approfondimento all’interno delle trincee a distanze variabili tra loro. Dopo una prima pulizia, in corrispondenza di rinvenimenti strutturali significativi, è seguito l’allargamento di alcuni settori, A1, A2, D1 e D2 (fig. 3).

Fig. 3 - Il Viarolo, Coccanile di Copparo (FE) 2010 (Il Viarolo). SETTORE D1 - D2 Fotomosaico color elaborato

Nel tentativo di circoscrivere l’area dell’insediamento sono inoltre stati eseguiti una ventina di saggi manuali di circa cm 80 x 80, i quali hanno portato a ca. m quadrati 538 complessivi esplorati.

Gli scavi hanno intercettato i resti in gran parte spogliati di porzione di un ampio edificio (I sec. a.C.-I. sec. d.C.) orientato ca. in senso E – O e caratterizzato da un porticato settentrionale a quattro pilastri, dei quali si conservavano 3 plinti, al quale si affacciava nel tratto centrale l’unico vano pavimentato in opus signinum, purtroppo mal conservato. La maggior parte delle strutture di fondazione erano spogliate, salvo alcuni lacerti in mattoni sesquipedali e il tratto di chiusura dell’edificio verso E che era caratterizzato da frammenti laterizi posati quasi di taglio. Lungo e all’esterno dei plinti correva una canaletta di laterizi, della quale si conservava solo il tratto iniziale occidentale, mentre lungo il limite S dell’edificio era presente una canaletta sempre in laterizi ma abbastanza ben conservata anche se con indizi evidenti di rifacimento. Il resto dell’area esplorata ha evidenziato la presenza di resti strutturali di ambienti lavorativi associati in esterno a piani d’uso in battuto e in laterizi (tra questi un piano di cottura), a fossi o canali di drenaggio e a vasche. Si trattava in sintesi di una corte ad economia agricola composta da un lungo edificio centrale porticato, circondato da diversi piccoli edifici e strutture presumibilmente destinati alla trasformazione dei raccolti (fig. 4).

Fig. 4 - Il Viarolo, Coccanile di Copparo (FE) 2010. Foto zenitale del Settore A1. Strutture e vasca di lavorazione.

Ancora in fase di studio la documentazione raccolta nel Settore A2, posto appena oltre il limite settentrionale dell’insediamento. Settore caratterizzato da buche riempite di resti carboniosi che avvolgevano alcune olle disposte diritte e contenenti pochi resti ossei bruciati (tombe?).

 Maurizio Molinari