Cassano d’Adda (MI). Tombe d’epoca longobarda con guarnizioni di cintura di bronzo

Fig. 4. Cassano d’Adda. Metanodotto. T. 4, il set di guarnizioni da cintura di tipo “canonico”.
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - necropoli
Regione / Stato estero
Lombardia
Provincia
Milano
Comune
Cassano d'Adda
Localizzazione specifica
Cascine San Pietro
Coordinate geografiche
x - 45°30’36’’ - y - 9°31’54’’ 1541593.3 E- 5039752.8 N
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Finanziamento SNAM Rete gas in applicazione L.163/2006
Entità finanziamento
15.000,00
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Silvia Gatti (Lostudio s.n.c.)
Responsabile scientifico
Laura Simone Zopfi
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nell’estate del 2010, a nord della frazione Cascine San Pietro posta sulla sponda sinistra del fiume (fig. 1), seguendo la posa in opera di un metanodotto è stato rinvenuto un gruppo di sette tombe concentrate in un’area di circa m 12 x 12 e conservate per non più di cm 20. Avevano fondo lastricato da frammenti di laterizi e spallette costituite da filari di frammenti laterizi e grossi ciottoli. In due casi un laterizio fungeva da cuscino cefalico. Erano orientate E-O, con il capo dell’inumato a ovest e disposte in tre file N-S (fig. 2).

Fig. 1 – Cassano d’Adda. Metanodotto. Localizzazione dell’area della necropoli (1:25000).

fig. 1 – Cassano d’Adda - metanodotto. Localizzazione dell’area della necropoli (1:25000).

 

Fig. 2 - Cassano d’Adda. Metanodotto. Ubicazione dell’area di intervento e planimetria delle tombe.

fig. 2 - Cassano d’Adda - metanodotto. Ubicazione dell’area di intervento e planimetria delle tombe.

La tomba 4, quella meglio preservata dell’intero gruppo, conteneva lo scheletro, supino e con arti superiori distesi lungo il tronco, in discreto stato di conservazione. Elementi pertinenti ad un set di guarnizioni di bronzo da cintura, ornate da borchie applicate, erano ancora in situ (fig. 3), sopra e sotto le ossa del bacino. Dato abbastanza rilevante, perché dimostra sia che le cinture facevano parte dell’abbigliamento con cui l’individuo era stato sepolto, sia che la loro posizione ricalca e conferma le varie ricostruzioni di cinture proposte per l’Italia e per i Paesi transalpini.

Fig. 3 - Cassano d’Adda. Metanodotto. T. 4, particolare della disposizione delle guarnizioni intorno al bacino.

 

 

fig. 3 - Cassano d’Adda - metanodotto.Tomba 4, particolare della disposizione delle guarnizioni intorno al bacino.

 

 

 

Elementi simili provengono dalla tomba 7, anch’essi in situ, mentre un’altra sepoltura aveva soltanto una fusaiola biconica trovata all’altezza del busto. Le restanti erano prive di oggetti.

Della terza fila, l’ultima in direzione ovest, si è conservata, peraltro in pessime condizioni, soltanto la parte inferiore di una tomba (tomba 5) in fossa terragna, con sporadici frammenti ossei di piccolissime dimensioni ma, al centro della fossa, un set di guarnizioni da cintura decorate in I/II Stile zoomorfo da datarsi entro la metà del VII secolo.

I primi risultati delle analisi antropologiche sugli scheletri di cinque sepolture non hanno restituito molte informazioni, tranne la diffusa presenza di usura dentaria e di artrosi. Si tratta comunque di individui adulti.

Le guarnizioni da cintura delle tombe 4 (fig. 4) e 7 sono del tipo definito “canonico” o tipo S. Maria di Zevio, caratterizzato da forme proporzionate e regolari, margini delle placche netti, estremità delle placche e delle controplacche a scudetto smerlato (come la base dell’ardiglione), borchie ornamentali a su coroncina di base a filo ritorto o zigrinata.

Fig. 4. Cassano d’Adda. Metanodotto. T. 4, il set di guarnizioni da cintura di tipo “canonico”.

 

 

fig. 4 - Cassano d’Adda - metanodotto. Tomba 4, il set di guarnizioni da cintura di tipo “canonico”.

 

 

Questo tipo di guarnizioni, che si sviluppa attorno al 600 e si diffonde soprattutto nelle regioni settentrionali della penisola, ha sia ampia diffusione, sia lunga durata nel tempo. Per i contorni a taglio netto e le sagome non ancora allungate, le guarnizioni delle tombe 4 e 7 possono rientrare nei tipi databili tra i primi anni e la prima metà del VII secolo.

Un’attenzione particolare merita il set della tomba 5 con le belle decorazioni che lo caratterizzano (fig. 5). I diversi elementi mostrano differenze nell’elaborazione dello Stile zoomorfo: l’ardiglione della fibbia richiama il I Stile, per le zampe ungulate e le cosce animali simmetricamente contrapposte e rese in ogni dettaglio, mentre gli intrecci che ornano la placca e la controplacca - con bordo marcato da teste animali e specchi centrali con l’intreccio di un unico animale - nonché la placchetta con ben evidenziate le cosce e le zampe ungulate, ricordano ancora la transizione tra I e II Stile, costituendo una fase di elaborazione del motivo ad intreccio, che non è ancora compiuto. Per questi motivi sembra appropriata una datazione entro i primi decenni del VII secolo.

Fig. 5 - Cassano d’Adda. Metanodotto. Tomba 5, il set di guarnizioni da cintura in I-II stile zoomorfo.

 

 

fig. 5 - Cassano d’Adda - metanodotto. Tomba 5, il set di guarnizioni da cintura in I-II stile zoomorfo.

 

 

 

La raffinata decorazione dei puntali, invece, richiama le iconografie delle più preziose guarnizioni di ferro ageminato e si caratterizza per una più proporzionata relazione tra motivi ad intreccio (corpi nastriformi) e dettagli zoomorfi (teste animali), rispecchiando la tendenza generale del II Stile ad accentuare gli intrecci, che possono mostrare un’esecuzione più o meno sciolta ed elaborata. I puntali possono essere considerati, quindi, leggermente più recenti della fibbia, e da attribuirsi ad un momento che, in ogni modo, non oltrepassa la metà del VII secolo. Le variazioni esecutive dell’ornato, nei diversi elementi della cintura della T. 5, sembrano indicare un’elaborazione stilistica in corso da parte degli artigiani che le realizzarono in momenti successivi. Il set, quindi, potrebbe essere frutto dell’assemblaggio di oggetti caratterizzati, più che da una produzione diversa, da una lieve differenza di cronologia.

Degna di ulteriore notazione è l’incisione del motivo a croce a bracci patenti praticata sulla base del puntale più grande. È stata realizzata in un secondo momento rispetto alla fusione e stampo dell’oggetto, la cui ornamentazione - come quella dell’intero set - è ancora legata a ideologie pagane: potrebbe rappresentare il segno di un sincretismo culturale fra tradizione pagana e nuova fede cristiana, manifestato da un atto di volontaria “cristianizzazione” dell’oggetto.

Laura Simone Zopfi

Bibliografia / Cartografia

Simone Zopfi L., Sepolture di epoca longobarda con guarnizioni da cintura di bronzo a Cassano d’Adda e Pozzuolo Martesana (MI),in www.fastionline.org/docs/FOLDER-2011-it-2011-236.pdf.

De Marchi P. M., Simone Zopfi L., Cassano d’Adda (MI) e Montichiari (BS): sepolture con manufatti selezionati, significato sociale e circolazione di prodotti in Necropoli longobarde, Atti Convegno Internazionale, Trento 26-28 settembre 2011, (in corso di stampa).