Roma. Necropoli etrusco-romana di via Valle Santa

Via Valle Santa. La tomba VI in corso di scavo. Misurazione
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - necropoli
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Roma
Localizzazione specifica
Via Valle Santa (municipio XIX).
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Privato
Anno campagna di scavo
2011 - 2012
Responsabile di cantiere
Alessio De Cristofaro
Responsabile scientifico
Clementina Sforzini
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Indagini archeologiche, preliminari alla realizzazione di un progetto edilizio, hanno portato nel 2011 alla scoperta di una necropoli utilizzata da epoca etrusca ad epoca imperiale romana.

L'area si presenta come nettamente divisa in due settori da un canale di origine naturale (poi certamente usato come passaggio e tagliata viaria antica), che l'attraversa con andamento sudovest-nordest. A sudest di esso, sull'alto di un pianoro tufaceo, è stato individuato un nucleo sepolcrale ben distinto e delimitato, comprendente almeno cinque tombe a camera (del tipo detto “a tramite”), con deposizioni intatte, di epoca etrusca, databili fra la fine del VI e gli inizi del IV secolo a. C. La disposizione topografica di quattro di tali tombe – vicinissime e pressochè tangenti fra di loro, disposte lungo una unica fila – unitamente all' uso esclusivo del rito incineratorio, ed al corredo ceramico e metallico di qualità, indica chiaramente  la loro appartenenza ad un solo gruppo famigliare di alto rango, e rende la scoperta di particolare interesse nel quadro della storia del territorio veiente.

Intorno, sparse su tutto il pianoro, sono sepolture di epoca imperiale romana, sia con incinerazioni entro pozzetto, che con inumazioni entro fosse ed alla “cappuccina”, inoltre è stato individuato un ustrinum. Il canale/tagliata è elemento centrale nell'organizzazione spaziale della necropoli ed accentratore di tali evidenze: tutte le sepolture sono ad esso collegate in qualche modo e si addensano in particolare ai suoi lati. Alcune sepolture romane sono nello stesso terreno di riempimento del canale  e ne datano l'abbandono ed il totale reinterro. Materiale ceramico di epoca  repubblicana – raccolto nel riempimento di pozzi e cunicoli di incerta datazione - prova la frequentazione continua del sito, anche se non è ancora possibile definirne la provenienza originaria. Benchè le moderne lavorazioni agricole abbiano asportato i livelli superiori della necropoli, le camere funerarie di epoca etrusca, sigillate dai riempimenti antichi e poi dai riporti moderni, hanno restuiti intatti i corredi e soprattutto le tracce del rituale funerario. Esse sono risultate tipologicamente identiche, ovvero costituite da un modesto vestibolo a cielo aperto e a pianta rettangolare, interamente ricavato nel banco tufaceo e dotato su di un lato di una breve scalinata. Nella parete di fronte alla scalinata sono scavate le nicchie, chiuse da tegole, destinate ad accogliere il cinerario del defunto con il suo piccolo corredo funebre. Sempre sono stati rinvenuti in situ i resti cremati del defunto e il corredo di accompagno. Nel caso della tomba I le ceneri del defunto erano state deposte all'interno di un'olla biansata in ceramica depurata suddipinta in rosso (tardo sub-geometrica) e il modesto corredo era costituito da una kylix in impasto bruno e da due chiodi (uno in ferro e l'altro in bronzo) utilizzati verosimilmente in funzione di amuleti apotropaici. Nel vestibolo era un piatto in impasto, deposto intenzionalmente fratturato di fronte all'ingresso della nicchia assieme a quelli che sembrano essere resti di un pasto rituale. Nella tomba III il cinerario era invece costituito da uno stamnos in impasto bruno chiuso da un piattello-coperchio, mentre il corredo, più ricco, prevedeva uno specchio in bronzo circolare, un'oinochoe ed una glaux in ceramica depurata. La tomba VI (fig. 1) ha restituito i corredi più ricchi, fra i quali in particolare si distingue un corredo femminile con ceramica attica a figure rosse, un alabastron e due aryballoi in pasta vitrea (fig. 2).

Via Valle Santa. La tomba VI in corso di scavo  fig 1 - Via Valle Santa. La tomba VI in corso di scavo

Via Valle Santa. Tomba VI: deposizione C in corso di scavo  fig. 2 - Tomba VI: deposizione C in corso di scavo

La necropoli testimonia l'occupazione dell'area in esame da parte di un piccolo gruppo di aristocratici veienti, occupazione finalizzata al possesso della terra e al controllo delle risorse naturali, secondo modalità già individuate come proprie dell'espansione veiente fra il VI ed il V secolo a.C.

 

                                                                                                       Clementina Sforzini

Bibliografia / Cartografia

Cartografia

I.G.M. Foglio 149, I. N.O. “TORRIMPIETRA”