Albenga (SV). Edificio di età romana

Albenga_L’edificio in corso di scavo con i vani presentanti bonifica di anfore
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Bottega
Regione / Stato estero
Liguria
Provincia
Savona
Comune
Albenga
Localizzazione specifica
Albingaunum
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2010, 2011
Responsabile di cantiere
Eleonora Torre (direttore di cantiere), Ottavio Malfitano, Lucia Angeli
Responsabile scientifico
Francesca Bulgarelli (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria)
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Ad Albenga in Via Milano, nel corso della costruzione di un edificio appartenente al nuovo polo scolastico educativo della Diocesi di Albenga-Imperia nel novembre 2010 venivano individuati, in un settore al momento non edificato e destinato a parcheggi interrati, resti di strutture murarie in associazione con un’area di frammenti fittili e materiale da costruzione di età romana. L’evidenza archeologica portava a concordare un programma di indagini preventive alla costruzione dei parcheggi interrati; l’intervento di indagine anche trasformato in scavo archeologico stratigrafico per oltre 12 mesi, ha potuto contare su di una condivisione degli spazi e dei cantieri, quello archeologico ospitato nel cuore del cantiere edilizio, senza causare problemi insuperabili di convivenza e di contemporaneità. Il cantiere edile proseguiva intono allo scavo archeologico senza alcun giorno di sospensione.

Lo scavo ha individuato i resti di una struttura la cui superficie era pari a ca. 150 mq suddivisa, nella fase più tarda visibile,  in cinque vani due dei quali presentavano a livello del sottopavimento una situazione di bonifica realizzata con anfore inserite sia verticalmente sia orizzontalmente.

Albenga_L’edificio in corso di scavo con i vani presentanti bonifica di anfore

La bonifica, realizzata evidentemente per  risanare l’edificio dalla risalita dell’acqua di falda, particolarmente insistente in questo settore di Albingaunum, era strutturata con anfore di produzione centro italica, gallica e ispanica databili tra lo scorcio del I sec. a.C. e il pieno I secolo che attestano l’attività commerciale e i consumi alimentari dell’insediamento nella prima età imperiale. 

L’edificio, parzialmente impostato su un impianto precedente di cui si sono identificati labili tracce, si apriva su di uno spazio aperto lastricato – una corte o forse il margine di una strada -  con un porticato, parte del quale viene trasformato nelle successive modifiche in area interna. I resti di una struttura esterna interpretabile come scala lasciano ipotizzare un secondo piano. In uno dei vani si conservava un brano di intonaco parietale con motivi geometrici lineari in nero su fondo bianco.

L’abbondante materiale ceramico, ancora in corso di verifica e di restauro, numismatico e metallico, indirizzano ad una datazione entro il III secolo; in particolare le numerose monete consentono di  ipotizzare un abbandono dell’area nella seconda metà del III secolo forse per cause legate all’aggravarsi della situazione idrogeologica,  come evidenziano le tracce assegnabili a tentativi di bonifica mediante pozzi e opere di drenaggio scavati esternamente al complesso.

L’edificio portato in luce per l’abbondanza di anforacei e di ceramiche da mensa, la relativa quantità di monete, l’assenza di decorazione parietale e pavimentale – rarissime le tessere musive - fa propendere per un edificio a carattere pubblico o piuttosto commerciale, in cui venivano stoccati e somministrati cibi e bevande.

Va notato infine che il complesso è posto immediatamente al di fuori della città murata le cui attuali mura di epoca medievale si ritiene ricalchino il perimetro della città repubblicana, lungo quella che potrebbe identificarsi con una delle strade che conduceva alla piana orientale di Albenga.

Non lontano dall’edificio  sorgeva la necropoli settentrionale della città, con monumenti funerari e tombe a incinerazione – da una di queste proviene il famoso piatto blu - datati tra il I e il V sec. d.C. allineati lungo una viabilità parallela in uscita dalla città.

La vocazione funeraria di questo settore, ove si conservano i resti della basilica cimiteriale dedicata al S. Vittore, si perpetua anche nel tardoantico e nell’altomedioevo, con inumazioni tarde che si inseriscono tra le tombe di età imperiale- ma non tra i resti del complesso recentemente portato in luce.

Francesca Bulgarelli