Cagliari (CA). Chiesa di Santa Lucia

Cagliari_Chiesa S. Lucia_rudere della chiesa di santa Lucia nel quartiere di Marina a Cagliari
Tipologia bene scavato
Struttura per il culto - Edificio di culto
Regione / Stato estero
Sardegna
Provincia
Cagliari
Comune
Cagliari
Localizzazione specifica
Castello
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Entità finanziamento
Euro 50.000,00
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Stefania Dore
Responsabile scientifico
Donatella Mureddu, Rossana Martorelli
Datazione bene scavato: DA
1493 - 1900
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Tra ottobre e dicembre 2011 si è svolta una campagna di scavo nello spazio antistante il rudere della chiesa di Santa Lucia a Cagliari (fig. 1); l’indagine è il prodotto della collaborazione di quattro enti: Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, Soprintendenza per i Beni Architettonici S.BAP.S.A.E. di Cagliari, Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-Artistiche dell'Università di Cagliari e Facoltà di Architettura dell'Università Cagliari, ed è scaturita dalla grande potenzialità archeologica del sito ubicato in uno dei quartieri storici della città.

fig. 1_rudere della chiesa di santa Lucia nel quartiere di Marina a Cagliari

La campagna di scavo 2011 costituisce uno stralcio inserito in un più ampio progetto di recupero del rudere della chiesa avviato nel 2005 dalla Parrocchia di Sant'Eulalia e dall'Associazione Storia della Città, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici S.BAP.S.A.E. di Cagliari, con la Soprintendenza per i Beni archeologici di Cagliari e con il Comune di Cagliari. Il progetto è finalizzato alla fruizione del monumento e alla musealizzazione dei reperti, mediante le indagini archeologiche e le ricerche d'archivio. Il rudere del monumento, di cui restano le cappelle di dx. e parte del presbiterio, risale ai primi del Seicento ed è l’esito della demolizione avvenuta nel 1947. L’impianto della chiesa prevedeva un presbiterio quadrato, ai lati del quale insistevano due sacrestie, tre cappelle per lato, e due piccoli ambienti sulla prima campata di cui uno pertinente al campanile. La chiesa è attestata dai documenti d’archivio dal 1119 col nome di Santa Lucia di Civita, come possedimento dei monaci Vittorini e, in seguito, nel 1263 è l’unica chiesa del quartiere di Lapola ad essere visitata dall'arcivescovo di Pisa Federico Visconti. La ricerca archeologica nasce dunque con lo scopo di recuperare le tracce delle trasformazioni architettoniche legate alla vita della chiesa tra la rifondazione seicentesca e il 1947, anno della demolizione, e di indagare le precedenti fasi, non ultima la chiesa medievale. L’indagine ha avuto come oggetto un saggio di forma quadrangolare (lato 8 m ca.) individuato in corrispondenza del presbiterio e di una parte della navata, e la seconda cappella a Nord-Est. Lo scavo nel presbiterio ha consentito di riportare in luce parte dell’ultimo impianto dell’edificio: le creste delle strutture murarie che delimitavano a Sud e a Est il presbiterio, l’isola dell’altare, la seconda sacrestia e la scalinata che metteva in comunicazione il presbiterio con la navata. Nello spazio indagato sono stati individuati diversi lacerti di pavimentazione pertinenti a varie fasi di vita dell’edificio (fig. 2); essi coprono un arco cronologico che va all’incirca dal XVII sec. fino al XX sec.

fig. 2_lacerto pavimentazione XVII sec.

Intorno all’isola dell’altare sono state individuate delle sepolture in cassa lignea; le due indagate erano pertinenti a individui di sesso maschile, prive di corredo e databili in base alla stratigrafia dalla prima metà del XVII sec. alla metà del XVIII sec.; in entrambi i casi lo scheletro era completo e composto (fig. 3).

fig. 3_sepoltura rinvenuta a ridosso dell’altare

Al di sotto dello spazio a Sud/Ovest del presbiterio, dove è stata localizzata la seconda sacrestia, è stato individuato un ambiente ipogeico, esso si estende per 5m ca e la copertura, a botte, si conserva in opera per una modesta porzione, della restante parte sono documentati in situ i mattoni crollati. L’ambiente è ricolmo di terra di riempimento e solo la prosecuzione delle indagini fornirà ulteriori indicazioni circa la funzione, potrebbe verosimilmente trattarsi di una cripta. L’indagine all’interno della seconda cappella laterale a Est, ha consentito di mettere in evidenza parte dell’ultima pavimentazione in cementine bianche e nere, localizzate a ridosso delle murature perimetrali, e delle sepolture databili al XVII sec. La prosecuzione dell’indagine, già prevista per i primi mesi del 2012, prevedrà l’ampliamento dell’area d’indagine e il completamento delle ricerche già avviate e descritte in questa sede.

Bibliografia / Cartografia

  • M. Cadinu, I documenti d’archivio per la storia del rudere della chiesa di Santa Lucia della Marina di Cagliari, in Notiziario Archivio Storico Diocesano, anno VIII dicembre 2010, pp. 18-28

Link esterno

www.santaluciacagliari.com