Canelles - Selargius (CA). Insediamento eneolitico

Selargius_insediamento eneolitico Canelles: panoramica sulle sacche in corso di scavo nel 2011.
Tipologia bene scavato
Insediamento - Tracce di insediamento
Regione / Stato estero
Sardegna
Provincia
Cagliari
Comune
Cagliari
Localizzazione specifica
Canelles
Coordinate geografiche
39°15’38.48”N 9°09’37.62”E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Sponsor
Proprietari del terreno
Tipologia finanziamento
Fornitura manodopera e attrezzi da scavo
Entità finanziamento
Non finanziato
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Patrizia Fenu
Responsabile scientifico
Maria Rosaria Manunza
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Da Agosto a Dicembre 2011 si è svolta l’annuale campagna di scavo nell’insediamento eneolitico di Canelles in corso di scavo dal 1994 sotto la direzione scientifica di Maria Rosaria Manunza. 

Situato nell’entroterra del golfo di Cagliari, lungo i margini sudorientali di un piccolo stagno bonificato in età moderna, alla periferia settentrionale del moderno abitato di Selargius, è espansione, verso Ovest, del più antico villaggio di Su Coddu il cui nucleo più antico è ascrivibile alla cultura di Ozieri. Il villaggio era costituito da un complesso di abitazioni collegate fra loro da spazi aperti  nei quali la comunità primitiva trascorreva la maggior parte del tempo, come dimostra anche la presenza di focolari all’aperto. Le sacche, a ca.  m 0,40-0,50 dal piano di campagna, sono di forma per lo più circolare, ma non mancano esempi bilobati oppure ellittici, irregolari, o , in alcuni casi complessi e costituiti da un numero maggiore di vani con destinazioni diverse: pozzi, silos per la conservazione delle derrate, spazi per gli animali domestici o destinati alla macinazione dei cereali.

 Le sacche restituiscono abbondanti resti di pasto, reperti litici come pestelli, picchi da scavo, macine e macinelli, punte di freccia, lame e altri strumenti in ossidiana, punte di zagaglia in osso, frammenti ceramici della facies culturale subOzieri pertinenti a scodelle, ciotole carenate, vasetti biconici. I reperti rinvenuti attestano diverse attività: la raccolta di molluschi, praticata nel vicino stagno, documentata dai resti di pasto, la caccia, documentata dalle punte di freccia in ossidiana e dalle punte in osso, l’allevamento, di cui resta testimonianza nelle ossa degli animali, l’agricoltura, documentata da reperti litici come pestelli, picchi da scavo, macine e macinelli. Tra le attività domestiche, oltre all’industria ceramica, si segnala la tessitura, documentata dalle fusaiole. Non mancano ornamenti personali quali vaghi di collana in ceramica e pendenti tratti da conchiglie forate. L’attività metallurgica, già attestata da diversi elementi quali la presenza di un crogiolo con tracce di materiali sottoposti ad alte temperature, è documentata in quest’ultima campagna da una lesina con doppia punta in rame, che si aggiunge a quelle rinvenute nelle precedenti campagne di scavo.

L'industria  ceramica mostra due aspetti: la ceramica d’impasto ben depurato, di color giallo-bruno chiaro, dipinta di rosso, riferibile per lo più a forme di vasi  a collo, con anse ad occhi  e quella d’impasto medio fine con sfumature di colore dal bruno al grigio con superfici lucidate a stecca, riferibile a vasi tripodi, scodelle, tegami, vasi a cestello, fusaiole; lisci o con rare decorazioni ad incisione.

L’industria litica comprende oltre alle punte di freccia con codolo e alette, lamelle e raschiatoi in ossidiana, accettine in roccia dura, pestelli, picchi da scavo, macine e macinelli.

La presenza di frammenti di intonaco con tracce di incannucciato attesta che le capanne erano intonacate con malta di fango. E' dunque plausibile che l'elevato delle capanne fosse realizzato in mattoni di fango. E' plausibile anche che, in taluni casi, il pavimento di queste capanne non poggiasse sul fondo delle sacche, che spesso è molto irregolare, ma fosse sopraelevato e realizzato in legno.

Bibliografia / Cartografia

  • M.R. Manunza, Selargius, località Su Coddu (Cagliari), BArch, 41-42, 1994-1996 p. 235.
  • M.R. Manunza, L’industria litica dai nuovi scavi (1994 -2003) nel villaggio di Su Coddu-Canelles (Selargius, CA), in L'ossidiana del Monte Arci nel Mediterraneo. La ricerca archeologica e la salvaguardia del paesaggio per lo sviluppo delle zone interne della Sardegna, Atti del II Convegno Internazionale (Pau, 28-30 novembre 2003), Cagliari 2004, pp. 249-253.
  • M.R. Manunza c.d.s.: Nuovi scavi a Su Coddu – Canelles (Selargius-Ca). Notizia Preliminare, QuadCagliari, 23.