Olbia (OT). Prima campagna di scavo nel sito “Nuraghe di Punta Nuraghe” a Porto Rotondo

Porto Rotondo_Il monumento a conclusione della prima campagna di scavo
Tipologia bene scavato
Sito non identificato - Edificio
Regione / Stato estero
Sardegna
Provincia
Olbia-Tempio
Comune
Olbia
Localizzazione specifica
Porto Rotondo
Coordinate geografiche
N. 41°1'42" E. 9°31'43"
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Sponsor
Consorzio di Porto Rotondo
Tipologia finanziamento
Fondi propri del Consorzio di Porto Rotondo deliberati a budget
Entità finanziamento
Euro 25.000,00
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Paola Mancini
Responsabile scientifico
Rubens D’Oriano
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Dal 18 ottobre al 15 novembre si è tenuta la prima campagna di scavi nel sito noto come Nuraghe di Punta Nuraghe, sulla sommità dell'omonimo promontorio, a Porto Rotondo. Lo scopo era di individuare l'estensione dell'area archeologica, le problematiche a essa connesse e quantificare le forze e l'entità del finanziamento necessari per lo scavo integrale del monumento e per la sua valorizzazione.
Già durante questa fase conoscitiva sono emersi aspetti di grande rilevanza: la costruzione, infatti, si è rivelata molto più articolata e complessa di quanto si pensasse.

Porto Rotondo. Il monumento in corso di scavo
Il sito rivestiva sicuramente un ruolo molto importante nel territorio in età nuragica e, presumibilmente, sino in età storica, con tutta probabilità in stretto rapporto con i traffici transmarini, vista la sua posizione a controllo visivo dell'accesso al Golfo di Cugnana.
L'indagine preliminare, inoltre, ha consentito di verificare l'assenza di altre strutture circostanti al monumento che emerge, dunque, isolato sulla collina a dominio del mare; dista inoltre diversi chilometri dai siti nuragici più vicini ed è, pertanto, ipotizzabile un suo ruolo di riferimento per le diverse comunità del territorio, indiscutibilmente in relazione anche alle genti d'oltremare.
Della struttura, quasi del tutto interrata, si individuava, prima dello scavo, la parte sommitale della piccola torre perfettamente circolare, realizzata con grandi blocchi granitici lavorati con cura, secondo una tecnica costruttiva molto avanzata e poco frequente in Gallura.
I lavori della prima campagna hanno sinora messo in luce un corpo murario aggiunto, che cinge la torre proteggendola e, in parte, nascondendola alla vista; è ancora tutta da accertare la funzione e la datazione del rifascio in relazione alla costruzione principale di sicura tecnica nuragica.

Porto Rotondo. Veduta del monumento alla fine della prima campagna di scavo

Le caratteristiche costruttive non trovano, per quanto sinora noto, elementi di uguaglianza con altri monumenti ma portano a ipotizzare, in alternativa, un'attribuzione tipologica differente da quella sinora diffusa di nuraghe. Le dimensioni ridotte della torre (circa quattro metri di diametro), l'accuratezza del suo paramento murario, la presenza di un rifascio apparentemente disordinato ma molto spesso e aggettante verso la struttura a formare una collinetta cupoliforme, i blocchi lavorati con grande cura (conci a t, pietre con una faccia a semicerchio ecc.) e altri dati ancora, concorrono a definire una struttura importante e, forse, non con una funzione, o almeno non esclusiva, di semplice torre d'avvistamento costiera.


Porto Rotondo. Il monumento a conclusione della prima campagna di scavo

Lo scavo complessivo consentirà, infine, di definire con precisione l'attribuzione cronologica, culturale e tipologica del monumento e consentirà di aggiungere un significativo tassello al quadro di conoscenze della civiltà nuragica in Sardegna.

Paola Mancini

Bibliografia / Cartografia

  • R. D'ORIANO, E. RICCARDI, Olbia (Sassari) - Porto San Paolo (Sassari) - San Teodoro (Nuoro) - Prospezioni subacquee, in Bollettino di Archeologia, 19-21, Roma 1993, pp.197-199.
  • P. MANCINI, Gallura orientale. Preistoria e Protostoria, Olbia 2010.
  • D. PANEDDA, L'agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano, Roma 1953 (1954).
  • A. TARAMELLI, Edizione Archeologica della Carta d'Italia al 100.000 - Fogli 181-182 (Tempio Pausania- Terranova Pausania), Regio Istituto Geografico Militare, XVII, Firenze 1939.