Ascoli Piceno (AP). Scavi in applicazione L. 163/2006 (anni 2009-2011)

Ascoli Piceno,ex Ospedale_frammento di antefissa
Tipologia bene scavato
Insediamento
Regione / Stato estero
Marche
Provincia
Ascoli Piceno
Comune
Ascoli Piceno
Localizzazione specifica
Centro storico
Nome antico del sito
Asculum
Coordinate geografiche
42°51’19,00” N; 13°34’31,09” E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Comunale
Anno campagna di scavo
2010-2011
Responsabile scientifico
Nora Lucentini
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Proseguono, entro il centro storico di Ascoli Piceno, le scoperte legate al controllo dei lavori pubblici che stanno finalmente definendo il quadro storico dalle sue prime fasi.
Ascoli è l'unico centro piceno cui le fonti romane riconoscono il rango di città e la sua fondazione viene collegata ad una migrazione di sabini giunti "voto vere sacro" accompagnati da un picchio. Però finora nella penisola racchiusa tra Tronto e Castellano che corrisponde alla città antica, non si aveva alcuna testimonianza sicura anteriore alla romanizzazione. Le tracce picene più consistenti collegabili alla città erano a Nord del Tronto  nella spianata di Campo Parignano  con le tombe di IX-VIII a.C. scavate nell''800  immediatamente oltre il fiume e, ancora più a nord, sulle ultime pendici dei colli, con i  resti orientalizzanti di  Forca.
Nel 2010 il rinvenimento di una coppetta lacunosa e di un frammento inciso arcaico riutilizzati in fondazioni di epoca romana in pieno centro, in via Nicolò IV, hanno suggerito la possibile  presenza di tombe sconvolte e indotto a riconsiderare i materiali informi recuperati nel 2006 a corredo di  due tombe - una  singola (T.2) e una trisoma (T.1 con 2 uomini e una donna, uno sull'altro), -  identificate tra i resti romani  nel corso di uno scavo di controllo per edilizia privata in Crs. Trento e Trieste. L'RX e il restauro hanno riconosciuto nella T.1 un pugnale a stami ben conservato di pieno  VI a.C., deposto in posizione inusuale oltre il capo, una punta di lancia e 4  fibule a due gobbe (ferro con tracce d'agemina), non attribuibili con certezza all'uno o all'altro dei sepolti. Nel 2011, a qualche decina di metri in V Curzio Rufo, sono emerse altre due tombe  a fossa, probabilmente tardo orientalizzanti, che sembrerebbero  circondate  da ciottoli, una con bacile ad orlo perlato, l'altra con ganci a pallottole  e un pendente in bronzo. Su questa base la rilettura di vecchi rinvenimenti, anche ottocenteschi, permette ora di riconoscere, all'altezza  di Corso Mazzini (il presunto decumano massimo) e più a nord, i resti di un unico (?) vasto  sepolcreto arcaico e prearcaico.
Già nel 2009 e poi nell'anno in corso, saggi preventivi, condotti entro l'ex Ospedale Mazzoni, hanno poi rinvenuto tracce insediative protostoriche. L'area si trova immediatamente ai piedi dell'Annunziata, la spianata -mai indagata- monumentalizzata con un impianto di modello ancora ellenistico ma di redazione augustea.
Accanto a lacerti di battuti, tagliati e sconvolti in epoca repubblicana, sono emersi in varie zone  frammenti della piena  e tarda età del ferro tra cui uno inciso (650-600 a.C.) riconducibile ad una produzione sabina nota a Poggio Sommavilla unico esemplare di questa classe noto in Adriatico (Fig. 1).

Ascoli Piceno,ex Ospedale: frammento tipo Poggio Sommavilla

A distanza di pochi metri un dislivello naturale è stato colmato con una successione - ancora in scavo - di strati in gran parte in deposizione secondaria ma distinti tra una sequenza  ancora picena ed una repubblicana con qualche frammento di età augustea. Quest'ultima  copre un muro a secco dal cui smontaggio proviene  un frammento  di antefissa con Potnia Theron del tipo arcaistico (Fig. 2) noto a Luni e Nemi (variamente datati tra III e II a.C.).

Ascoli Piceno,ex Ospedale: frammento di antefissa

Sarebbe dunque da ricercare in questa zona sud-occidentale, dominante sul pianoro  peninsulare, l'insediamento più antico ed una prima zona monumentalizzata, da più studiosi ipotizzata  appunto sull'Annunziata.
Già gli elementi ceramici incisi da Forca e V. Nicolò IV, per la tipologia dei decori segnalavano contatti con l'area genericamente qualificabile come sabina ma un vaso perduto da Arquata e  il frammento inciso dell'ex Ospedale indicano rapporti diretti ed esclusivi con la zona di Poggio Sommavilla. Nel materiale di collezione del Museo di Ascoli spicca inoltre un corredo maschile da Mozzano, situata nel medio Tronto sul percorso della futura salaria,  che associa dischi corazza e ganci a pallottole, rifacendosi cioè all'uso maschile di questi ultimi massicciamente attestato a Colle del forno in Sabina. Non una pura importazione dunque ma un individuo che utilizza il costume sabino.  
Nel complesso tali elementi indicano insomma nella  media valle del Tronto e nell'immediato interland ascolano non solo l'importazione di prodotti ma anche l'adozione di costumi della sabina tiberina almeno a partire dal medio-tardo orientalizzante. Sembrano dunque sconfessare le ipotesi circolate negli ultimi anni su una datazione molto tarda e un'origine appenninica o addirittura adriatica del ver sacrum citato dalle fonti  e la sua correlazione coi "sabini" pretuzi o al più con il santuario di Tiora Matiena = Teora nell'amiternino.

Nora Lucentini

Bibliografia / Cartografia

Inedito