Città della Pieve (PG). S. Donnino-Fondovalle

CittadellaPieve_tomba_coperchio1
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Tomba
Regione / Stato estero
Umbria
Provincia
Perugia
Comune
Città della Pieve
Localizzazione specifica
S. Donnino-Fondovalle
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza Archeologia dell'Umbria
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Comunale
Anno campagna di scavo
2015
Responsabile di cantiere
Clarita Natalini
Responsabile scientifico
Marisa Scarpignato
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

In località S. Donnino Fondovalle del Comune di Città della Pieve, a pochi km dal centro abitato, alla fine del mese di ottobre del 2015, è venuta casualmente alla luce la camera di una tomba etrusca scavata nell’arenaria locale.

CittadellaPieve_tomba_panoramica

Anche se i lavori relativi messa in sicurezza non sono ancora ultimati ed il materiale di corredo è in corso di studio, sembra comunque opportuno rendere noto il rinvenimento  poiché è la prima volta che Città della Pieve, centro che rientra pienamente nell’agro chiusino, restituisce un complesso tombale intatto, acquisito attraverso uno scavo stratigrafico.

Sono infatti noti rinvenimenti prevalentemente ottocenteschi di tombe con urne funerarie, però disperse in vari musei, e reperti di particolare pregio come l’urna bisome in alabastro dipinto con coppia maritale banchettante da Butarone, collina a nordovest del centro abitato, databile all’inizio del IV sec. a.C., ora al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Un altro singolare monumento etrusco, conservato proprio a Città della Pieve, all’interno di Palazzo della Corgna, è l’obelisco in arenaria del V sec. a.C., da riferire ad ambiente sacro come la mezzaluna in bronzo, ora al Museo Gregoriano Etrusco, con elegante iscrizione incisa in caratteri chiusini della fine del VI sec. a.C.

La camera tombale (mq 9 ca), preceduta da un lungo dromos, era chiusa da una porta di travertino a due battenti.

All’interno, addossato alla parte di fondo, era deposto un sarcofago di arenaria liscio, con stretta specchiatura e coperchio a doppio spiovente. Sulla cassa corre un’iscrizione in grafia capitale quadrata che ricorda laris figlio di arnth, appartenente alla gens pulfna. La parete destra era interamente occupata da un sarcofago in travertino stuccato con resti di lettere dipinte sul coperchio che rimandano sempre alla gens pulfna.

Lungo la parete sinistra erano deposte due urne di alabastro con defunti semirecumbenti ornati di collane conviviali, che poggiano con il braccio sinistro su due cuscini e tengono nella mano destra una patera ombelicata. Un’altra urna, tipologicamente affine, era collocata al centro della camera, rivolta verso l’ingresso. Sul listello del coperchio corre l’iscrizione aule pulfna peris.

Il corredo era formato tra l’altro da un’olla biansata, un’anfora di tipo greco italico e numerosi vasetti miniaturistici, oltre ad uno strigile e ad un’olpe di bronzo.

Ad un esame preliminare sembra verosimile supporre che la tomba sia stata in uso dalla prima metà del III sec. a.C. fino al II sec.a.C., anche se tale ipotesi deve essere confermata dallo studio puntuale dell’intero complesso.

È sembrato comunque opportuno rendere subito noto il rinvenimento poiché l’ipogeo appartiene alla famiglia pulfna peris, già nota nella più recente tomba del Granduca di Chiusi, esponente dell’aristocrazia chiusina in età ellenistica insieme ad un ristretto gruppo di famiglie con cui ha stretto nel tempo rapporti di parentela.

CittadellaPieve_tomba_coperchio1CittadellaPieve_tomba_coperchio2CittadellaPieve_tomba_coperchio3
CittadellaPieve_tomba_crollo della voltaCittadellaPieve_tomba_urna con iscrizione

In questo caso particolare potremmo quindi trovarci di fronte alla più antica attestazione della gens pulfna ed il suo rinvenimento proprio a Città della Pieve ne può indicare con precisione l’origine di provenienza.

Marisa Scarpignato

Bibliografia / Cartografia

E. BENELLI, Alla ricerca delle aristocrazie chiusine, in Écritures, cultures, sociétés dans les nécropoles d’Italie ancienne, Tavola rotonda 14-15 dicembre 2007, Bordeaux 2009, pp.135-159.

E. BENELLI, Le iscrizioni funerarie chiusine di età ellenistica, in StEtr LXIV, 1998, pp.225-263.

M. SCLAFANI, La tomba dei Matausni. Analisi di un contesto chiusino di età alto-ellenistica, in StEtr LXV-LXVIII, 2002, pp.121-161.

G. COLONNA, I sarcofagi chiusini di età ellenistica, in La civiltà di Chiusi e il suo territorio. Atti del XVII Convegno di Studi Etruschi e Italici, Chianciano Terme 1989, Firenze 1993, pp. 337-374

J. THIMME, Chiusinische Aschenkisten und Sarcophage der hellenistischen Zeit. Ein Beitrag zur Chronologie der etruskischen Kunst, in StEtr XXIII, 1954, pp. 25-147.

J. THIMME, Chiusinische Aschenkisten und Sarcophage der hellenistischen Zeit. Ein Beitrag zur Chronologie der etruskischen Kunst, Zweiter Teil, in StEtr XXV, 1957, pp. 87-160.