Sorgono (NU). Interventi di ricerca e valorizzazione nell’area archeologica di Biru’e Concas

Sorgono_allineamento di menhir
Tipologia bene scavato
Insediamento
Regione / Stato estero
Sardegna
Provincia
Nuoro
Comune
Sorgono
Localizzazione specifica
Biru’e Concas
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Piano Nazionale Archeologia (D.M. 24.04.06)
Entità finanziamento
Euro 400.000,00
Anno campagna di scavo
2010-2011
Responsabile di cantiere
Franco Campus
Responsabile scientifico
Luisanna Usai
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 è stata realizzata un'indagine stratigrafica nel sito di Biru'e Concas nell'ambito di un progetto finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e finalizzato alla valorizzazione e fruizione del sito. Il progetto è stato curato da Patrizia Luciana Tomassetti, Luisanna Usai e Leonardo Murgia della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro, mentre i lavori sul campo sono stati seguiti da Vincenzo Nubile e Franco Campus, con il coordinamento scientifico per la parte archeologica di quest'ultimo e di Luisanna Usai.

 Sorgono: planimetria

L'area archeologica di Biru ‘e Concas, dislocata ai confini occidentali del territorio di pertinenza del Comune di Sorgono, a quota 420 metri sul livello del mare, è nota da tempo per la presenza di un numero particolarmente consistente di menhir. Tutti i menhir sono ubicati in terrazzamenti naturali granitici compresi tra due rilievi in regione Sa Coa'e Sa Mandara, interessata dalla presenza dell'alveo del Riu Mannu.

I menhir sono localizzati in tre punti distinti, in parte ancora abbattuti sul terreno, in parte ricollocati in posizione verticale in occasione di un precedente intervento di scavo.

 Sorgono: allineamento di menhir

I menhir a suo tempo evidenziati sono quasi esclusivamente del tipo protoantropomorfo, con profilo ogivale e sezione trasversa piano-convessa, e  ben sagomati e lavorati alla martellina. Solo uno è di tipo antropomorfo con sommità superiore appuntita e volto sintetizzato con la resa sintetica di occhi e naso.

Un altro manufatto presenta lo schema classico della statua-menhir con il simbolo delle volto all'estremità superiore ed un pugnale con pomolo rettangolare nella parte mediana.

I pochi dati pubblicati sugli interventi di scavo effettuati nell'area di Biru'e Concas proponevano una continuità dell'insediamento dalla fine della cultura Ozieri alla cultura di Monte Claro, cioè tra la fine del IV millennio ed il III millennio a.C.

Nell'ambito del nuovo intervento, la ripulitura dell'area e la sistemazione del muro di recinzione hanno in primo luogo consentito di individuare numerosi altri menhir. I monoliti individuati recentemente nell'area erano in buona parte occultati dalla vegetazione o nei grandi cumuli di spietramento; le nuove scoperte portano a ben 150 esemplari, numero che identifica il sito di Biru'e Concas come quello che conserva in assoluto il più ampio complesso di menhir della Sardegna.

Ma l'elemento più importante della nuova indagine è emerso con lo scavo di un'area di mq. 800,  nella quale non erano stati evidenziati menhir e dove sono stati individuati i resti di una possente muraglia con  doppio paramento in grossi blocchi e riempimento di pietrame minuto. Della muraglia, realizzata in granito e con andamento curvilineo, è stato per il momento individuato un solo ingresso a sud-est. Lo scavo ha consentito di seguirne il profilo per una lunghezza di  m 45 ma, dalle pietre visibili in superficie, si può pensare che questa si sviluppasse per una lunghezza di circa m 160 e che recingesse un'area di circa 1600 mq.

 Sorgono: la muraglia

Senza estendere l'indagine in profondità non è possibile capire se la muraglia racchiude altre strutture mentre lo scavo archeologico effettuato all'esterno ha consentito di datare la stessa muraglia alla fase Monte Claro, in analogia con quanto documentato in altri siti dove sono presenti analoghe strutture megalitiche. Rispetto agli esempi già noti, in particolare Monte Ossoni e Monte Baranta, che per la scelta del luogo denunciano un'esigenza di difesa, la muraglia di Biru'e Concas si distingue per la posizione su un leggero declivio, il che può far presumere la funzione di delimitazione di un'area sacra.

La recente indagine e lo scavo archeologico, seppure parziale, hanno confermato per l'ambito prenuragico quanto già emerso con la prima indagine: l'area fu frequentata a partire dal Neolitico Finale fino all'Eneolitico Medio, come documentato dai resti materiali. Tra questi è particolarmente consistente la ceramica Monte Claro, caratterizzata in particolare dalla tipica decorazione a solcature che trova confronto in contesti del cagliaritano, piuttosto che del nuorese.

Certamente la posizione del sito di Biru'e Concas in una via naturale di penetrazione verso la regione dell'Oristanese, oltre all'abbondanza d'acqua, ha favorito la presenza umana nell'area  anche in epoca nuragica; lo dimostra la presenza di un nuraghe e di un  villaggio nell'area a monte dell'allineamento superiore dei menhir. Nel recente intervento non sono state effettuate indagini in quest'area ma nel corso della ripulitura sono stati raccolti frammenti fittili di ambito nuragico.

 L. Usai

F. Campus

Bibliografia / Cartografia

  • E. ATZENI, La scoperta delle statue-menhir. Trent'anni di ricerche archeologiche nel territorio di Laconi, Cagliari 2004, pp. 247-252
  • M.A. FADDA, Sorgono (Nuoro). Interventi intorno al complesso del santuario campestre di San Mauro, Bollettino di Archeologia del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, nn. 19-20-21, 1993, pp. 163-168
  • A. PIGA, Sorgono. Complesso archeologico. Menhir. Nuraghe. Villaggio, in Progetto i Nuraghi. Ricognizione archeologica in Ogliastra, Barbagia, Sarcidano. I reperti, Milano 1990, pp. 286-287