Baragiano (PZ). Opere di sostruzione tra età arcaica e classica

Fr. di antefissa gorgonica policroma
Tipologia bene scavato
Infrastruttura di consolidamento - terrazzamento a scopo di consolidamento
Regione / Stato estero
Basilicata
Provincia
Potenza
Comune
Baragiano
Localizzazione specifica
Contrada Le Destre
Coordinate geografiche
Latitudine 40040'49.08"N Longitudine 15°35'43.08"E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2013
Responsabile di cantiere
Antonio Bruscella
Responsabile scientifico
Salvatore Pagliuca
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
899 a.C. - 200 a.C.

Descrizione campagne

Le indagini archeologiche sulla collina di Baragiano, intraprese nell'ottobre 2013, sono scaturite dall'attività di sorveglianza dei lavodi di messa in sicurezza del costone meridionale dell'abitato a seguito della quale sono state individuate alcune strutture murarie (fig. 1).

Ortofoto di Baragiano

fig. 1 – Ortofoto di Baragiano

Il saggio di scavo stratigrafico effettuato a ridosso di tali emergenze ha evidenziato come le strutture non vadano riferite ad un complesso abitativo, quanto piuttosto essere parte integrante di un sistema di terrazzamento del pendio appositamente gradonato (fig. 2); indiziaria della funzione del muro è l'adozione di una serie di accorgimenti tecnici atti a garantire la sua stabilità: sia per il profilo leggermente curvilineo delle strutture murarie (USM 6, 7, 8), che per la presenza di catene intermedie di ancoraggio al pendio, una delle quali è evidenziata nel settore mediano del saggio (USM 9) (figg. 3-4).

Veduta da S del saggio di scavo

fig. 2 – Veduta da S del saggio di scavo

Prospetto del saggio 1

fig. 3 – Prospetto del saggio 1

Pianta del saggio 1

fig. 4 – Pianta del saggio 1

I dati strati grafici consentono di datare quest' opera sostruttiva agli ultimi decenni del V sec. a.C.

La natura complessa della costruzione, sviluppatasi su più livelli, porta ad escludere una sua funzione di elemento stabilizzante del pendio per finalità unicamente agricole, quanto piuttosto struttura atta a sostenere lo spazio soprastante idoneo ad ospitare uno o più edifici. Che l'area abbia avuto per diversi periodi una spiccata vocazione abitativa è evidenziato dalla presenza -soprattutto negli strati di colluvio- di materiali che abbracciano un arco cronologico che va dall'età del bronzo e giunge sino al periodo classico.

In particolare riferibile ad una frequentazione della fase protostorica dell'area è una lama in selce bionda del Gargano (fig. 5) ed una fusaiola ad impasto; ascrivibile, invece, all'ultima fase dell'età del
Ferro un frammento di ceramica con decorazione 'a tenda' (fig. 6).

Lama in selce

fig. 5 – Lama in selce

Fr. di ceramica con motivo ‘a tenda’

fig. 6 – Fr. di ceramica con motivo ‘a tenda’

Percentualmente rilevante, invece, l'attestazione della frequentazione nel periodo arcaico, in linea con quanto già noto per l'area (fig. 7), che indicherebbe la presenza di strutture abitative confermata anche da un sottile strato di bruciato (US 5) antecedente la realizzazione del muro e che prosegue all'interno del pendio per una lunghezza imprecisata.

Frr. di ceramica arcaica

fig. 7 – Frr. di ceramica arcaica

Di particolare interesse, infine, è il rinvenimento nel riempimento all'interno del muro di un frammento di antefissa gorgonica policroma (fig. 8) di chiara matrice tarantina databile, probabilmente, al secondo quarto del V sec. a.C. e che rinvia alla presenza nell' area soprastante di un edificio monumentale
contraddistinto da una copertura del tetto di tipo greco.

Fr. di antefissa gorgonica policroma

fig. 8 – Fr. di antefissa gorgonica policroma

Quest'ultima indagine, concentrata in un settore già in passato interessato da ricerche, per quanto abbia riguardato una superficie piuttosto esigua (18 mq), sembra chiarire le modalità costruttive e il popolamento dell'area tra età arcaica e classica. Da un lato, il rinvenimento di un'opera sostruttiva sviluppata seguendo le curve di livello, dimostra come gran parte dei fianchi meridionali della collina di Baragiano dovevano essere terrazzati per finalità essenzialmente abitative, oltre che agricole, e per ospitare gruppi di necropoli soprattutto per il periodo arcaico. Dall'altro, tale struttura muraria, come pure una seconda individuata 150 metri più ad ovest, confermano uno sfruttamento intensivo delle depressioni tra membri conglomeratici, ove poter edificare sfruttando il fianco della collina meglio esposto e riparato dai venti gelidi settentrionali.

Antonio Bruscella, Salvatore Pagliuca

Bibliografia / Cartografia

  • A.CAPANO, Baragiano (PZ). Aspetti dei periodi arcaico e classico nell'analisi dei corredi sepolcrali scoperti nel 1987, in BBasil 4, 1988, pp. 35-60
  • S. PAGLIUCA, Le necropoli arcaiche di Baragiano, Tesi di Specializzazione, Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera, A.A. 2004-2005.
  • A.BRUSCELLA, L'insediamento arcaico di Baragiano: stato e prospettive di ricerca, in BBasil24, 2008, pp. 21-48.
  • A.RUSSO, Le necropoli di Baragiano in località SS Concezione-Belvedere-Spinituro, Le Destre e Toppo SAntonio, in Felicitas temporum. Dalla terra alle genti: la Basilicata settentrionale tra archeologia e storia, Lavello 2008, pp. 513-548
  • A.BRUSCELLA, V.CAPOZZOLI, Sistemi di decorazione architettonica di età lucana: il caso dei lacunari fittili di Baragiano, in Felicitas temporum, pp. 125-147.
  • A.BRUSCELLA, S.PAGLIUCA, Baragiano. Le tombe 35, 37 e 57, in AA.VV., Segni del potere. Oggetti di lusso dal Mediterraneo nell'Appennino Lucano di età arcaica, Catalogo Mostra Potenza 2013, Venosa 2013, pp. 272-303