Tivoli (Rm). Area archeologica di Villa Adriana

VILLA ADRIANA, Palestra: scala dell’aula ipostila
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villa
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Tivoli
Localizzazione specifica
Valle del fosso dell’Acqua Ferrata o delle Scalette
Nome antico del sito
F.° 150, Tivoli, I N.O.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi Arcus
Entità finanziamento
Euro 1000.000,00 (ultima campagna)
Anno campagna di scavo
2013-2014
Responsabile di cantiere
Zaccaria Mari
Responsabile scientifico
Zaccaria Mari
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A
477 d.C. - 1492

Descrizione campagne

La c.d. “Palestra” è un complesso monumentale di sette edifici (fig. 1) situato sul lato N di Villa Adriana all’imbocco della vallecola tradizionalmente identificata con la “Valle di Tempe” in Grecia, uno dei luoghi visitati da Adriano durante i suoi viaggi e rievocati nella residenza tiburtina (Hist. Aug., Hadr. 26, 5). I bolli laterizi provano che il complesso venne realizzato nel 125-135 d.C.

VILLA ADRIANA, Palestra: planimetria del complesso (2014)

Fig. 1 – VILLA ADRIANA, Palestra: planimetria del complesso (2014)

La denominazione “Palestra” si deve a Pirro Ligorio, che identificò come atleti tre busti virili in marmo rosso con la testa rasata (oggi ai Musei Capitolini, al Museo Archeologico Nazionale di Venezia e al Louvre), da lui rinvenuti alla metà del XVI secolo in scavi condotti su incarico del card. Ippolito d’Este, governatore di Tivoli.

Prima delle recenti ricerche l’articolazione degli edifici era nota solo dalle piante storiche della villa (F. Contini 1668 e F. Piranesi 1781), che raffigurano un complesso unitario inserito in una quinta scenografica di fontane e ninfei.

L’intervento di scavo e restauro, finalizzato a inserire l’area nel percorso di visita della villa, aveva riportato alla luce nella prima fase (2005-2006) quattro edifici (fig. 1): I. una grande sala (m 30 x 19) con nicchie per statue, coperta anticamente a capriate, cinta da un doppio portico a pilastri (fig. 2) sostenuto da un criptoportico.

VILLA ADRIANA, Palestra: portico meridionale dell’edificio I

Fig. 2 – VILLA ADRIANA, Palestra: portico meridionale dell’edificio I

La sala è pavimentata a lastre di cipollino, i portici, ingentiliti sotto gli archi da fontanine e fioriere, esibivano pavimenti in opus sectile di marmi policromi con disegni a cubi prospettici e a spina di pesce; II. un giardino pensile con elaborata fontana al centro, innalzato su una maglia di concamerazioni sostruttive a volta (fig. 3). Lo strato di piantumazione, in parte conservato, suggerisce la presenza di aiuole e alberelli, tra cui si inseriva la tipica decorazione marmorea dei viridaria; III. un cortile con vialetti collegato alla grande sala, circondato anch’esso da un portico.

VILLA ADRIANA, Palestra: veduta del giardino pensile

Fig. 3 – VILLA ADRIANA, Palestra: veduta del giardino pensile

Nel 2006, con una breve ripresa nel 2007, è stata scavata un’aula ipostila preceduta da una larga scala (A), ancora parzialmente rivestita di lastre di marmo (fig. 4).

VILLA ADRIANA, Palestra: scala dell’aula ipostila

Fig. 4 – VILLA ADRIANA, Palestra: scala dell’aula ipostila

Alla sommità, che aveva un prospetto a due colonne corinzie fra pilastri laterali, è un pianerottolo con pavimento a schema isodomo di marmo nero. Su un lato della scala è tornata alla luce, insieme a un bacino di fontana, una statua acefala di sfinge a grandezza naturale, che doveva fare pendant con un’altra sul lato opposto. L’aula (m 18.50 x 10; fig. 5) presenta una navata centrale e due navatelle laterali, con un lato finestrato (rivolto verso il giardino) e uno a nicchie. Le colonne a fusto liscio in cipollino e pavonazzetto, di cui restano in situ le basi ioniche in marmo bianco, sono state trovate abbattute all’interno insieme ad alcuni capitelli corinzi.

VILLA ADRIANA, Palestra: aula ipostila e corridoio

Fig. 5 – VILLA ADRIANA, Palestra: aula ipostila e corridoio

Si conservano ampi brani del raffinato pavimento in sectile con motivo a stuoia di marmo africano e giallo antico. La copertura doveva essere a capriate, nascosta da un soffitto a  cassettoni (fig. 6).

VILLA ADRIANA, Palestra: ipotesi ricostruttiva dell’aula ipostila (dis. S. Sgalambro)

Fig. 6 – VILLA ADRIANA, Palestra: ipotesi ricostruttiva dell’aula ipostila (dis. S. Sgalambro)

Nell’intervento del 2013-2014 è stata riportata alla luce la fronte sostruita del giardino pensile, costituita di ambienti rettangolari paralleli coperti a botte (fig. 7), nel cui interro (databile orientativamente al XVI-XVII secolo) sono stati rinvenuti numerosi frammenti di sculture di tipo classico ed egittizzante ed elementi architettonici provenienti dall’arredo di tutto il complesso.

VILLA ADRIANA, Palestra: ambienti sostruttivi del giardino pensile

Fig. 7 – VILLA ADRIANA, Palestra: ambienti sostruttivi del giardino pensile

È stato inoltre completato lo scavo del perimetro dell’aula ipostila. Sul fianco destro un lungo e stretto corridoio pavimentato con mosaico a tessere di giallo antico, collegato da una serie di rampe con la base della scala, metteva in comunicazione con i tre ambienti (B-D) sul lato di fondo della sala. I due laterali sono di passaggio ed hanno semplici sectilia con motivo a stuoia e a schema isodomo (fig. 8).

VILLA ADRIANA, Palestra: ambienti sul fondo dell’aula ipostila

Fig. 8 – VILLA ADRIANA, Palestra: ambienti sul fondo dell’aula ipostila

Spicca invece quello in asse con la navata centrale (C), che era impreziosito da un’architettura marmorea inquadrante l’abside (ove doveva essere una statua seduta) e da una stesura pavimentale con minuto disegno a croce (fig. 9) confrontabile, fuori Villa Adriana, solo con un esempio nella residenza imperiale degli Horti Lamiani (I sec. d.C.) a Roma.

VILLA ADRIANA, Palestra: ambiente absidato

Fig. 9 – VILLA ADRIANA, Palestra: ambiente absidato

Zaccaria Mari

 

Il  cospicuo nucleo di frammenti marmorei prima citato integra le conoscenze precedenti e getta una luce nuova sulla natura dell'intero complesso, ancora da analizzare nel quadro interpretativo dell'intera villa. Non è infatti al momento dimostrabile la collocazione originaria di tutti i materiali scultorei, rinvenuti in giacitura secondaria, anche se il rinvenimento, nei secoli scorsi, di abbondante materiale egittizzante, e il recente recupero in situ almeno della statua acefala di sfinge,  sembrano attrarre i ritrovamenti in orbita cultuale egizia. Di particolare spicco è la statua, di dimensioni ragguardevoli, di Horus (fig. 10) in forma di falco, rinvenuta nei mesi scorsi.

VILLA ADRIANA, Palestra: statua di Horus

Fig. 10 – VILLA ADRIANA, Palestra: statua di Horus

Per essa non può sfuggire il confronto con l'esemplare, di dimensioni più ridotte, dal santuario degli dèi egizi di Brexiza, nel quale ne erano attestate altre tre: tale santuario, come noto, era associato alla villa di Erode Attico a Maratona, e dunque i legami tra le due ville si rafforzano.

La provenienza della statuaria classica, anch'essa di scavo recentissimo, deve invece essere ancora analizzata in rapporto alla collocazione nella villa.  Pienamente adrianea nella scelta e nello stile è la testa attribuibile al Doriforo di Policleto, che si aggiunge alle altre due attestazioni del celeberrimo tipo statuario a Villa Adriana: esempio di straordinaria finezza formale, essa sembra tratta direttamente da un modello bronzeo, cui rinviano l'accuratezza calligrafica delle ciocche e il particolare, assai raro nella copistica policletea, dei denti visibili attraverso le labbra appena dischiuse (fig. 11).

VILLA ADRIANA, Palestra: testa del Doriforo di Policleto

Fig. 11 – VILLA ADRIANA, Palestra: testa del Doriforo di Policleto

Di ambito policleteo è anche un altro torso (fig. 12), mentre di orizzonte  pienamente romano nell'iconografia e nel linguaggio è il frammento pertinente a statua loricata,  di difficile attribuzione, in mancanza per ora di altri elementi (non si trascuri che la villa fu occupata dagli imperatori ben oltre la morte di Adriano); essa è comunque molto significativa, in quanto costituisce un caso raro in una villa (fig. 13). Non trascurabile, infine, il trapezoforo, arredo di lusso anch'esso di elevata qualità stilistica (fig. 14).

VILLA ADRIANA, Palestra: torso policleteo

Fig. 12 – VILLA ADRIANA, Palestra: torso policleteo

VILLA ADRIANA, Palestra: frammento di statua loricata

Fig. 13 – VILLA ADRIANA, Palestra: frammento di statua loricata

VILLA ADRIANA, Palestra: trapezoforo

Fig. 14 – VILLA ADRIANA, Palestra: trapezoforo

I lavori di pulitura e di ricomposizione sono ancora in corso, e non si escludono ulteriori novità.

Elena Calandra

Bibliografia / Cartografia

Z. Mari, Villa Adriana: la Palestra e la Valle di Tempe fra scavo e documentazione, in Lazio e Sabina 4 (Atti del Convegno, Roma, 29-31 maggio 2006), a cura di G. Ghini, Roma 2007, pp. 23-27, Id., L’Egitto a Villa Adriana: l’Antinoeion e la cosiddetta Palestra, in Villa Adriana. Una storia mi finita. Novità e prospettive della ricerca, a cura di M. Sapelli Ragni, Milano 2010; Z. Mari, S. Sgalambro, La sala ipostila della c.d. Palestra a Villa Adriana: ricostruzione architettonica e apparati decorativi, in Lazio e Sabina 8 (Atti del Convegno, Roma, 30-31 marzo, 1 aprile 2011), a cura di G. Ghini, Roma 2012, pp. 11-21; Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo. La mostra (Tivoli, Villa Adriana, Antiquarium del Canopo, 9 aprile -2 novembre 2014), a cura di E. Calandra., B. Adembri,  Verona, 2014, con schede di M. Gorrini e M. Saporiti; Z. Mari, S. Sgalambro,  I pavimenti del complesso della c.d. Palestra a Villa Adriana, in Atti del XX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (Roma, 19-22 marzo 2014), c.s.