Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 6
Tipologia bene scavato
Infrastruttura di servizio - Edifici rurali di servizio
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Zagarolo
Localizzazione specifica
loc. Valle Martella, a S della Via Prenestina Nuova (Catasto F. 2, particella 740)
Coordinate geografiche
F.° 150, Colonna, I S.O.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2014
Responsabile di cantiere
Maria Cristina Recco
Responsabile scientifico
Zaccaria Mari
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel 2014, a seguito di sondaggi propedeutici alla realizzazione di un parco giochi per bambini, è stata scavata parte di una costruzione, di cui si conservano solo i pavimenti e lo spiccato (fig. 1), situata in un terreno quasi piano, identificabile probabilmente con una villa rustica. Le strutture principali, con funzione portante, sono in blocchi squadrati di tufo litoide, altre sono in cementizio (fig. 2).

Il lungo muro EO costituisce il limite della costruzione. Sul lato S si sviluppano vari ambienti, purtroppo quasi tutti incompleti. Tre (A-C; fig. 3), separati da esigui tramezzi costituiti di frammenti laterizi e con un pilastro fra i primi due, sono pavimentati in cocciopesto; in C è stata rinvenuta la parte superiore di un’anfora di produzione africana databile al II secolo. L’ambiente D, in opera quadrata, conserva il pavimento in tegole rovesciate, realizzato su un precedente pavimento in cubetti fittili (fig. 4); nell’angolo SE è un pozzetto, costituito da un parallelepipedo di tufo con foro e corona circolare. Si è accertato che sul lato S era stato praticato, probabilmente con mezzi meccanici, un profondo scasso (E; fig. 5), sul cui fondo grandi laterizi (sesquipedali e fette di bipedali) coprono forse un canale con andamento obliquo, situato sotto il livello di fondazione del lungo muro. Su di essi si imposta una sorta di ‘bancone’ con nucleo cementizio e rivestimento di mattoni fratti, dal quale fuoriesce (rasente il lungo muro) la canaletta collegata al pozzetto.

L’ambiente D è compreso fra altri resti: un piccolo vano rettangolare (F; fig. 6) delimitato da blocchi e pavimentato con lastre (una, di riutilizzo, presenta uno stretto incavo), una base quadrata in laterizi e bozzette di tufo (G) e muri in opus reticulatum (H, L) che proseguono sotto l’interro. Presso H sono brani sconvolti di pavimento in opus spicatum.

Verso quello che deve essere il centro della costruzione è un ambiente quadrangolare (M; fig. 7), anch’esso in blocchi tufacei, con una soglia nell’angolo NE.

Risulta molto difficile, a causa del limitato stato di conservazione e dell’assenza di stratigrafie di abbandono e crollo, stabilire la destinazione dei singoli ambienti. I pavimenti in cotto e in lastre non cementate, atti ad assorbire liquidi, e il pozzetto denotano, comunque, che erano spazi a carattere rustico, destinati verosimilmente ad attività collegate con il fondo agricolo. Con molta probabilità, quindi, i resti scavati appartengono alla pars rustica o fructuaria di una delle tante fattorie dell’agro gabino (la città di Gabii si trova a soli due chilometri verso NO), favorite dalla vicinanza della Via Praenestina. L’ambiente M, in virtù della sua posizione, sembra corrispondere all’atrio della villa.

La costruzione per l’uso dell’opus quadratum potrebbe risalire ad età tardo-repubblicana, ma non è del tutto esclusa una contemporaneità con le strutture in reticulatum che non sono anteriori al I sec. d.C., epoca cui riporta anche il bollo laterizio CIL XV, 2342 (A. Orbi), noto da altri esemplari rinvenuti in area prenestina. A un intervento posteriore sembrano attribuibili le strutture in laterizio e bozzette. In un’epoca molto avanzata vennero impiantate nel vano C, contro il muro a blocchi, due tombe a cassone (fig. 8) che riutilizzano nel lato lungo lastre di tufo simili a quelle del vano F e nei lati corti tegole e materiale eterogeneo, tra cui pareti di doli. Entrambe le tombe, rinvenute saccheggiate, contenevano solo frammenti ossei sparsi. Esse confermano un fenomeno largamente attestato in numerose ville della Campagna Romana, ove già nel III sec. d.C., ma soprattutto nel IV-V, un settore risulta abbandonato e destinato a sepolture.

 

Zaccaria Mari, Maria Cristina Recco

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 1

Fig. 1 – via Acqua Felice: pianta dei resti portati alla luce

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 2

Fig. 2 – via Acqua Felice: veduta generale dei resti

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 3

Fig. 3 – via Acqua Felice: ambienti A-C

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 4

Fig. 4 – via Acqua Felice: ambiente D

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 5

Fig. 5 – via Acqua Felice: scasso E

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 6

Fig. 6 – via Acqua Felice: vano F

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 7

Fig. 7 – via Acqua Felice: veduta parziale dei resti. In basso, a destra, l’ambiente M

 

Zagarolo (RM). Costruzione rustica in via Acqua Felice - Fig. 8

Fig. 8 – via Acqua Felice: tombe a cassone

Bibliografia / Cartografia

Lo scavo è inedito.

Sulla topografia antica della zona: Z. Mari, A. de Loof, P. Fileri, C. Torri, Interventi di scavo e valorizzazione sulla Via Praenestina nei Comuni di Gallicano nel Lazio e Zagarolo (Roma), in Lazio e Sabina 8, a cura di G. Ghini, Z. Mari, Roma 2012, pp. 313-315.