Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle

Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 6
Tipologia bene scavato
Sito non identificato - Strutture murarie + Infrastruttura idrica - Acquedotto
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Nerola
Localizzazione specifica
loc. Sterparelle, km 1 ca. ad O-SO di Acquaviva di Nerola, lungo la Via Salaria Antica-Via Quinzia (Catasto F. 7, particella 611, F. 7, particelle 131, 372)
Coordinate geografiche
F.° 144, Monte Libretti, II N.O.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2013
Responsabile di cantiere
Valentina Cipollari
Responsabile scientifico
Zaccaria Mari
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel 2013 gli scavi seguiti alla sorveglianza in corso d’opera per la costruzione dell’elettrodotto a servizio del frantoio Palmieri hanno portato alla luce resti che si inseriscono nel ricco contesto archeologico attraversato dalla Via Salaria all’altezza del suo XXV miglio (fra il centro sabino di Eretum e la mansio ad Novas o Vicus Novus), rispecchiata all’incirca dalla via campestre denominata Via Salaria Antica-Via Quinzia (fig. 1).

 Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 1

Fig. 1 - La Via Salaria in loc. Sterparelle (da Ashby)

 

Sul lato N di questa è stato dapprima rinvenuto, in due saggi a breve distanza, un muro in opus caementicium di calcare con malta sabbiosa rivestito di rozzi elementi pseudo-perallelepipedi (fig. 2), in parte dissestato e inclinato (lungh. almeno m 23), che spicca da una fondazione gettata in una larga trincea scavata nel banco di tufo, poi colmata con scarti laterizi e pietre (fig. 3). Presso il muro è emersa una sepoltura in giacitura secondaria, costituita dalle ossa di un adulto raccolte alla rinfusa fra pietre calcaree e frammenti laterizi che dovevano costituire anche una sorta di copertura.

  

Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 2  Fig. 2 - Planimetria con i resti del muro in cementizio

 

 Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 3 Fig. 3 - Muro in cementizio

 

 

Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 4A breve distanza verso O, lungo il ciglio della via campestre che corre rilevata di circa 2 metri, è stato individuato in tre saggi distinti, su una lunghezza di m 45, un acquedotto ipogeo. I primi due hanno messo in luce solo il piedritto esterno; il terzo saggio ha coinciso con un tratto parzialmente crollato, forse in corrispondenza di un puteus di aerazione (fig. 4). Si sono quindi potuti osservare la volta con profilo a doppio spiovente gettata su centina di tavole (restano le impronte), la muratura in scheggioni di calcare e puddinga e il rozzo intonaco di calce su fondo e pareti (figg. 5-6). I piedritti, realizzati in trincea nel banco di tufo, sono fondati a quota molto più bassa rispetto al piano di scorrimento.

 

 

Fig. 4 - Pianta e sezione dell’acquedotto

 

 

 

 Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 5  Fig. 5 - L’acquedotto nel tratto crollato

 Nerola (RM). Struttura muraria e acquedotto in loc. Sterparelle - Fig. 6 Fig. 6 - Interno dell’acquedotto

 

L’acquedotto, che ha pendenza verso E, doveva captare una sorgente o raccogliere con ramificazioni sotterranee lo stillicidio nelle viscere del colle. Esso è forse da porre in relazione con la grande villa di cui rimangono visibili due cisterne ipogee sotto il vicino casalino in proprietà Palmieri. Il muro sopra descritto potrebbe appartenere al limite del fundus agricolo e datarsi in epoca tardo-repubblicana, insieme all’impianto della villa. Più probabilmente di età imperiale è invece l’acquedotto.  

Sia il rinvenimento di quest’ultimo sia i resti della villa inducono a ritenere che la Salaria antica non coincidesse perfettamente in questo tratto con la via campestre, ma corresse sul lato SE. Il topografo inglese Th. Ashby, cui si deve lo studio tuttora fondamentale sulla zona, ricostruì il percorso sulla base di pietre divelte del lastricato e di blocchi in puddinga provenienti dalla sostruzione della via, che in un punto sembrava esser larga m 4.50.

 

Valentina Cipollari, Zaccaria Mari

Bibliografia / Cartografia

Lo scavo è inedito (ottobre 2014).

Sulla topografia antica della zona: Th. Ashby, The Classical Topography of the Roman Campagna. II, “Papers of the British at Rome” 3, 1906, pp. 33-34, R. Turchetti, Via Salaria, Km 42 ca., Sterparelle, resti della via antica, in Thomas Ashby. Un archeologo fotografa la Campagna romana tra ‘800 e ‘900, Roma 1986, pp. 25-27.