Ercolano (NA). Scavo e recupero del tetto in legno del salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo

Ercolano_Pannello ligneo del controsoffitto del tetto del Salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo
Tipologia bene scavato
Struttura abitativa - Domus
Regione / Stato estero
Campania
Provincia
Napoli
Comune
Ercolano
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Tipologia scavo
Lavori eseguiti nell'ambito dell'Herculaneum Conservation Project (SANP-PHI-BSRome)
Anno campagna di scavo
2009-2010, 2011
Responsabile di cantiere
Domenico Camardo, Mario Notomista
Responsabile scientifico
Maria Paola Guidobaldi
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel corso dei lavori eseguiti nell'ambito dell'Herculaneum Conservation Project per la regimazione delle acque piovane e sorgive è stata scavata la porzione orientale dell'antico litorale ercolanese non toccato da precedenti  interventi di scavo. Le operazioni, coordinate dalla Direzione degli Scavi di Ercolano e dirette sul campo dagli archeologi Domenico Camardo e Mario Notomista della Società Sosandra, sono state eseguite fra l'Agosto 2009 e il Giugno 2010 nella zona compresa fra l'angolo Sud delle Terme Suburbane e l'Ala meridionale della Casa del Rilievo di Telefo.

Al di sotto dello strato di fango solidificato dell'eruzione del 79 d.C. è stato riportato alla luce un imponente crollo di legni che, per le peculiarità del seppellimento vulcanico, risultano perfettamente conservati e si presentano sostanzialmente come legno vivo e non carbonizzato.

La posizione di caduta ha permesso di stabilire che essi sono pertinenti all'orditura primaria e secondaria del tetto del cosiddetto "Salone dei marmi" (amb. 18) della Casa del Rilievo di Telefo e le indagini archeologiche hanno consentito di ricostruire la dinamica del crollo (Fig. 1).

Ercolano. Antica spiaggia di Ercolano: veduta del crollo dell’orditura primaria e secondaria del  tetto del Salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo

Il tetto sembra infatti essersi rovesciato a causa dell'"effetto a ventosa" provocato dal primo flusso di fango che lo ha letteralmente strappato dal colmo dei muri, per poi ribaltarlo e scaraventarlo sulla spiaggia sottostante. Al di sotto delle travi, infatti, a diretto contatto con la sabbia dell'antica spiaggia, sono stati individuati molteplici frammenti di tegole, appartenenti al manto di copertura, e tufelli appartenenti alle parti alte delle pareti divelte insieme alle travi, tutti elementi che in una "normale" dinamica di crollo avrebbero invece dovuto trovarsi al di sopra degli elementi lignei.

Per quanto riguarda questi ultimi, dalla coltre di fango che li inglobava sono riemersi grandi travi a sezione rettangolare, travetti più piccoli a sezione quadrata o circolare e altri elementi lignei tra cui assi e pannelli decorati, questi ultimi da riferirsi con ogni probabilità alla controsoffittatura della sala. Tutti gli elementi conservano ben evidenti i segni di lavorazione e gli incastri. Sulla base di una prima analisi delle travi e degli incassi, dal cui studio deriveranno importanti informazioni sulla carpenteria d'epoca romana, si può ipotizzare che il tetto fosse a doppio spiovente con capriate. Il recupero di assi dipinte in rosso o in azzurro e di diversi pannelli lignei con parti di un cassettonato (Fig. 2) e cornici in legno con esagoni e triangoli a rilievo (Fig. 3) dipinti in bianco, nero, azzurro, rosso e oro, rivela inoltre la presenza di un ricco controsoffitto che poteva trovare rispondenza nella complessa articolazione del pavimento marmoreo dell'ambiente.

Ercolano. Pannello ligneo del controsoffittoErcolano. Cornice con esagoni a rilievo del controsoffitto

Dopo aver riportato alla luce tutti gli elementi si è provveduto alla numerazione dei reperti e alla realizzazione di un rilievo con laser scanner 3D dell'intero crollo, in modo da avere un modello tridimensionale dei reperti. I singoli elementi sono stati quindi rimossi, annotando tutti i rapporti che potranno essere utili in fase di studio per la ricostruzione del tetto.

Ogni reperto è stato poi misurato e fotografato nelle diverse facce, annotando l'eventuale presenza di incassi e di tracce di colore. Si è poi provveduto, con l'assistenza dei restauratori impegnati nel progetto, alla pulizia di ogni reperto e a un primo trattamento con biocida. I reperti sono stati quindi impacchettati singolarmente, identificati con il numero assegnato al momento della scoperta in preparazione della complessa fase di restauro e di studio e infine trasferiti in un container refrigerato appositamente allestito all'interno dell'area demaniale (Fig. 4). 

Ercolano. Elementi del tetto durante le operazioni di imballaggio preliminari all’immagazzinamento nel deposito refrigerato

Nel corso del 2011 è stata eseguita tutta l'attività di documentazione grafica, che consiste nella scansione laser 3D di tutti i reperti allo scopo di acquisire i dati metrici necessari per uno studio accurato della struttura architettonica nel suo insieme e dei singoli elementi nei dettagli (incastri, sagomature, tagli etc.).  I modelli 3D digitali potranno in futuro servire anche per la riproduzione di copie reali in scala (Fig. 5).

Ercolano. Elemento ligneo n. 09: nuvola di puntiErcolano. Elemento ligneo n. 09: modello 3D con texture

Parallelamente al lavoro di acquisizione dei dati laserscanner il team archeologico ha eseguito un'accurata schedatura di ogni reperto. L'insieme delle informazioni è stato riversato all'interno di una banca dati generale, gestita attraverso interfacce web, in grado di raccogliere e assicurare la consultazione futura di tutti i dati disponibili (schede, foto, documentazione grafica). E' stata anche eseguita un'ampia documentazione fotografica di tutti i reperti attraverso immagini digitali ad alta risoluzione (24 megapixel) con apparecchiatura fotografica professionale. Per i reperti più particolari (presenza di decorazione, pellicola pittorica, segni di doratura) è stata utilizzata una tavola cromatica (colorchecker) in modo da assicurare la corretta comparazione cromatica dei colori. Il lavoro di documentazione grafica 3D, di quella fotografica e l'attività di schedatura di ogni singolo elemento sono finalizzati da un lato alla creazione di un accurato archivio digitale di tutte le informazioni raccolte a partire dalla fase di scavo fino a quella di studio e di analisi, dall'altro alla formulazione di ipotesi ricostruttive della struttura lignea di copertura del salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo.

E' stata anche avviata la fase di realizzazione del piano diagnostico e di sperimentazione dei trattamenti conservativi funzionali all'autentico restauro. A tal fine, il 20 Settembre 2011,  è stato siglato un Protocollo di Intesa fra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, La British School at Rome, il Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria ‘Paolo Graziosi', il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa e il C.N.R. IVALSA (Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree), per mettere a punto le metodologie di intervento per la conservazione di questi eccezionali manufatti.

Tutte le attività sopra menzionate, dallo scavo alla documentazione, dalla fornitura del container refrigerato allo studio archeologico e delle metodologie conservative nonché i prossimi imminenti restauri, sono finanziate dal Packard Humanities Institute nell'ambito dell'attuazione dell'Herculaneum Conservation Project.

Maria Paola Guidobaldi

   Domenico Camardo