Capena (RM). Lucus Feroniae, necropoli

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 8 - urna proto-villanoviana
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - necropoli
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Capena
Nome antico del sito
Lucus Feroniae
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Giorgia Francozzi
Responsabile scientifico
Gianfranco Gazzetti
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

“L’introduzione del rito incineratorio in Etruria meridionale: la necropoli dell’età del Bronzo recente di Lucus Feroniae”

 

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 1 - veduta generaleNel corso del 2011 il funzionario di zona del territorio di Capena per conto della Soprintendenza per i beni archeologici per l’Etruria meridionale, dottor Gianfranco Gazzetti, effettuando dei sondaggi preventivi, individuò una porzione di necropoli dell’età del Bronzo recente sul pendio sottostante il sito di Lucus Feroniae. (Fig. 1)

 

Fig. 1

 

Nell’estate del 2012 venne effettuato dagli scriventi, con la collaborazione della dottoressa Giorgia Francozzi che aveva seguito il cantiere, lo scavo in laboratorio delle “urne” cinerarie nella sede dei Gruppi Archeologici d’Italia di Tolfa. (Fig. 2)

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 2 - tomba 11

 

Fig. 2

 

La prima comunicazione della scoperta è stata data nel corso dell’undicesimo Incontro di Studi “Preistoria e Protostoria dell’Etruria” a Valentano il 14 settembre dello scorso anno. Malgrado non sia stato ancora possibile procedere al restauro completo di tutti i reperti raccolti nello scavo (parte dei quali verranno esposti nel rinnovato percorso espositivo di Lucus Feroniae) si è ritenuto opportuno presentare in occasione delle Giornate di Studio sulla “Ricerca archeologica in Etruria meridionale” del 19-20 giugno 2013, un resoconto, sebbene preliminare, del contesto vista la sua “unicità” in terra d’Etruria.

Infatti sebbene fosse largamente atteso dagli studiosi di Protostoria finora le testimonianze dell’introduzione del rito incineratorio in Italia centrale erano attestate per il Latium vetus (Cavallo Morto ad Anzio) ed Esanatoglia nelle Marche (località Ajole di sotto). Anche se la posizione di Lucus Feroniae risulta piuttosto periferica per l’Etruria propria, posta cioè ai margini del territorio Sabino e Laziale, essa è comunque posizionata sulla riva destra (quella “etrusca” cioè) del Tevere.

L’area indagata è piuttosto limitata (un rettangolo di circa 12x7 metri), meno cioè di 100 mq. Al suo interno sono stati rinvenuti 12 pozzetti scavati nel terreno contenenti altrettante sepolture ad incinerazione alcune delle quali (tombe 5, 1, 7, 8) evidentemente allineate forse a delimitare un’area circolare. (Fig. 3) La maggior parte delle sepolture (o almeno quelle meglio conservate) erano protette da lastre di pietra (tombe 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14) a formare una “cassetta” litica (Fig. 4) come quelle attestate nel meglio noto cimitero protovillanoviano d’Etruria: Poggio della Pozza ad Allumiere sui monti della Tolfa.

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 3 - planimetria

Fig. 3

 

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 4 - tomba a pozzetto foderato

 

 

 

 

 

 Fig. 4

La tomba 7, bisoma, conteneva due cinerari (Fig. 5) coperti da un’unica, grande, ciotola. Mentre le ciotole di copertura hanno una forma definita e “selezionata” (Fig. 6): delle tazze carenate munite di anse, una delle quali (tomba 14, un adolescente forse di sesso maschile) con protome ornitomorfa, del tipo “a papera”, con tre bugne, simmetriche, sulla carena, le urne sono piuttosto difformi; nel caso della tomba 4, maschile, sia la ciotola che l’urna sono “quadripartite” dalla presenza dell’ansa verticale a nastro e dalle tre bugne simmetriche. (Fig. 7) Forse solo nel caso della tomba 5, relativa ad un bambino/a, si può parlare di un’urna biconica per di più con decorazione incisa a solcature e piccole cuppelle che potrebbe preludere alle sintassi ornamentali dell’età del Bronzo finale. (Fig. 8)

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 5 - tomba 7Fig. 5Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 6 - ciotola dalla tomba 4

 

 

 Fig. 6

 

 

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 7 - urna dalla tomba 4



Fig. 7Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 8 - urna proto-villanoviana

 

 

 

 

 

 Fig. 8

 

Piuttosto abbondanti, e in ottimo stato di conservazione, i manufatti in bronzo: fibule (tombe 1, 4, 7, 8, 9, 11, 12 e una coppia nella 5), rasoi (tombe 2 e 12), (Fig. 9) bracciali ed anelli soprattutto oltre ad un pugnale con codolo nella tomba 8 relativa ad un bambino. (Fig. 10) Da segnalare la presenza di un grano cilindrico in ambra e di un anello in argento dalla tomba 11, ancora un bambino/a, e di una punta di freccia in selce rossa (Fig. 11) dalla sepoltura 10 (adulto probabilmente di sesso maschile) mentre dalla sepoltura bisoma n. 7, relativa ad un maschio adulto (7a) e ad un bambino di 7/10 anni di età alla morte (7b), proviene una ciotola con omphalos ed applicazioni di lamelle metalliche sul fondo e sull’esterno dell’orlo intenzionalmente spezzata. (Fig. 12)

Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 9 - rasoio dalla tomba 12  Fig. 9             Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 10 - pugnaleFig. 10              Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 11 - punta di freccia Fig. 11        Capena (RM), Lucus Feroniae, necropoli: fig. 12 - ciotola con omphalos ed applicazioni di lamelle metalliche Fig. 12

Il limitato campione antropologico disponibile mostra la presenza di sette individui adulti: cinque maschi (tombe 2, 4, 7b, 10, 12) e due femmine (tombe 1, 9). Mancano del tutto gli infanti sotto i quattro anni di età mentre vi sono cinque bambini di età compresa fra quattro e dodici anni (tombe 3, 5, 7a, 8, 11) e un giovane, probabilmente di sesso maschile, di 16/18 anni (tomba 14).

La necropoli è posizionata subito al di sotto del pianoro su cui è stata impiantata la città romana e, in precedenza, quella di età “regia”. Questo ritrovamento permette di ipotizzare che il primo impianto del sito vada collocato ben prima nel corso cioè dell’età del Bronzo recente (1350-1200 a. C.).

Gruppo di lavoro: Claudio Cavazzuti, Isabella Damiani, Vincenzo d’Ercole, Francesco di Gennaro, Flavia Trucco.

Flavia Trucco*- Vincenzo d’Ercole **- Claudio Cavazzuti ***

*Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria Meridionale

** Direzione Generale per le Antichità

*** Museo Preistorico-Etnografico L. Pigorini