Ortucchio (AQ). Necropoli di Via Mesola

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Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - necropoli
Regione / Stato estero
Abruzzo
Provincia
L'Aquila
Comune
Ortucchio
Localizzazione specifica
Via Mesola
Coordinate geografiche
41°56'43.01"’ N 13°38'57.96"’ E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Comune di Ortucchio
Anno campagna di scavo
2010-2012
Responsabile di cantiere
Hermann Borghesi
Responsabile scientifico
Emanuela Ceccaroni
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Nel periodo 28 luglio 2010-14 agosto 2012 sono state effettuate tre campagne di scavi preventivi nell’ambito dei lavori per la messa in sicurezza del versante montuoso “Ara dei Lupi” a Ortucchio (AQ), località posta sulla sponda occidentale del prosciugato lago Fucino (Ceccaroni, Borghesi 2012); l’intervento, commissionato dal Comune, è consistito nell’apertura di un canale, largo 2,50 m e profondo 1,50 m rispetto al piano stradale, per una lunghezza complessiva di m 350, a partire dal costone roccioso “Ara dei Lupi” fino al “Rio di Lecce”, che scorre a Sud del paese verso la bonifica del Fucino (fig. 1). Nella zona, in prossimità del Cimitero vecchio, era stata recuperata l’iscrizione del servus Optatus Castriciarum (NSc 1889, p. 251; EE VIII, n. 161), ritenuta indicativa della presenza di una proprietà nella zona della gens Castricia; notizie tratte da fonti orali testimoniano il ritrovamento di varie tombe di differente tipologia da inquadrare in età repubblicana.

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fig. 1 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: localizzazione dell’intervento.

Lo scavo, effettuato esclusivamente nell’alveo del canale da realizzare, ha portato alla luce livelli dell’età del Bronzo finale, testimoniati dalla presenza, negli strati di riempimento di buche, di frammenti ceramici in impasto bruno e nero alcuni dei quali, di dimensioni piuttosto grandi, presentano una decorazione incisa.

Le strutture rinvenute indicano una lunga frequentazione dell’area, probabilmente per scopi residenziali e agricoli, venendo a saldare una continuità insediativa del sito di Ortucchio, ampiamente attestato fin dal Paleolitico superiore dalle frequentazioni nelle grotte e nei ripari posti lungo le sponde del lago Fucino.

La necropoli indagata era attraversata da una strada glareata, con piano di ciottoli di piccole e medie dimensioni, che, piegando verso Est, scompare progressivamente al di sotto della viabilità attuale (fig. 2).

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fig. 2 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: strada glareata.

Ai lati della via, di cui soltanto quello ovest indagato, si attestavano le ventiquattro tombe rinvenute, di differente tipologia:

- a camera con dromos (tt. 5 e 7),

- a fossa con cassa lignea (t. 2),

- a grotticella (tt. 6, 8-11, 13-19, 21-24),

- a fossa semplice (t. 1),

- in muratura (tt. 12 e 20).

Con la sola eccezione di due tombe in muratura con copertura a lastroni (figg. 3-4), ascrivibili alla fase più recente (I sec. a.C.) e già attestate in zona nella vicina necropoli di Arciprete (Messineo, Grossi 1991), tutte le altre sono interamente scavate nello strato naturale di limi sabbiosi di origine lacustre che ha consentito, grazie alla sua duttilità e sulla base di una concezione progettuale articolata, la realizzazione di differenti forme architettoniche, in risposta alle differenti richieste della committenza (figg. 5-6).

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fig. 3 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: t. 12, copertura a lastroni.

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fig. 4 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: t. 12.

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fig. 5 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: veduta dall’alto della necropoli in fase di scavo.

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fig. 6 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: veduta dall’alto delle tt. 2, 3, 4, 5.

Associati alle tombe e posti al loro esterno, sono stati rinvenuti undici ripostigli, contenenti prevalentemente vasellame ceramico; soltanto nel caso della t. 5 il materiale era collocato all’interno. La forma e le dimensioni dei ripostigli variano, ma ricorrente è l’utilizzo di tegole su tutti o su alcuni dei lati (figg. 7-8).

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fig. 7 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: ripostiglio t. 2.

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fig. 8 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: ripostiglio t. 5.

Il numero dei pezzi all’interno oscilla da due a ventidue e comprende in gran parte vasi in ceramica comune, vernice nera e rossa; le forme maggiormente rappresentate sono olle, brocche e bottiglie.

La t. 5 è risultata essere la più monumentale e l’unica con doppia deposizione (fig. 9); pur nell’impossibilità di rintracciare l’ingresso, posto al di sotto della moderna viabilità, la planimetria appare definita e articolata nella successione di gradini di accesso al dromos, corridoio e camera sepolcrale con due banchine laterali poste a +0,60 m rispetto al pavimento; la volta della camera, con andamento pressoché circolare, è stata rinvenuta in crollo all’interno.

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fig. 9 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: t. 5.

Sulla banchina nord era posizionato lo scheletro femminile, in posizione supina e in discreto stato di conservazione, accompagnato da un corredo costituito da una brocca globulare e tre ampullae di ceramica comune e uno specchio di bronzo con due gancetti di bronzo.

La deposizione a Sud, appartenente a un uomo in posizione supina, era accompagnata da tre ampullae all’altezza dell’addome e una vicino alla testa, e da una coppia di strigili di ferro sul piano di calpestio, a ripetere un’associazione frequente. In un gradino ricavato nella parete di fondo della camera è stata sistemata gran parte del corredo, mentre altri oggetti, in alcuni casi rovinati dal crollo della volta, erano posizionati alla base del gradino e della banchina sud.

La tipologia di tombe più ricorrente è quella “a grotticella”, caratterizzata dalla presenza di una nicchia di deposizione, ricavata lungo uno dei lati della fossa, accessibile dall’alto e priva di corridoio (fig. 10).

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fig. 10 – Ortucchio (AQ), Via Mesola: t. 3 “a grotticella”.

Lo scavo archeologico, limitato a quello del canale in fase di realizzazione, non ha consentito di definire l’estensione esatta della necropoli, della quale è stato comunque possibile riconoscere la maggiore concentrazione di tombe in un tratto largo 5 m e lungo 90 m, secondo un allineamento riprodotto fedelmente dall’attuale Via Mesola, a disegnare uno sviluppo lineare lungo la viabilità principale, con un progressivo diradamento delle presenze verso Sud, là dove si registra l’avvio della pendenza del versante.

L’intervento di archeologia preventiva non ha permesso di indagare l’altro lato della strada, dove l’assenza di edificazione potrebbe restituire la scansione topografica completa della necropoli lungo quella stessa viabilità che ancora oggi conduce al cimitero, realizzato dopo il terremoto del 1915 in sostituzione del precedente, situato all’estremità opposta del canale, all’altezza delle tt. 1 e 20.

La forbice cronologica, individuata sulla base di una prima analisi degli elementi di corredo, orienta verso una datazione compresa tra la fine del III sec. a.C. e la prima metà del I sec. a.C.; essa potrà essere ulteriormente dettagliata a seguito di uno studio sistematico della ceramica comune di produzione locale e delle relative associazioni con classi più note.

Lo scavo ha restituito anche interessanti spunti dal punto di vista antropologico: oltre alla continuità d’uso della zona nella sua destinazione funeraria, risulta evidente la permanenza di usanze e abitudini di cui, al momento della morte, si facevano garanti anche i congiunti; il pasto commemorativo (silicernium) in ricordo del defunto, secondo un’usanza di cui testimoniano anche poeti e scrittori dell’epoca e qui attestata dal vasellame con resti di cibo (piccoli volatili, maialini) lasciato nel ripostiglio, rivive ancora oggi nella locale tradizione del pranzo a casa con i parenti, momento di saluto e di condivisione del lutto.

Emanuela Ceccaroni

Bibliografia / Cartografia

  • Ceccaroni E., Borghesi H. 2012, Ortucchio (AQ) – sepolture in loc. "Via Mesola", in "Quaderni di Archeologia d’Abruzzo" II [2010], pp. 529-535.
  • Messineo G., Grossi G. 1991, La necropoli di Arciprete, in Il Fucino e le aree limitrofe nell’antichità, Atti del convegno di archeologia (Avezzano 10-11 novembre 1989), Roma, pp. 368-383.