Zagarolo, Gallicano nel Lazio (RM). Via Praenestina antica in loc. Valle Martella-Grotta del Diavolo

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Tipologia bene scavato
Infrastruttura viaria - Strada
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Zagarolo, Gallicano nel Lazio
Localizzazione specifica
Valle Martella-Grotta del Diavolo
Coordinate geografiche
F. 150, Colonna, I S.O.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi della Regione Lazio
Anno campagna di scavo
2010-2011
Responsabile di cantiere
Carlo Torri con la collaborazione di Patrizio Fileri
Responsabile scientifico
Zaccaria Mari
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Nel 2010-2011 sono stati effettuati interventi di scavo e recupero sul tracciato della via Praenestina antica ricadente nei Comuni di Zagarolo e Gallicano, nell’ambito del programma di riscoperta della “Via Francigena del Sud”, allo scopo di creare un itinerario pedonale. E’ stato interessato un lungo tratto dalla fine del XIII miglio e alla metà del XV (compreso fra le antiche città di Gabii e Praeneste), corrispondenti ai km 21-24 della Statale Prenestina Nuova, che corre non molto distante a nord di quella romana dopo averla intersecata in loc. I Cancelletti (fig. 1).

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Fig. 1 – ZAGAROLO, Valle Martella: il tracciato della via Praenestina dal XIII al XVIII miglio: A. I Cancelletti, B. fontanile delle Zinne, C. ponte Ceccara, D. Grotta del Diavolo, E. Tagliata di S. Maria di Cavamonte

La strada, quasi interamente conservata, è rimasta in uso per i collegamenti da Roma a Palestrina fino alla costruzione della Statale moderna ed è stata utilizzata come via secondaria ancora fino agli anni Sessanta del secolo scorso, quando in Comune di Zagarolo è stata completamente abbandonata e si è ricoperta di terra e vegetazione. La nascita nel 1966 della frazione di Valle Martella a sud del percorso antico, fra I Cancelletti e il fosso di Passerano, l’attraversamento in sopraelevata della bretella autostradale Fiano-San Cesareo nel 1985 e, più di recente, della linea ferroviaria ad alta velocità nella loc. Grotta del Diavolo hanno radicalmente stravolto il paesaggio tipico della Campagna Romana. Di questo sopravvive il ricordo nelle belle foto di Thomas Ashby della fine dell’Ottocento, che mostrano il serpeggiare della strada fra dolci ondulazioni collinari (fig. 2).

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Fig. 2 – ZAGAROLO, Valle Martella: la via Praenestina presso il fosso di Corzano e il fontanile delle Zinne, visibili in secondo piano (foto Th. Ashby)

La strada precede per brevi rettifili, diversamente angolati, scanditi dai fossi che scorrono verso NO in direzione dell’Aniene. Questa configurazione si deve a una radicale ristrutturazione del II-I sec. a.C., che modificò il percorso originario piuttosto tortuoso, migliorandone la percorribilità anche con la costruzione di ponti, viadotti e muri di sostegno. La via mantenne sempre notevole importanza, poiché, oltre a solcare un territorio densamente sfruttato dal punto di vista agricolo, a servire per il trasporto del lapis Gabinus e per la manutenzione degli acquedotti, costituì anche – grazie al prolungamento fino alla via Latina – un asse per raggiungere il meridione.

Dopo un primo tratto da tempo sistemato all’interno di un giardino pubblico, il tratto n. 1 (lungh. km 1,800) inizia a Passo del Lupo (XIII miglio) e, in leggera discesa, arriva fino al fosso di Corzano-Pallavicina (fig. 3).

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Fig. 3 – ZAGAROLO, Valle Martella: la via Praenestina a Valle Martella-I Cancelletti

La pavimentazione dalla superficie appena baulata (largh. m 4,80) in lastroni di pietra lavica, accuratamente rincalzati con zeppe, è sostanzialmente integra e quasi priva di tracce di usura; le crepidini laterali sono costituite da pietre pseudo-squadrate e talora picchiettate, intervallate a distanze irregolari dai consueti elementi più grandi con la sommità tondeggiante, ricondotti all’uso di montare e smontare da cavallo. La strada qui procede lungo un taglio alle pendici tufacee del meridionale colle di Sassobello ed è delimitata sul lato opposto da una moderna ‘macera’ di scaglie basaltiche che potrebbe nascondere un argine in blocchi di tufo, come documentato più volte verso Gabii e Palestrina. All’attraversamento del fosso il basolato manca ed è sostituito da un acciottolato di scaglie. Il ponte, con unica arcata a tutto sesto in muratura irregolare di tufo e basalto e in laterizio, è moderno, ma fu sicuramente preceduto da uno antico, che doveva trovarsi subito a S; sulla sponda NO è invece ancora visibile il nucleo cementizio di una tomba. Appena oltre il fosso si trova il pittoresco fontanile cinquecentesco delle Zinne. Su un vicino affioramento del banco tufaceo emerge la piccola volta intonacata di una tomba rupestre (fig. 4).

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Fig. 4 – ZAGAROLO, Valle Martella: pianta con la via Praenestina, il fontanile delle Zinne e la tomba rupestre

Il rettifilo n. 2 (lungh. km 1), intersecante le pendici del colle di Muro Pizzuto, giunge, con una lieve curva delimitata da ‘macere’, fino al fosso Scuro o di Passerano (figg. 5-6).

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Fig. 5 –  ZAGAROLO, Valle Martella: la via Praenestina a Valle Martella-colle di Muro Pizzuto

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Fig. 6 –  ZAGAROLO, Valle Martella: la via Praenestina a colle di Muro Pizzuto

Il basolato appare profondamente inciso dai solchi dei carriaggi e fessurato. Sulla sommità (q. 139), lato sinistro, è la vasta area di materiale edilizio di una villa di età tardo-repubblicana e imperiale.

Dopo un tratto di circa 400 metri, notevolmente interrato, la strada ricompare prima del ponte Ceccara o ponte di Terra (a confine fra Zagarolo e Gallicano), impostato diagonalmente sul fosso di Passerano, con unica arcata a tutto sesto (largh. m 4,90, alt. max. 4 ca.) in opus quadratum di tufo, databile fra II e I sec. a.C., ma restaurato più volte in età moderna (fig. 7).

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Fig. 7 – ZAGAROLO, Valle Martella: veduta e prospetto S di ponte Ceccara

La struttura originaria rimane nei bassi piedritti (alt. m. 1,60), nell’arcata e nella spalla obliqua sulla sponda destra del lato SO. Sull’arcata, in buona parte crollata, il basolato è sostituito da un acciottolato di scaglie di demolizione.

Il rettifilo n. 3 (lungh. km 1,200) devia sensibilmente verso SE lungo la valle di fosso Scuro e giunge fino alla loc. Grotta del Diavolo, presso il noto ristorante La Giara, quasi affiancandosi alla Prenestina Nuova. All’inizio, ove è attraversato dalla ferrovia dell’alta velocità, corre in salita sul fianco del colle sotto forma di viottolo con radi basoli in vista, quindi scende, segnato da una linea di alberi cresciuti sul basolato, fino al cavalcavia della bretella autostradale (fig. 8).

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Fig. 8 – ZAGAROLO, Valle di fosso Scuro: la via Praenestina ad E del fosso di Passerano

Nei vecchi studi topografici è descritto fiancheggiato da tombe, l’ultima delle quali, a camera ipogea, corrisponde alla c.d. Grotta del Diavolo. Nella vallecola in loc. Pantanella di Sotto, subito ad E dell’autostrada, è stato liberato dall’alto (m 1,20) interro alluvionale un tratto perfettamente conservato (fig. 9, A), delimitato da crepidines che presentano la solita picchiettatura e includono, a distanza di m 4 ca., blocchi più grandi, talora accoppiati.

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Fig. 9 – ZAGAROLO, loc. Pantanella di Sotto: particolari della via Praenestina: A. basolato e sostruzione; B. canaletta, C. pianta dello scavo del 2011

Si rilevano, sul margine NE, due particolarità interessanti: un’apertura (largh. m 2,10) nella crepidine, delimitata da blocchi messi a coltello, corrispondente a una piazzola basolata, a un accesso o all’inizio di un diverticolo che si dirigeva verso il settentrionale colle di Mezzo e una canaletta di scolo, accuratamente basolata (fig. 9, B). A circa 80 metri dal cavalcavia lo scavo ha portato alla luce sul lato NE della carreggiata (larga m 4,50) un filare di blocchi squadrati in tufo gabino, pertinente a una bassa sostruzione dotata di un rinforzo che aveva la funzione di porre in piano e rilevare la strada rispetto al fondovalle soggetto ad allagamenti, ma che delimita anche un marciapiede largo m 3 (fig. 9, A, C). Considerando anche l’analoga sostruzione sul lato opposto, non scavata, ma vista dallo Ashby, la larghezza complessiva della Praenestina nella vallecola raggiunge i m 11,70. Un tratto della sostruzione sul lato SO, conservato per tre filari, fu messo in luce nel cantiere per la realizzazione del cavalcavia nel 1985. Superata Pantanella di Sotto, la strada è stata seguita ancora per m 200 ca. fino al ristorante La Giara. A causa del cedimento del terreno e del furto dei blocchi della sostruzione, il basolato risulta sensibilmente scivolato sul lato SO (fig. 10).

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Fig. 10 – ZAGAROLO, loc. Grotta del Diavolo: la via Praenestina fra la bretella autostradale e La Giara

                Zaccaria Mari, Patrizio Fileri, Carlo Torri

Bibliografia / Cartografia

  • Z. Mari, P. Fileri, C. Torri, Interventi di scavo e valorizzazione sulla Via Praenestina nei Comuni di Gallicano nel Lazio e Zagarolo (Roma), in Lazio e Sabina 8, a cura di G. Ghini, Z. Mari, Roma 2012, pp. 313-317.