Riola Sardo (OR). La tomba nuragica in località Su Cuccuru Mannu

Su Cuccuru Mannu
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Tomba
Regione / Stato estero
Sardegna
Provincia
Oristano
Comune
Riola Sardo
Localizzazione specifica
Su Cuccuru Mannu
Coordinate geografiche
Lat. 40.001320°; Long. 8.412465°
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Marco Edoardo Minoja, Alessandro Usai
Responsabile scientifico
Alessandro Usai
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A
899 a.C. - 200 a.C.

Descrizione campagne

Il Sinis è una piccola regione geografica costiera della Sardegna centro-occidentale, protesa verso il Mar di Sardegna e in gran parte separata dal resto dell'isola dall'interposizione dello stagno di Cabras e della laguna di Mistras.
Nella letteratura archeologica, il Sinis è noto soprattutto per il complesso urbano di Tharros e per le sue ricche necropoli. Il complesso, di origine fenicia e punica, ebbe un importante sviluppo in epoca romana e bizantina, finchè venne abbandonato e dimenticato per secoli per essere riscoperto solo nell'Ottocento. Altro sito di primaria importanza è l'ipogeo pagano di San Salvatore, noto da sempre ma recuperato agli studi solo nel secolo scorso.
Se da una parte il Sinis si ripropone ancora come uno dei poli principali della civiltà fenicio-punica e romana in Sardegna, dall'altra esso conserva anche uno straordinario patrimonio pertinente alla civiltà nuragica dell'età del bronzo e degli inizi dell'età del ferro. In questo settore d'indagine emerge sempre più il singolare complesso di Mont'e Prama, interpretato come necropoli-heroon e corredato da una serie di sculture in calcare a grandezza naturale raffiguranti arcieri, guerrieri, "pugilatori" con guanto armato e scudo protettivo, oltre che rappresentazioni di nuraghi.
L'unicità del complesso scultoreo, verosimilmente attribuito all'VIII sec. a.C., si accoppia alla singolarità della manifestazione funeraria, consistente in allineamenti di tombe individuali a pozzetto, con o senza apparato monumentale di delimitazione e copertura con lastre di arenaria.
In effetti, a fronte di una quantità veramente esorbitante delle testimonianze nuragiche, il Sinis si caratterizza per una sconcertante carenza delle sepolture. Infatti delle classiche tombe collettive dell'età del bronzo, tradizionalmente denominate "tombe dei giganti", sono noti solo due esemplari ormai distrutti, nelle località Matta Tramontis e Sa Gora ‘e sa Scafa (Cabras).
Pertanto risulta di grande interesse la scoperta di una terza tomba nella località Su Cùccuru Mannu di Riola, nel Sinis centro-settentrionale. Si tratta di una "tomba di gigante" non costruita ma ricavata nell'arenaria, mantenendo gli elementi essenziali del tipo monumentale: sulla fronte si apre un piccolo spazio cerimoniale semicircolare di forma asimmetrica ("esedra": corda m 3,25, freccia m 1,70 circa), quindi attraverso un portello con due bassi gradini si discende nella camera funeraria lunga e stretta ("galleria": lunghezza m 5,25, larghezza m 1,30/1,10 alla base, profondità massima m 1,20). La galleria ha pianta leggermente ristretta verso il fondo e sezione trapezoidale, con pareti aggettanti e pavimento appena concavo in leggera salita dall'ingresso verso l'estremità posteriore; a cm 95 dalla parete di fondo si nota una fossetta ovale (diam. cm 25 x 28, prof. cm 19). La tomba si presenta gravemente mutilata da tagli di cava di epoca imprecisata e priva della copertura, che forse era costituita da lastre orizzontali di cui restano pochi frammenti.
La singolarità della struttura, i segni evidenti di scavi clandestini e la necessità di indagare scientificamente l'unico documento superstite delle pratiche funerarie nuragiche antecedenti alla necropoli di Mont'e Prama, hanno suggerito l'esecuzione di uno scavo archeologico d'urgenza, che è stato portato a termine nel periodo febbraio-marzo 2011 con l'impiego del personale della Soprintendenza in servizio nelle aree archeologiche e nel museo di Cabras. Inoltre hanno collaborato attivamente alcuni giovani antropologi del Dipartimento di Biologia Sperimentale dell'Università di Cagliari.
I resti scheletrici erano piuttosto scarsi e completamente sconvolti; le ossa erano quasi assenti nella parte anteriore della galleria, dove invece è stata recuperata una grande olla rovesciata, apparentemente vuota, originariamente sistemata in piedi nell'angolo a destra dell'ingresso. L'olla, di forma ovoide con orlo leggermente ispessito e sbiecato, ricomposta nel laboratorio di restauro della Soprintendenza, si colloca tipologicamente tra la fine del Bronzo Medio e gli inizi del Bronzo Recente. Altri frammenti ceramici databili alle stesse fasi sono stati recuperati nell'esedra.
Pertanto la tomba, che sembra essere stata in uso per un periodo non molto lungo, si inquadra  tra il XIV e il XIII sec. a.C. In effetti le dimensioni, la rifinitura del portello e delle pareti interne, l'inclinazione di queste e i raccordi arrotondati, richiamano strettamente le tombe dei giganti isodome più piccole degli altipiani di Abbasanta, databili allo stesso periodo. La tomba di Su Cùccuru Mannu si differenzia invece da altre tombe di giganti riprodotte tramite scavo in roccia, presenti in gran numero nel Sassarese, caratterizzate dalla "stele centinata" al centro dell'esedra frontale e da altri elementi propri delle fasi più antiche del Bronzo Medio.

Su Cuccuru Mannu

Su Cuccuru Mannu 3

Alessandro Usai

Bibliografia / Cartografia

Inedito