Arcinazzo Romano (RM). Villa di Traiano

Arcinazzo Romano_Corridoio XXVI: accumulo di lastre marmoree
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villa
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Arcinazzo Romano
Localizzazione specifica
Tenne della Grotta
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi ordinari
Anno campagna di scavo
2009, 2011
Responsabile di cantiere
Agostina Appetecchia
Responsabile scientifico
Maria Grazia Fiore
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Le recenti campagne di scavo hanno confermato la realizzazione della villa di Traiano in terrazze sostruttive, scenograficamente affacciate sulla via Sublacensis, ed hanno gettato nuova luce sulle fasi di frequentazione del complesso in epoca tardoantica. Il programma delle indagini si è focalizzato intorno alla platea superiore, che ha restituito un lungo corridoio segmentato (fig. 1): esso segue il profilo della collina per piegare in direzione nord. Il corridoio può essere considerato un corpo architettonico di collegamento tra le due platee.

Arcinazzo Romano, Villa di Traiano. Planimetria generale del complesso Il riquadro in alto a sinistra indica l’area indagata (rilievo S. Sgalambro, G. Carconi, F. Graziani)

Fig. 1 - Arcinazzo Romano, Villa di Traiano. Planimetria generale del complesso

Il riquadro in alto a sinistra indica l’area indagata (rilievo S. Sgalambro, G. Carconi, F. Graziani)

A un momento da collocare cronologicamente, in base ai dati di scavo, alla fine del V-VI sec. d.C., si data una trasformazione nella destinazione d’uso di questo settore. Il corridoio fu oggetto di un’importante azione di spoglio. Residui di tale attività sono i numerosi accumuli di materiale marmoreo, musivo ed edilizio rinvenuti in più punti del corridoio (fig. 2).

Arcinazzo Romano_Corridoio XXVI: accumulo di lastre marmoree

Fig. 2 - Corridoio XXVI: accumulo di lastre marmoree

La fase di spoglio si associa ad un’occupazione dal carattere effimero del corridoio, che previde azioni di risistemazione e rifunzionalizzazione dello stesso: parte di esso venne adibita a rozza cucina, con l’allestimento di due focolari contigui che si impiantarono a ridosso delle strutture murarie preesistenti (fig. 3), alloggiati in allungate depressioni.

Arcinazzo Romano_Corridoio XXVI: il focolare US 41

Fig. 3 - Corridoio XXVI: il focolare US 41

Non si esclude la destinazione d’uso di questa porzione del corridoio per attività artigianali, considerato il rinvenimento, di fronte ai focolari, di un piccolo forno ricavato in una fossetta ovoidale irregolare, in cui sono stati rinvenuti scarti di lavorazione e scorie in piombo, argilla e terra concotta. In un momento successivo si colloca l’evidente abbandono del settore, con conseguente deterioramento delle strutture murarie, rappresentato dallo sgretolamento e dalla caduta dell’intonaco dalle pareti e delle finestre che si sono localizzate lungo il setto murario di delimitazione meridionale (fig. 4), insieme al cedimento della volta che andò ad obliterare il piano di frequentazione, i due focolari e il piccolo forno.

Arcinazzo Romano_Corridoio XXVI, segmento occidentale: aree di concentrazione dei frammenti di lastre da finestra (rilievo ed elaborazione A. Appetecchia)

Fig. 4 - Corridoio XXVI, segmento occidentale: aree di concentrazione dei frammenti di lastre da finestra (rilievo ed elaborazione A. Appetecchia)

Si è deciso successivamente (2011) di completare l’indagine della platea inferiore, concentrando le attività nel vano XXV che, di forma quadrangolare, si apre poco oltre la metà del corridoio XIV. È stato individuato un poderoso crollo costituito da materiale edilizio, marmi, intonaci e tessere musive, disposti in maniera ordinata e riconducibile al collasso della copertura e delle pareti della stanza su se stessa. L’ambiente doveva essere impreziosito, infatti, da una ricca decorazione parietale, marmorea e pittorica (8976 frammenti), che è possibile ricostruire pressoché totalmente. Un approfondimento stratigrafico nell'angolo NO del vano ha permesso di portare alla luce un pavimento in sectilia che si distingue per uno schema composito di ottagoni e quadrati: il modulo di base (fig. 5) è rappresentato da una formella ottagonale irregolare in pavonazzetto (60 x 60 cm), con lati obliqui più contenuti e disco centrale in serpentino.

Arcinazzo Romano_restituzione grafica (da modello 3D) del modulo pavimentale di base nel vano XXV (rilievo ed elaborazione A. Appetecchia)

Fig. 5 - Arcinazzo Romano, Villa di Traiano, restituzione grafica (da modello 3D) del modulo pavimentale di base nel vano XXV (rilievo ed elaborazione A. Appetecchia)

I margini non presentano profilo regolare continuo: nei lati obliqui sono ricavati quarti di cerchio in cui si inserisce un elemento in porfido; su quelli maggiori, orizzontali e verticali, si apre una semicirconferenza in cui si inseriscono due foglie lanceolate con vertici convergenti, che sfruttano la curvatura del cerchio, rispettivamente in serpentino e porfido, e un triangolo isoscele con due lati concavi, rispettivamente in giallo antico e pavonazzetto. La giustapposizione di quattro formelle sviluppa un motivo originale e unico, per il quale, al momento, non sembrano trovarsi confronti (fig. 6): un piccolo elemento quadrato, in pavonazzetto, di 15 x 15 cm, si inserisce nel punto di giunzione angolare delle formelle.

Arcinazzo Romano, Villa di Traiano, particolare del pavimento e restituzione ipotetica (da modello 3D) del tappeto pavimentale nel vano XXV (foto ed elaborazione A. Appetecchia)

Fig. 6 - Arcinazzo Romano, Villa di Traiano, particolare del pavimento e restituzione ipotetica (da modello 3D) del tappeto pavimentale nel vano XXV (foto ed elaborazione A. Appetecchia)

Il vano XXV era impreziosito, inoltre, da una decorazione in crustae marmoree, ricostruibile per la parte inferiore delle pareti. Lo schema restituito (fig. 7) è composto da uno zoccolo di lastre in portasanta di 157 x 45 cm, su cui si impostano tre cornici: la prima, modanata e aggettante, in pavonazzetto; una seconda, liscia, in serpentino e l’ultima, modanata, in giallo antico.

Arcinazzo Romano, Villa di Traiano, ambiente XXV. Restituzione tridimensionale del sectile parietale (rilievo ed elaborazione A. Appetecchia)

Fig. 7 - Arcinazzo Romano, Villa di Traiano, ambiente XXV. Restituzione tridimensionale del sectile parietale (rilievo ed elaborazione A. Appetecchia)

Maria Grazia Fiore

Bibliografia / Cartografia

  • M.G. Fiore, A. Appetecchia, I rivestimenti marmorei parietali e pavimentali della villa di Traiano ad Arcinazzo Romano (RM). Primi dati dalla campagna di scavo 2011, in Atti del XVIII Colloquio AISCOM (Cremona, 14-17 marzo 2012), Tivoli 2013, pp. 321-334, c.s.
  • M.G. Fiore, A. Appetecchia, Un contesto ceramico di V-VI secolo dalla villa di Traiano ad Arcinazzo Romano (RM), in Le Forme della Crisi. Produzioni ceramiche e commerci nell’Italia centrale tra romani e longobardi (III-VIII secolo), Atti del Convegno, Spoleto – Campello sul Clitunno, 5-7 Ottobre 2012, c.s.
  • M.G. Fiore, A. Appetecchia, Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano (RM). Nuovi dati dalla campagna di scavo 2011, in Lazio e Sabina 9, Nono Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina (Atti del Convegno, Roma 27-29 marzo 2012), a cura di G. Ghini, Z. Mari (in preparazione)
  • M.G. Fiore, A. Appetecchia, La villa di Traiano agli Altipiani di Arcinazzo: le campagne di scavo 2009, in Lazio e Sabina 7, Settimo Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina (Atti del Convegno, Roma 9-11 marzo 2010), a cura di G. Ghini, Roma 2011, pp. 501-508.