Rieti (RI). Reate romana

Rieti_lacerto pavimento musivo
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Rieti
Comune
Rieti
Localizzazione specifica
Palazzo Aluffi
Nome antico del sito
Reatae
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2011, 2012
Responsabile di cantiere
Francesca Lezzi
Responsabile scientifico
Giovanna Alvino
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
1493 - 1900

Descrizione campagne

Durante i lavori di ristrutturazione e miglioramento sismico dell’ex Caserma dei Carabinieri/Palazzo Aluffi (fig. 1) a Rieti in via Cintia, intrapresi dalla Provincia di Rieti, sono state rinvenute numerose strutture murarie relative a differenti epoche storiche.

Rieti_Palazzo Aluffi prima della ristrutturazione

Fig. 1 - Palazzo Aluffi prima della ristrutturazione

Nell’area com’è noto sorgeva in antico un’ ampia abitazione. Già in tempi passati erano stati segnalati ritrovamenti di epoca romana effettuati in occasione di ristrutturazioni o ampliamenti del palazzo. Per primo Carlo Latini nel 1827  racconta che negli scavi effettuati nei sotterranei del palazzo “si rinvenne un muro intonacato ed un lacerto di mosaico in cattive condizioni”. Poi Loreto Mattei alla fine dell’800 aveva parlato di costruzioni antiche costruite in opera reticolata. Per ultimo Giovanni Colasanti nel 1909 riporta che in uno sterro sotto il palazzo si rinvenne un frammento di colonna (base con fusto). Lo scavo archeologico sta permettendo di ricostruire almeno in parte l’antico complesso monumentale che è possibile, in via preliminare, identificare con una domus (fig. 2).

Rieti_Strutture rinvenute nel cortile

Fig. 2 - Strutture rinvenute nel cortile

Questa occupava lo spazio compreso tra l’antico decumano – odierna via Cintia – e le mura in opera quadrata di calcare della città romana, ad appena m 150 dalla piazza del foro (fig. 3).

Rieti_Palazzo Aluffi_carta colasanti

Fig. 3 - Carta del Colasanti con indicazione del Palazzo Aluffi

Gli scavi, avviati a partire dal novembre 2011 nel complesso monumentale e diretti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, sono il primo cantiere di archeologia urbana a Rieti, dove tutte le fasi vita di questo settore cittadino si stanno investigando ed interpretando. Lo scavo ha infatti documentato come nel sito la vita si sia protratta dall’VIII sec. a.C., passando per l’età romana e medievale, fino ai nostri giorni senza soluzione di continuità. In accordo tra le Istituzioni si provvederà alla conservazione di quanto emerso e sta emergendo nel corso degli scavi con particolare riferimento ai monumenti di età romana, che si stanno rivelando di particolare interesse soprattutto in relazione alla conoscenza della topografia dell’antico municipio romano di Reate (fig. 4).

Rieti_Palazzo Aluffi_carta catastale

Fig. 4 - Carta su base catastale delle presenze romane note a Rieti

Un’attenzione particolare si dedicherà al periodo preromano le cui fasi di vita per la prima volta in città stanno ritornando alla luce in uno scavo stratigrafico. I più antichi ritrovamenti riportano alle più remote fasi di occupazione stabile dell’altura travertinosa di Rieti che oggi conosciamo. Con grande sorpresa, al di sotto delle strutture romane si sono ritrovati i resti di strutture verosimilmente ad uso abitativo (fig. 5) e moltissimi frammenti ceramici databili nell’ambito dell’VIII sec. a.C. (figg. 6-7).

Rieti_Struttura abitativa preromana

Fig. 5 - Struttura abitativa preromana

Rieti_frammento di fornello

Fig. 6 - Frammento di fornello

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Fig. 7- Frammento vascolare

Per l’età romana numerosi sono i muri in opera reticolata che si conservano ancora oggi sotto i pavimenti del piano terra (figg. 8-9).

Rieti_muro in reticolato

Fig. 8 - Muro in reticolato in uno degli ambienti interni

Rieti_muro in reticolato_2

Fig. 9 - Muro in reticolato in uno degli ambienti interni

Conservano tutt’ora il loro rivestimento di intonaco policromo, con ampie partizioni monocrome gialle, rosse o nere con spartite da fasce di colore a contrasto. Diversi sono i pavimenti in cementizio a base fittile variamente decorati con inserzioni di tessere lapidee e numerose le porzioni di pavimenti musivi.

Tutti i pavimenti più antichi, databili in epoca repubblicana (II-I sec. a.C.), sono in cementizio a base fittile: uno con inserzione di tessere musive bianche e nere diversamente addensate a seconda dello sviluppo dell’ambiente (fig. 10); un altro con inserzione di tessere musive bianche e nere e tasselli di pietra colorata disposte accuratamente per realizzare una decorazione geometrica con emblema geometrico centrale (fig. 11); un altro a fondo chiaro con inserzione di pietre colorate.

Rieti_pavimento

Fig. 10 - Pavimento in cementizio a base fittile

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Fig. 11 - Pavimento in cementizio a base fittile

Le pavimentazioni musive fino ad oggi individuati sono tutti monocromi bianchi tranne un lacerto che conserva una doppia fascia di tessere nere (fig. 12).

Rieti_lacerto pavimento musivo

Fig. 12 - Lacerto di pavimento musivo

Numerose sono le testimonianze che stanno emergendo ascrivibili al delicato momento di passaggio tra l’età romana e quella altomedievale, quando Rieti, con lo stanziamento longobardo e l’inserimento nel ducato di Spoleto, ne diviene uno dei centri più avanzati lungo il confine meridionale.

 

Giovanna Alvino

Bibliografia / Cartografia

  • G. Colasanti, Reate. Ricerche di topografia medioevale ed antica, rist. 1995
  • G. Alvino, F. Lezzi, Rieti-Reate: città moderna e scoperte antiche, in Lazio e Sabina 9, Atti del Convegno (Roma, 27-29 marzo 2012), a cura di G. Ghini. Z. Mari, in preparazione