Colfiorito di Foligno (PG). Scavo della necropoli

Colfiorito_Loc. Rio Cesi. Veduta dell’edificio da Ovest
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - necropoli
Regione / Stato estero
Umbria
Provincia
Perugia
Comune
Foligno
Localizzazione specifica
Colfiorito, Rio Cesi
Nome antico del sito
Plestia
Coordinate geografiche
43° 1'35.68"N 12°53'58.47"E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Sponsor
Quadrilatero s.p.a.
Entità finanziamento
Euro 200.000,00
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile scientifico
Maria Laura Manca
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Durante la realizzazione della nuova SS 77 "Val di Chienti", nel comune di Foligno, è stato possibile indagare una serie di evidenze archeologiche di estremo interesse per la storia del popolamento antico del territorio prossimo all'abitato di Plestia. Le aree sono, allo stato attuale, ancora in corso di scavo; pertanto le ipotesi proposte sono da ritenere preliminari e suscettibili di modifiche.

Sito U2

In località Rio di Cesi, in corrispondenza del viadotto "la Palude", dal giugno al settembre 2011 sono stati riportati alla luce i resti di un ampio insediamento rustico che copre un'area di mq. 1350 (fig. 1).

Fig. 1. Loc. Rio Cesi. Veduta dell’edificio da Ovest

L'edificio, con asse longitudinale orientato NE-SO, è realizzato con murature in blocchetti di calcare e tegole legati con malta; in alcuni parti si conserva un alzato di oltre m. 1,50. Il complesso, molto articolato, è composto da almeno quindici ambienti (fig. 2), ai quali si devono aggiungere una fornace e l'ambiente di servizio annesso posti all'esterno dell'angolo SO dell'edificio.

Fig. 2 Colfiorito: planimetria generale edificio

Merita ricordare, all'interno dell'edificio, la presenza di un pozzo profondo circa m. 4,30 - in parte costruito e in parte scavato nel banco geologico - del quale si conserva la vera in pietra lavica (fig. 3).

Fig. 3 Colfiorito: veduta del pozzo

Allo stato attuale delle conoscenze, è possibile ipotizzare almeno due grandi fasi edilizie dell'insediamento, l'ultima delle quali mostra rifacimenti e ristrutturazioni interne, ed il materiale rinvenuto (tra i quali ceramica a vernice nera sovradipinta e non, ceramica sigillata italica ed africana, lucerne, monete) indica un ambito cronologico di occupazione dalla fine del IV secolo a.C. al IV-V secolo d.C. Tra gli estesi crolli delle coperture, ma anche in opera nelle murature, è stato inoltre possibile recuperare alcune tegole con bollo impresso (fig.4).

Fig. 4 Colfiorito: crollo di una copertura all'interno di un ambiente

La presenza di tre sepolture ad inumazione in fossa terragna che tagliano le creste dei muri, dimostra uno sporadico utilizzo funerario dell'area in un momento successivo al crollo e alla spoliazione dell'edificio.

Tale scoperta è da considerare di importante rilevanza storico-archeologica per la ricostruzione del modello insediativo della zona in età romana; l'edificio infatti, oltre che essere localizzato presso il margine settentrionale dell'ampia valle che si apre tra Cesi e Popola, evidentemente in relazione con lo sfruttamento agricolo di questa parte del territorio, è strategicamente costruito lungo la c.d. via della Spina, l'importante asse stradale N-S che collegava l'antica Plestia con Spoletium e la via Flaminia.

Sito U3

Nella zona di Colfiorito, lungo il costruendo Ramo A dello svincolo, è stata evidenziata una zona a destinazione funeraria che si estende su una superficie di mq. 1150. Attualmente, in poco più di 270 mq scavati, sono state individuate 32 tombe ad inumazione del tipo a fossa, terragna o con fodera e copertura in lastre di pietra, ed a circolo con blocchi di calcare (figg. 5-6).

Fig. 5 Colfiorito: veduta d'insieme dei circoli funerari

Fig. 6 Colfiorito: la tomba a circolo 27

Quest'ultima tipologia, ben nota in altre realtà umbre, non era ancora documentata nelle necropoli plestine. Sono state individuate 13 deposizioni femminili, 7 maschili, 9 infantili ed 1 bisoma; per due sepolture la carenza di dati non permette di stabilire il sesso del defunto.

Una preliminare analisi dei corredi funerari, in pessimo stato di conservazione, sembra indicare una uniforme cronologia delle sepolture nell'ambito del VI sec. a.C. (Fase III). Tra i materiali merita menzionare la presenza di tre bacili in bronzo, fibule a due ondulazioni (in ferro ed in bronzo), fibule ad arco angolato in bronzo, armille in bronzo, vaghi in pasta vitrea e in ambra, pendagli a staffa in bronzo con buchi per anelli, una spada in ferro, quattro puntali in ferro di lancia (figg. 7-8). 

Fig. 7 Colfiorito: particolare del bacile bronzeo della tomba a circolo 24

 Fig. 8 Colfiorito: particolare del corredo funerario della tomba a fossa 10                          

                                                                                                    Maria Laura Manca

Bibliografia / Cartografia

  • L. Bonomi Ponzi, La necropoli plestina di Colfiorito di Foligno, Perugia 1997.