Savignano Irpino (AV). Nuove indagini archeologiche e prospettive di ricerca (1).

Savignano Irpino 2
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villa
Regione / Stato estero
Campania
Provincia
Avellino
Comune
Savignano Irpino
Localizzazione specifica
Difesa Grande
Coordinate geografiche
41° 11’ 09” N; 15° 13’ 09” E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
impianto eolico Ditta Daunia Wind s.r.l.
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Adelaide Palermo Rossetti, Milena Saponara
Responsabile scientifico
Ida Gennarelli
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel comune di Savignano Irpino, nella fase preliminare alla realizzazione di un impianto eolico, sono state esplorate alcune aree in cui già la ricognizione archeologica aveva segnalato tracce di presenze antiche. L’area si situa in una zona collinare della Campania interna a confine con la Puglia, in cui le alture dell’Appennino Dauno – uno dei limiti territoriali tra Hirpini e Dauni - assumono funzione di controllo dell’alta valle del Cervaro, corridoio naturale tra il versante tirrenico e quello adriatico. Questo settore è considerato, sin dalla Preistoria, una delle maggiori vie di comunicazione tra la Campania e la Puglia.

Il territorio di Savignano Irpino era già stato interessato da esplorazioni archeologiche nel 1984, in località Ferrara, ove su un’altura denominata Monte Castello, era stata documentata una fase di frequentazione del sito compresa tra il Neolitico e l’età Arcaica, e una successiva occupazione attestata all’età medievale.

L’indagine archeologica condotta in località Difesa Grande ha interessato un’area di circa 90 mq che ha documentato la presenza di un edificio a pianta quadrangolare, orientato in senso Nord/Est-Sud/Ovest, realizzato con muri a secco, databile, sulla base dei materiali rinvenuti, tra la fine del IV e il I sec.a.C. (Figg. 1-2).

Savignano Irpino 2

Dell’edificio si distinguono un’area interna ed una esterna; quella interna, posta ad occidente, è caratterizzata da ambienti di forma quadrata, dei quali uno solo è stato sufficientemente indagato: l’ambiente I (Fig.3).

Savignano Irpino 3

L’asportazione dei crolli dei muri all’interno di questo vano ha permesso l’individuazione di un piano di calpestio e il rinvenimento di molti reperti ceramici, tra cui vasellame a vernice nera, databile al IV-III sec. a.C.

Questo ambiente appare più propriamente dedicato alla tessitura, per la presenza di una serie di pesi da telaio fittili.

Nel corso dell’analisi di un crollo dell’ambiente I, nell’angolo Sud-Est, si è notata una grande pietra calcarea con foro passante probabilmente utilizzata per legare cavalli, come suggerisce la presenza di un passabriglie in ferro ritrovato poco distante dalla pietra stessa. Tra i reperti dell’area settentrionale dell’ambiente, spicca una patera a vernice nera con decorazione a rilievo databile alla seconda metà del III sec. a.C. e alcuni oggetti in ferro, tra cui un peso e una fibbia, che si riferiscono alle pratiche agricole e di allevamento condotte nell’ambito della fattoria.

Negli altri ambienti non sono stati asportati i crolli, mentre nello strato di obliterazione, nella parte meridionale, è stato rinvenuto un asse unciale con Giano laureato al D, prua di nave al R e legenda ROMA in esergo (208-144 a.C.).

Il vano più meridionale probabilmente era pavimentato con lastroni di calcare visibili all’interno del crollo, da cui sono emersi tra l’altro, un manico di specchio in bronzo, riconducibile alla seconda metà del IV sec. a.C. e numerosi balsamari, databili al II sec. a.C. A Est degli ambienti, di forma quadrata, se ne individua uno di forma rettangolare allungata, interpretabile come un corridoio dal quale, attraverso un piccolo varco (di ca. 80 cm) si passa all’area esterna. Tale area che doveva essere pavimentata con  lastre in pietra calcarea, è caratterizzata dalla presenza di un focolare posto nell’angolo Nord-Ovest e dai resti di un contenitore interrato.

Alcuni setti murari realizzati con malta sono probabilmente riferibili ad una fase successiva, come lascia supporre anche la presenza di ceramica sigillata. Sul lato orientale le strutture proseguono al di là dei limiti dell’area indagata. Oltre il muro di delimitazione occidentale della fattoria è stata individuata una struttura di forma trapezoidale, orientata in senso Est-Ovest, pavimentata con piccole pietre giustapposte, delimitata da due filari di pietre sui lati lunghi. Anche quest’area dovrà essere oggetto di ulteriori indagini che ne chiariscano la funzione originaria.

Ida Gennarelli

Bibliografia / Cartografia

  • B. D’Agostino, Appunti sulla posizione della Daunia e sulle aree limitrofe in Civiltà dei Dauni nel quadro del mondo italico, Atti del XIII Convegno di Studi Etruschi e Italici, Firenze 1984, pp. 249-261.
  • C.A. Livadie – G. Gangemi, Nuovi dati sul Neolitico in Campania, “Atti XXVI Riun. Scient., IIPP”, Vol. I, Firenze 1987, pp. 290-293.
  • D. Musti, Il processo di formazione e diffusione delle tradizioni greche sui Dauni e su Diomede, p.105 Civiltà dei Dauni nel quadro del mondo italico, Atti del XIII Convegno di Studi Etruschi e Italici, Firenze 1984.
  • I. Rainini, Modelli, forme e strutture insediative del mondo sannitico in Studi sull’Italia dei Sanniti, Milano 2000, p. 242.

Documenti allegati

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