Cineto Romano (RM) e Roviano (RM). Necropoli, villa rustica e santuario equo

Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 8bis
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Cineto Romano / Roviano
Localizzazione specifica
Loc. Torrente Ferrata, loc. Collelungo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Sponsor
Comune di Cineto Romano
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile scientifico
Zaccaria Mari
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

L’operazione “Valerio Massimo”, dal nome del magistrato romano (M. Valerius Maximus) costruttore intorno al 300 a.C. della Via, condotta dalla Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Tributaria Roma – Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, presentata in una conferenza stampa a Roma il 30.05.12 e in un convegno organizzato dal Comune di Cineto Romano il 12.07.12, si è svolta tra i paesi di Cineto e Roviano (RM), nella media valle dell’Aniene. Essa ha portato all’interruzione di scavi clandestini, all’individuazione di siti archeologici in precedenza sconosciuti e al sequestro di reperti in possesso di privati. All’azione repressiva sono seguiti interventi di documentazione e recupero e l’avvio di indagini archeologiche e progetti di valorizzazione promossi dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, competente per territorio, con il supporto logistico ed economico del Comune di Cineto e della locale Protezione Civile.

In particolare nel territorio cinetese è stato interrotto il saccheggio di un’area sepolcrale, di cui sono stare scavate e smontate due tombe alla cappuccina (figg. 1-3), destinate ad essere ricostruite nel futuro Antiquarium, databili fra I e II secolo, disposte una accanto all’altra lungo il torrente Ferrata, realizzate con tegole e coppi di produzione locale. La Tomba A aveva lo scheletro, perfettamente conservato, adagiato su quattro tegole rovesciate; nella Tomba B invece (parzialmente violata) lo scheletro poggiava sulla terra, evidentemente per esaurimento dei laterizi disponibili. Questi sono di accurata fattura, privi di marchi di fabbricazione, ma contraddistinti da signa (“cappi”, cerchi, croci) tracciati con le dita sull’argilla fresca; due tegole presentano anche impronte di zampe di animali. Gli individui sepolti, di umile condizione, forse schiavi (dati si attendono dall’analisi osteologica), vanno ricondotti al popolamento che gravitava intorno alla vicina statio ad Lamnas (loc. Osteria della Spiaggia) al XXXIII miglio della Via Valeria (fig. 4), nota dagli Itinerari e dalla Tabula Peutingeriana.

In loc. Collelungo, a monte del tracciato della c.d. Valeria vetus, è stata sequestrata l’area, anch’essa presa di mira dai tombaroli, comprendente i resti di una villa rustica (fig. 5), di cui si riconosceva la spianata artificiale (platea) sorretta da un terrazzamento in blocchi poligonali di calcare (fig. 6). Il parziale scavo che ne è seguito ha messo in luce parte dell’atrio (con la vasca dell’impluvium) e della pars rustica, in cui spicca il torchio (torcular) costituito dalla superficie di spremitura (ara) e dal blocco con incassi (lapis pedicinus) per i sostegni lignei del trave pressore (figg. 7-8). Tramite un canaletto ricavato sul pavimento in opus spicatum il liquido defluiva in vaschette nel vano adiacente (fig. 9). Accanto al torchio, utilizzato probabilmente sia per il vino che per l’olio, è una lunga vasca (lacus), realizzata con lastre di tufo (v. fig. 7), anch’essa per la raccolta di liquidi, il cui fondo è stato rialzato impiegando frammenti di una macina granaria in leucitite. Negli ambienti vicini, non ancora esplorati, sono da riconoscere le cellae per la conservazione dei prodotti e stanze d’abitazione. La notevole antichità della villa (III sec. a.C.) è comprovata dalla tecnica muraria e da monete, destinate come gli altri oggetti di uso domestico rinvenuti, all’Antiquarium.

Nella loc. S. Vincenzo è stata invece individuata una grande sistemazione in opera poligonale (fig. 10) costituita di due muri di terrazzamento quasi paralleli (figg. 11-13) che determinano una spianata stretta e lunga (m 70 ca.) disseminata di frammenti di tegole appartenenti a strutture sepolte e con, ad un’estremità, la cava da cui furono estratti i blocchi (fig. 14). Per la pianta (che trova numerosi confronti), la tecnica muraria e la posizione (in bella vista panoramica sulla valle dell’Aniene), la struttura è identificabile con un santuario risalente al V-III sec. a.C. e attribuibile alla popolazione preromana degli Equi, dei quali è stata in parte scavata nella non lontana loc. di Casal Civitella (Comuni di Riofreddo e Cineto Romano) la necropoli arcaica con tombe a fossa. L’identificazione della divinità venerata potrebbe venire solo dal rinvenimento di iscrizioni e materiale votivo (sono stati richiesti fondi ministeriali per scavi regolari), per ora un labile indizio può venire solo dalla denominazione “Morrone di Diana” del sovrastante picco montano.

L’operazione della Guardia di Finanza ha riguardato infine il sequestro, nel confinante paese di Roviano, del miliario XXXVII della via Valeria, facente parte della serie di miliari di Nerva posti nel 97 d.C. (fig. 15), dei cippi nn. 1182 e 1136 dell’acquedotto dell’Aqua Marcia (144 a.C.) (figg. 16-17), pertinenti al restauro di età augustea (11-4 a.C.), e dell’ara funeraria della liberta Carfia Lanthanusa (fig. 18), tutti trasferiti nel Castello Brancaccio di Roviano, ove saranno prossimamente esposti in una sezione archeologica attigua al “Museo della Civiltà Contadina”.

Zaccaria Mari

Didascalie delle fotografie (la numerazione va da sinistra a destra, dall'alto in basso)

Figg. 1-2 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Torrente Ferrata: le tombe alla cappuccina in fase di scavo

Fig. 3 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Torrente Ferrata: pianta delle tombe prima e dopo lo smontaggio delle coperture

Fig. 4 – Carta con il percorso della via Valeria dal miglio XXXIIII al XL

Fig. 5 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Collelungo: l’area della villa rustica posta sotto sequestro

Fig. 6 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Collelungo: spianata e terrazzamento della villa rustica

Fig. 7 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Collelungo: l’ambiente con il torcular

Fig. 8 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Collelungo: particolare del torcular

Fig. 9 – CINETO ROMANO (Rm), loc. Collelungo: ambienti con le vaschette e, in secondo piano, l’impluvium

Fig. 10 – CINETO ROMANO (Rm), loc. S. Vincenzo: sequestro dell’area del santuario

Fig. 11 – CINETO ROMANO (Rm), loc. S. Vincenzo: terrazzamento inferiore del santuario

Fig. 12 – CINETO ROMANO (Rm), loc. S. Vincenzo: particolare del terrazzamento inferiore del santuario

Fig. 13 – CINETO ROMANO (Rm), loc. S. Vincenzo: particolare del terrazzamento superiore del santuario

Fig. 14 – CINETO ROMANO (Rm), loc. S. Vincenzo: pianta del santuario

Fig. 15 – ROVIANO (Rm): miliario XXXVI della via Valeria

Fig. 16 – ROVIANO (Rm): cippo n. 1182 dell’Aqua Marcia

Fig. 17 – ROVIANO (Rm): cippo n. 1136 dell’Aqua Marcia

Fig. 18 – ROVIANO (Rm): iscrizione funeraria di Carfia Lanthanusa

   Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 1bisCineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 2bis

 Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 4








Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 3














Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 5bis

Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 6










Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 7bisCineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 8bis












Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 9bis










Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 10bis

Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 11bis











Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 12bisCineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 13bisCineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 14Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 15Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 16Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 17Cineto Romano (RM) - Scavi a seguito indagine GdF - Fig. 18

Bibliografia / Cartografia

Sulle tombe:

  • Z. Mari, Scoperte archeologiche nel territorio tiburtino e nella Valle dell’Aniene (VIII), “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” LXXXIV, 2011, pp. 175-179.

Sulla via Valeria e la statio ad Lamnas:

  • F. Crainz, C.F. Giuliani, I due tracciati della via Valeria fra ad Lamnas e Carseoli, “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” LVIII, 1985, pp. 71-8.
  • Z. Mari, Acquisizioni lungo la via Valeria e gli acquedotti della valle dell’Aniene, in Lazio e Sabina 2 (Atti del Convegno Secondo Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina, Roma, 7-8 maggio 2003), a cura di G. Ghini, Roma 2004, pp. 23-38. 

Sui cippi di acquedotto e sull’iscrizione funeraria:

  • Z. Mari, Materiale epigrafico dalla Valle dell’Aniene e dalla Sabina meridionale, “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” LVI, 1983, pp. 63-65.
  • Id., Nuovi cippi degli acquedotti aniensi. Considerazioni sull’uso dei cippi acquari, “Papers of the British School at Rome” LIX, 1991, pp. 157-160.

Sugli Equi nella Valle dell’Aniene:

  • Z. Mari, La topografia degli Equi della Valle dell’Aniene, in L’ombelico d’Italia. Popolazioni preromane dell’Italia centrale, a cura di A.M. Dolciotti, C. Scardazza, Roma 2007, pp. 1176-146.
  • M.G. Fiore, I rapporti tra gli Equi di Riofreddo (RM) e le popolazioni circonvicine, ibidem, pp. 147-160.