Anguillara Sabazia (RM). Scavi subacquei nel lago di Bracciano in loc. La Marmotta

Anguillara Sabazia (RM), "La Marmotta", villaggio perilacustre: foto aerea della zona di scavo.
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villaggio palafitticolo
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Anguillara Sabazia
Localizzazione specifica
La Marmotta
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" / Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Entità finanziamento
Euro 80.000 (2005); 50.000 (2006); 80.000 (2008)
Anno campagna di scavo
2005-2008
Responsabile di cantiere
Maria Antonietta Fugazzola
Responsabile scientifico
Maria Antonietta Fugazzola
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Negli anni 2004-2006, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale e grazie ai finanziamenti del MiBAC, sono continuati gli scavi programmati nell'area del grande villaggio perilacustre del Neolitico Antico attualmente sommerso dalle acque del lago di Bracciano.

Nella fotografia ingrandibile, veduta aerea del golfo di Anguillara con posizionamento dello scavo.

Nel 2007 lo scavo non è stato rifinanziato, nel 2008 fu finanziato un breve intervento d'urgenza, eseguito nel 2009. Il 2008 segna l’ultimo finanziamento ministeriale per lo scavo subacqueo, nonostante fosse inserito nella programmazione degli anni successivi.

Nel sito de La Marmotta i lavori di indagine subacquea, intrapresi in quella zona del fondale sin dal 1992, hanno permesso di scoprire, rilevare e scavare con metodo stratigrafico un'altra serie di strutture all'interno dell'archeosuperficie indagata. Sono state in tutto scavate completamente otto strutture (strutture 3, 4+8, 5, 6, 7, 11, 13 e 16), mentre di altre sei (strutture 2, 9, 10, 14, 15 e 17) è stato possibile mettere a vista e scavare soltanto una minima parte.

Anguillara Sabazia (RM), Nel corso del 2006 è stata recuperata un'altra piroga (la quinta tra quelle rinvenute a La Marmotta), abbandonata sull'antica riva del lago mentre era ancora in corso di lavorazione, molto probabilmente a causa della sua improvvisa rottura a metà circa dello scafo. Su richiesta del Comune di Anguillara Sabazia è stata lasciata in deposito in un locale del Comune ("centro-visite") appositamente realizzato per mostrare al pubblico la piroga in corso di restauro e per divulgare le scoperte più significative avvenute nel corso degli scavi condotti dalla Soprintendenza nel villaggio de La Marmotta.

Veduta dello operazioni di scavo della piroga Marmotta 5

Delle altre piroghe monossili recuperate sono stati portati a termine i lavori di restauro e conservazione: anche la piroga "La Marmotta 4", insieme a manufatti lignei relativi al navigare (una bitta, un remo e una probabile deriva o timone) è stata quindi esposta al pubblico nell'atrio del Museo, nella stessa grande vetrina contenente la piroga n. 1 e la piroga n. 3; un'altra piroga, già in antico incompleta ed in più frammenti, è stata sistemata nei magazzini dell'Istituto.

Nei laboratori della Soprintendenza sono continuate le operazioni di conservazione, restauro e studio della maggior parte dei materiali archeologici recuperati. Dai più di 65.000 frammenti fittili, si continuano a ricostruire una grande quantità di contenitori fittili dalle forme più svariate, spesso del tutto inedite nel panorama del Neolitico italiano. I lavori di consolidamento e restauro di numerosi manufatti lignei, delle cesterie e del cordame, sono in fase di completamento.

Sui materiali recuperati nel corso degli scavi sono ancora in corso varie indagini pluridisciplinari, eseguite da specialisti di diverse università ed istituti.

I resti archeozoologici, più di 30.000 elementi che comprendono anche svariati strumenti, alcuni dei quali decorati, sono in corso di restauro e di studio presso il Laboratorio di Archeozoologia della Soprintendenza.

I rari elementi osteologici umani sono affidati al Laboratorio di Antropologia Fisica dell'Istituto.

I reperti paleobotanici sono in via di determinazione presso i Laboratori di Paleobotanica dei Musei Civici di Como.

Le ricerche, micologiche e farmacologiche, condotte su alcuni dei funghi rinvenuti nell'area del villaggio da studiosi dell'Università degli Studi di Bologna - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali, Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale e Dipartimento di Farmacologia - sono state illustrate in due pubblicazioni.

Presso il Laboratorio dell'Istituto Italiano di Dendrocronologia, nel Museo di Storia Naturale di Verona, si è continuato il lavoro di analisi dendrocronologia, condotto ad oggi su più di 2000 campioni (legno di quercia e di frassino), dal quale si sono ricavate varie Curve Medie minori, ancora fluttuanti, ed una lunga Curva Media Ancorata - denominata "Curva Media 1" - con il metodo della datazione incrociata (wiggle-matching). La "Curva Media 1", costruita per ora sulla base di ben 534 campioni (500 di quercia e 34 di frassino), copre un intervallo di 248 anni e rappresenta la cronologia relativa più importante dell'insediamento sia per la sua lunghezza sia per l'elevato numero di sequenze in essa inserite. Il primo anello della sequenza dendrocronologica della "Curva Media 1" è posto intorno all'anno 5538 BC e l'ultimo anello intorno all'anno 5290 BC.

Gli studi archeometrici su molti dei materiali archeologici rinvenuti nel villaggio. sono state affidate al Laboratorio di Analisi della Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana.

Le analisi minero-petrografiche sui materiali litici (una trentina di elementi in pietra - accette ed accettine, asce, pendagli, perline e ciottoli) sono state affidate al Dipartimento Scienze della Terra e Geologico-Ambientali dell'Università di Bologna..

I numerosi reperti in ossidiana sono in corso di analisi da parte del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università della Calabria. Dai primi risultati su di un campione ristretto di reperti si può notare che per circa l'ottanta per cento i campioni sinora analizzati provengono dall’isola di Palmarola e che quindi soltanto il restante venti per cento proviene dall’isola di Lipari.

Anguillara Sabazia (RM),   Anguillara Sabazia (RM),

Sopra,

a sinistra: veduta dello scavo con accettina verde in situ.

A destra: veduta dello scavo con grande contenitore in situ.


Sotto,

a sinistra: veduta dello scavo con grande falcetto in situ.

A destra: ricostruzione con i vasi restaurati di una porzione di capanna, realizzata per la mostra "Civiltà dell'Argilla. Le prime comunità del Neolitico" (Roma, 2002).

            Anguillara Sabazia (RM), Anguillara Sabazia (RM),

Bibliografia / Cartografia

  • M.A. Fugazzola Delpino, G. D’Eugenio, A. Pessina. “La Marmotta” (Anguillara Sabazia, RM). Scavi 1989. Un abitato perilacustre di età neolitica, in BPI 84, n.s. II, 1993, pp. 181-304
  • M.A. Fugazzola Delpino, M. Mineo. La piroga neolitica del lago di Bracciano (“La Marmotta 1”), in BPI 86, n.s. IV, 1995, pp. 197-267
  • M.A. Fugazzola Delpino. Su alcuni funghi rinvenuti nel villaggio neolitico de "La Marmotta" (Anguillara Sabazia, Roma). Considerazioni preliminari, in BPI 95, n.s. XIII, 2004, pp. 1-20
  • A. Bernicchia, M.A. Fugazzola Delpino, V. Gemelli, B. Mantovani, A. Lucchetti, M. Cesari, E. Speroni. DNA recovered and sequenced from an almost 7000 y-old Neolitic polypore, Daedaleopsis tricolor in Mycological Research, vol. 110, 2006, pp. 14-17.
  • M.A. Fugazzola Delpino, O. Tinazzi, Dati di cronologia da un villaggio del Neolitico Antico. Le indagini dendrocronologiche condotte sui legni de La Marmotta (lago di Bracciano-Roma), in Miscellanea in ricordo di Francesco Nicosia, Studia Erudita, Fabrizio Serra Editore, in cds.